Stazione spaziale cinese fuori controllo: anche la Calabria tra le aree a rischio di impatto

Stazione spaziale cinese fuori controllo: anche la Calabria tra le aree a rischio di impatto

Notizia tratta da: lacnews24

Il capo della protezione civile regionale tranquillizza: «Monitoraggio costante». Soltanto nelle ultime 36 ore sarà possibile avere maggiori certezze sulla traiettoria dei frammenti
C’è un “palazzo” che in questo momento vola sulle nostre teste e che tra il 28 marzo e il 4 aprile potrebbe cadere sulla Calabria. C’è anche la nostra regione, infatti, tra le aree sulle quali potrebbero abbattersi i frammenti della prima stazione spaziale cinese, lanciata in orbita nel settembre del 2011. “Palazzo Celeste”, Tiangong in lingua cinese, così si chiama il grande satellite che quando si staccò dal suolo terrestre pesava circa 8 tonnellate e mezzo, compreso però il propellente che lo portò in orbita.
Pericoli immediati non ne esistono e sono davvero scarse le possibilità che i frammenti possano causare danni a cose o persone. Ma la probabilità c’è, tanto che la Protezione civile nazionale ha diramato una circolare informativa a tutti i ministeri e le regioni, compresa la Calabria, affinché tengano alta l’attenzione in vista del rientro in atmosfera del laboratorio spaziale, che inevitabilmente verrà frantumato in una miriade di pezzi a causa dell’attrito con l’aria. Molti di questi bruceranno completamente, ma altri potrebbero raggiungere il suolo.

Da qui la mobilitazione, come conferma Carlo Tansi, capo della protezione civile calabrese. «Non c’è un allarme vero e proprio – spiega –ma siamo in constante contatto con il Dipartimento nazionale. La situazione è continuamente monitorata, ma soltanto nelle ultime ore prima che i frammenti tocchino il suolo sapremo con maggiore certezza se e dove avverrà l’impatto, che in linea teorica potrebbe verificarsi nelle regioni del centro e del sud Italia. Ma, ripeto, al momento non c’è motivo di allarmarsi».

Secondo i piani iniziali degli scienziati scinesi, il rientro della stazione – che misura 10,4 metri di lunghezza per 3,5 metri di altezza – sarebbe dovuto avvenire nell’Oceano pacifico, ma nel marzo 2016 è stato perso il controllo del satellite, che ha iniziato una lenta e progressiva discesa verso la Terra. Il ritorno della Tiangong 1 è comunque monitorato da diversi sensori di osservazione che registrano costantemente la posizione e il tasso di decadimento.

Resta quel nome, Palazzo Celeste, che ha un significato molto evocativo per i cinesi, anche se crea qualche inquietudine pensare che in questo momento c’è un “palazzo” fuori controllo che si aggira sulle nostre teste.

Enrico De Girolamo