Editoriale: Il campo da tennis di Caulonia marina come esempio di opera pubblica abbandonata al vandalismo e all’incuria

Editoriale: Il campo da tennis di Caulonia marina come esempio di opera pubblica abbandonata al vandalismo e all’incuria

Prendiamo il campetto di tennis sul lungomare di Caulonia come esempio.

Certo, doveva essere un’opera inserita in un contesto più ampio, quello dello splendido lungomare che abbiamo perso troppo presto, ma resta comunque una piccola risorsa, come tutte le strutture sportive il cui uso è gratuito e che sono a disposizione della cittadinanza.

Eppure quel campo è totalmente abbandonato e semi distrutto. Ma recuperabile con un pò di buona volontà.

Sabbia che lo invade e che spesso viene spazzata da chi va a giocare, reti bucate che lasciano sfuggire le palline da ogni lato, base crepata in più punti. Quel campetto, come quello di basket e non solo, è davvero recuperabile con costi bassi. Quello che serve realmente è organizzare meglio la macchina amministrativa del comune di Caulonia per fare un pò di semplice manutenzione.

Non basta realizzare le opere pubbliche se poi vengono dimenticate.

I vandali purtroppo fanno sempre la loro parte, generalmente ragazzi che non hanno di meglio da fare che distruggere il bene pubblico, ma anche la mancanza di attenzione da parte dell’ente comunale, nel corso del tempo, contribuisce a fare deteriorare tutto. Dopo che si è costruito bisogna pensare alla manutenzione e alla gestione. Personalmente prediligo sempre la gestione pubblica e collettiva ma quando questa non è efficiente (come nel caso di Caulonia) si può anche pensare all’aiuto dei privati o delle cooperative.

Noi cittadini dobbiamo avere più rispetto del bene pubblico e più amore per il posto in cui viviamo. E allo stesso tempo il comune deve prendersene cura. Faccio appello all’Amministrazione Belcastro chiedendo che si programmino degli interventi a tutela del patrimonio collettivo di Caulonia.

 

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