Il Presidente e il Vicepresidente dell’A.S.D. Caulonia 2006 si dimettono e il Vicepresidente Di Landro scrive alla comunità

Il Presidente e il Vicepresidente dell’A.S.D. Caulonia 2006 si dimettono e il Vicepresidente Di Landro scrive alla comunità

Riceviamo e pubblichiamo

Purtroppo senza le fondamenta qualsiasi edificio, pur bello che possa apparire, prima o poi crolla!
E come un edificio senza fondamenta purtroppo è la società di calcio dilettantistico “A.S.D. Caulonia 2006” della quale ho assunto la carica di vicepresidente nella stagione calcistica 2017/2018 fino a qualche giorno fa, quando ho rassegnato, insieme alla Presidente, le mie dimissioni irrevocabili.
Io credo che per fare qualsiasi cosa, che sia essa sport, cultura, impresa, ecc., c’è bisogno sempre di lungimiranza e progettazione e queste due cose, devo dire purtroppo con rammarico, a Caulonia sono mancate!

Da qualche anno seguivo la squadra e quest’anno sono entrato in società per scongiurare la scomparsa del calcio a Caulonia, perché si rischiava di perdere la squadra di calcio e credevo che in una realtà come la nostra, seppur piena di problemi, questo sport inteso come attività di aggregazione ma anche educativa e formativa non potesse scomparire; l’ho voluto fare per il paese, per la gente, per lo sport, ma a quanto pare questa gente che credevo fosse tanta e tanto entusiasta in realtà era molto poca e molto meno entusiasta di quanto pensavo.

È vero forse, come qualcuno ha detto, che non ci si può improvvisare dirigenti o presidenti, ma è vero pure che io in questi mesi ho messo tutto il mio impegno, la mia passione, la mia intelligenza, le mie competenze ed anche i miei soldi (e nemmeno pochi!), e mi sono impegnato come forse nemmeno io stesso avrei potuto mai immaginare ed ho dato il massimo; però vivendo l’esperienza “dal di dentro” ho potuto capire che a Caulonia non si può “fare calcio”! A Caulonia purtroppo è già difficile “fare” in generale, figuriamoci “fare calcio”!

In questi mesi ho avuto modo di conoscere realtà sportive straordinarie e di capire tante cose, e tra queste cose ho capito soprattutto che a Caulonia siamo indietro, molto indietro rispetto agli altri! Non so cosa è mancato, se è mancata la volontà, se sono mancati i mezzi, se sono mancate le intelligenze (e questo non voglio crederlo!), ma se molte società calcistiche dilettantistiche del nostro territorio riescono a mantenere squadre anche ad alti livelli sostentandosi quasi esclusivamente con i proventi della scuola calcio che è da loro stesse gestita, mentre noi pur investendo migliaia di euro di tasca nostra non riusciamo nemmeno a fare una figura dignitosa, significa che allora non abbiamo capito come realmente bisogna “fare calcio”! E questo non solo perché c’è poca gente che si interessa a ciò, ma anche perché gli interessi dei privati purtroppo a volte non vanno a vantaggio della collettività e invece addirittura creano disagi alla collettività stessa e a Caulonia in ambito sportivo questo problema è più forte che in altri paesi, perché a Caulonia purtroppo qualcuno ha fatto “terra bruciata” attorno a sé impedendo ad una società come “l’A. S. D. Caulonia 2006” di poter crescere e svilupparsi e divenire un punto di riferimento importante dal punto di vista sportivo dilettantistico sul territorio. Purtroppo la situazione andava sistemata fin dal principio, e la colpa non è quasi mai solo da una parte, ora è davvero tardi per rimediare e gli errori, prima o poi, si pagano sempre; anzi, dovremmo forse ammirare gente che ha saputo costruire qualcosa di importante in tempi forse non sospetti e dovremmo cercare di apprendere da chi ha saputo progettare e lavorare meglio di noi!
Io credo che non si possa continuare a fare calcio così, giusto per “tirare a campare”, non si può! Chi è stato al mio fianco in questi mesi sa quanto impegno io abbia profuso all’interno della società, ma quando poi uno si ritrova ad essere solo o quasi, quando si credeva che attorno ci fossero dozzine di uomini pronti a cambiare le cose, a spendersi accanto a te per la stessa causa allo stesso modo in cui lo fai tu e poi invece ti accorgi che non è affatto così, allora alla fine è naturale che abbandoni anche tu! Le responsabilità purtroppo sono tante e tante sono le problematiche da affrontare e spesso una, due o tre persone non bastano! Purtroppo credo che non abbia senso mettere tutte le proprie energie in un progetto che, ahimé, comprendo che non potrà mai fiorire veramente se non cambiano le cose in modo radicale e se la gente non comprende che bisogna “fare” e non solo “parlare”. Alcuni di noi, me compreso, sono entrati in questa dirigenza con la speranza di creare un grande progetto, ma purtroppo abbiamo via via preso consapevolezza che ciò era impossibile per tanti motivi.

Volevamo fare grandi cose ma purtroppo non si può fare molto quando non ci sono le risorse, le possibilità, i mezzi e l’ambiente per farlo; cosi come un chirurgo anche se è il più bravo del mondo non potrà mai operare se ha le mani legate, anche noi ci siamo trovati con le “mani legate” per certi versi ma soprattutto anche oppressi e soffocati da chi credeva che bastavano le belle parole per mandare avanti una società calcistica dilettantistica. Come dirigenza però abbiamo ottenuto anche qualche risultato importante come la possibilità di giocare finalmente nel nostro campo di Vasì, il “Dicone”, anche se non ancora completato definitivamente; abbiamo lavorato, ci siamo sporcati le mani e abbiamo letteralmente sudato tanto per ottenere questo obiettivo ma anche su questo ci sarebbe molto da dire perché è davvero un delitto che una struttura che sarebbe dovuta essere un fiore all’occhiello della Locride sia diventata invece un’altra delle tante strutture incompiute e mal eseguite che affollano la nostra amata Italia.
Con grande rammarico devo dire che mi aspettavo una maggiore collaborazione da parte di molta gente, ma purtroppo questa collaborazione non c’è stata mentre invece sono state davvero tante le critiche piovute su chi si è gettato anima e corpo in questo progetto e certe cose purtroppo non si superano! Avrei voluto continuare almeno fino alla fine della stagione ma la misura è davvero colma e le divergenze via via venutesi a creare all’interno della dirigenza stanno ormai minacciando la mia integrità psico-fisica che ancora voglio difendere.
Insomma siamo stati attaccati, criticati, accusati di cose che non abbiamo fatto, a volte anche offesi e alla fine quasi abbandonati! Alla fine siamo rimasti in pochi, davvero pochi, fondamentalmente io e la Presidente che ha rassegnato le sue dimissioni insieme a me, ma siamo consapevoli di aver lavorato al massimo delle nostre possibilità pur commettendo qualche errore, ma almeno abbiamo FATTO, ci siamo messi in gioco e non ci siamo limitati solo a PARLARE, possiamo aver sbagliato, certo, ma come quel giocatore che si carica sulle spalle il peso di tirare il calcio di rigore decisivo abbiamo avuto il coraggio di tirarlo questo “calcio di rigore” e, come si suol dire, chi non fa non falla, mentre parlare è facile!

Io sono abituato, una volta che decido di sposare una causa, a spendermi completamente per essa e a dare il massimo, ed ho sempre preferito chi “fa” a chi “dice”, anche se può sbagliare; però… ci ho creduto, ci ho sperato, mi sono impegnato al massimo ma ho preso consapevolezza che continuare, al momento per come stanno le cose, è solo un suicidio, un accanimento terapeutico inutile e sterile, per questo ho deciso che la mia esperienza come dirigente dell’“A.S.D. Caulonia 2006” finisce qui! Ad ogni modo io non voglio farne una colpa a nessuno, anzi, se a qualcuno ho dato fastidio io chiedo scusa, però questo mio sfogo era doveroso, se non altro almeno nei miei stessi confronti.
Voglio solo ringraziare infinitamente la Presidente Donatella Marziano e tutti i giocatori e lo staff tecnico che hanno dimostrato grande impegno e grande serietà e intelligenza e a tutti loro auguro il meglio dal profondo del cuore!
Per me questa scelta non è affatto facile, lascio infatti questa squadra con dolore, con lo stesso dolore di chi lascia la propria terra nella speranza un giorno di ritornarci.
Spero dal profondo del mio cuore che questo mio sfogo possa servire a risvegliare gli animi; forse un giorno ritornerò, ma solo quando veramente si costituirà una realtà calcistica valida, con delle basi solide per il futuro! Nel frattempo… continuerò a sognare…

Giovanni Di Landro, ex vicepresidente “A.S.D. Caulonia 2006