Gioiosa Jonica: chi si candida e chi si allea per le prossime elezioni comunali?

Gioiosa Jonica: chi si candida e chi si allea per le prossime elezioni comunali?

Nei giorni in cui il nostro sondaggio sui prossimi candidati a sindaco di Gioiosa Ionica registra un ottimo riscontro di visualizzazioni e di voti, proviamo rapidamente a fare il punto della situazione politica pre-elettorale della nostra cittadina. Si tratta, ovviamente, di riflessioni personali che non hanno nulla di assoluto, che provengono da sensazioni e sussurri captati nelle ultime settimane.

Partiamo dalle certezze, più o meno ufficiali, di cui disponiamo: la ricandidatura del Sindaco Salvatore Fuda, l’impegno del Partito Democratico in un progetto alternativo a quello dell’attuale maggioranza consiliare, la volontà di costruire una lista civica di centrodestra per come indicato dal consigliere comunale Mazzaferro, la nascita di un gruppo civico denominato “Idee in movimento”.

Mescolando e manipolando le certezze sopra indicate, per quanto ancora non pienamente definite, si possono ottenere molte delle alchimie politiche che albergano nelle menti e nei cuori di quasi tutte le personalità politiche gioiosane. Già, perchè in tanti sono al lavoro per costruire alleanze, individuare candidati, allestire liste: peccato che, ad oggi, tutto continui ad avvenire in forma più o meno privata, senza alcuna dimensione pubblica.

La maggioranza di “Gioiosa Bene Comune” si ripresenterà alle elezioni, pronta a sottoporsi al giudizio dei cittadini. Il Sindaco Fuda, sebbene ad oggi non abbia mai dichiarato in veste ufficiale la sua ricandidatura, è convinto del buon lavoro svolto negli ultimi 5 anni e sta lavorando alla costruzione di una lista plurale e competitiva. Gran parte degli attuali consiglieri sarà nuovamente della partita, con la possibile aggiunta di una o più candidature targate MdP (un piccolo gruppo di militanti gioiosani si è costituito giusto qualche settimana fa) e di altri soggetti che hanno sostenuto dall’esterno del consiglio comunale l’amministrazione del Sindaco Fuda.

C’è poi il Partito Democratico, che rivendica di essere l’unico partito organizzato sul territorio gioiosano e che vuole giocare un ruolo decisivo nella prossima competizione elettorale. La questione, tuttavìa, è capire quale deve essere questo ruolo: tutto lascia presagire ad un accordo fra il PD (il cui coordinatore è Enrico Tarzia) e il nuovo gruppo di “Idee in movimento” (i cui leader sono Luigi Greco e Domenico Saverino), per quanto all’interno dei dem gioiosani – soprattutto da parte di qualche iscritto di vecchia data – si lascia trasparire più di una resistenza in merito. Probabilmente, l’intoppo maggiore ad un’alleanza di questo tipo potrebbe essere la scelta del candidato sindaco: può il PD non rivendicare il diritto all’indicazione del nominativo?

Abbiamo poi la lista civica di centrodestra pre-annunciata qualche settimana fa dal consigliere Mazzaferro, in fase di formazione. Il candidato sindaco, stando almeno ai tanti rumors di paese, dovrebbe essere l’Ing. Domenico Loccisano (già sconfitto nelle comunali 2013). Interessante sarà sapere se anche Domenico Depino farà parte di questo progetto politico-elettorale, per un revival in grande stile di anni passati e di giunte precedenti. La grande domanda ancora inevasa, per questa lista, sarà la possibile alleanza con “Idee in movimento”: rivendicata da Mazzaferro per la comune vicinanza politico-culturale con i Greco e i Saverino, non sembra essere propriamente apprezzata dal neonato gruppo civico.

Ecco, quindi, il ruolo ancora in definizione di “Idee in movimento”: un movimento nato all’interno di “Carpe Diem” (l’associazione che organizza annualmente “Gustando il borgo”), determinato a costruire una compiuta alternativa all’attuale maggioranza consiliare. L’obiettivo, così almeno sembra, è quello di costruire un’alleanza con il Partito Democratico, indicando magari anche il candidato sindaco: per quanto Greco e Saverino non facciamo mistero della loro simpatia personale verso il campo del centrodestra, preferiscono comunque battere la strada dell’alleanza con il PD (in questi giorni, è in programma un incontro fra i due gruppi) invece di quella con la lista Loccisano-Mazzaferro (considerata, probabilmente, come un “già visto”, come un progetto privo della necessaria carica innovativa).

Vi sono, in aggiunta, alcune variabili che si pongono ancora ad un livello meramente informale, voci di paese che vanno prese con tutte le precauzioni e le cautele del caso. La prima è quella che vuole Antonio Scali comunque pronto a reclamare il suo ruolo, a tessere la sua tela, a giocarsi le sue carte: se le prime opzioni del PD falliscono, il nome del Dott. Scali potrebbe tornare attuale. Più o meno uguale situazione è quella che concerne, sempre volendo ascoltare le voci di cui sopra, Domenico Logozzo: il noto giornalista gioiosano, da tanti anni residente e operante a Pescara, non disdegnerebbe un impegno diretto nelle prossime comunali e potrebbe essere un nome utile per un PD eventualmente destinato a costruire un progetto autonomo.

Infine, ci siano consentite due considerazioni che appartengono al sentire di questo giornale. In primo luogo, ci appare curiosamente fuori sincrono la continua ri-presentazione di alcuni volti e di alcuni progetti: partendo da quelli già in campo targati Loccisano-Mazzaferro, nihil sub sole novum; proseguendo, se così fosse, per quella che potrebbe essere l’ennesima candidatura del Dott. Totò Scali (nettamente sconfitto nelle ultime due elezioni comunali). Anche perchè, giova sempre ricordarlo, i Loccisano e gli Scali – dopo la sconfitta del 2013 – hanno preferito non svolgere il ruolo di consigliere di minoranza e hanno lasciato sin da subito il consiglio comunale: non propriamente un bel messaggio di servizio alla propria comunità. In secondo luogo, colpisce negativamente come – fra le tante personalità citate – non vi sia nemmeno una donna: un problema storico, di partecipazione ed inclusione, che sarebbe finalmente il caso di superare. Speriamo che, al netto delle candidature a sindaco e delle disposizioni formali di legge in vigore, almeno le liste possano avere una rappresentanza femminile ampia a qualificata.

Come si suol dire in questi casi, chi vivrà vedrà. Noi di ciavula, ovviamente, cercheremo di rendervene conto e di offrirvi anche la nostra personale visione delle cose: in modo puntuale e schietto, come sempre.