Riflessione sui problemi del sottopasso di Caulonia Marina

Riflessione sui problemi del sottopasso di Caulonia Marina

Di Cosimo Piscioneri

Prendo spunto da un piccolo incidente accorsomi per una riflessione concernente il problema del sottopasso che collega Caulonia Marina paese con la parte “sotto al mare”.
Caulonia Marina come ben sappiamo è spezzata in due da un grosso serpentone di ferro che la percorre da nord a sud: le rotaie della ferrovia.

La quasi esclusiva via di collegamento fra le due Caulonia è lo stretto sottopasso che tutti conosciamo e che percorriamo decine di volte al giorno in estate ma anche in inverno.
Quando dopo l’alluvione del 1951 Caulonia Marina iniziò a popolarsi, la ferrovia esisteva già e di conseguenza il sottopasso che per la popolazione residente dell’epoca era più che sufficiente a garantire l’accesso al mare.

Dal 1951 sono trascorsi quasi 70 anni e la situazione demografica di Caulonia si è notevolmente modificata, non ci risiedono più le poche centinaia di abitanti dell’epoca ma siamo ad oggi più di 3000 abitanti che diventano molti di più nei mesi estivi.

Oltretutto nel corso del tempo la zona “sotto ferrovia” si è notevolmente popolata; vi sono abitazioni, esercizi commerciali e studi di professionisti. Ossia centinaia di persone che quotidianamente devono servirsi del sopracitato sottopasso per i loro spostamenti. È palese che ad oggi questa minuscola via di passaggio non è più adeguata allo scopo originario, e per molteplici ragioni.

Pensiamo alle lunghe code che si formano talvolta che vanno a interessare anche la Statale 106 nell’attesa che il senso unico alternato permetta di smaltire la coda delle auto che devono raggiungere la via marina; questo capita soprattutto d’estate. D’inverno, invece, appena piove il sottopasso si allaga e diventa impraticabile e di fatto isola le persone che abitano nella parte del mare.

Pensiamo al disagio in una situazione di emergenza ma anche nella quotidianità dei cittadini che si trovano nell’impossibiltà di accederci per raggiungere l’altra parte del paese. A parte il fatto che in una situazione di urgenza-emergenza un’ambulanza o un mezzo dei Vigili del Fuoco non riesce a passarci a causa dell’altezza.

Vi è un’altra via di accesso che consente il traffico passando dalla zona dell’Allaro ma non è una via agevole, è fuori mano e se vogliamo dirla tutta il fondo stradale in alcuni punti non è dei migliori.
La via che tutti privilegiamo quindi quotidianamente è la prima con tutte le difficoltà appena descritte.

A volte, a rendere la cosa ancora più preoccupante, sono le manovre a cui assistiamo da parte di automobilisti che, abbastanza incosciamente, ignorano il divieto e uscendo dal lungomare svoltano a sinistra direzione Roccella Jonica col rischio di provocare incidenti quali ad esempio quello successo nei giorni scorsi.

Dunque questa riflessione si vuole concludere con un invito a chi di competenza affinchè si studi e si realizzi una nuova via d’accesso più funzionale, meno pericolosa e più consona alla vita del nostro paese.
Facciamo qualcosa affinchè Caulonia non sia ricordato come il paese delle divisioni e delle interruzioni: il ponte crollato sull’Allaro che ormai da anni ci separa o mal ci unisce al resto della Calabria, il sottopasso che non ci consente un’adeguata congiunzione del paese che il già citato serpentone divide (e almeno passassero i treni).