Certezza nell’espiazione della pena: l’associazione cauloniese DoMino presenta una Petizione Popolare

Certezza nell’espiazione della pena: l’associazione cauloniese DoMino presenta una Petizione Popolare

Riceviamo e pubblichiamo

Si è tenuto lo scorso 26 aprile, la conferenza stampa di presentazione della petizione Popolare Precettistica per la proposta di un disegno di legge volto ad abrogare l’applicazione del rito abbreviato e delle misure alternative alla detenzione nei casi di omicidio premeditato ed efferato in presenza di recidiva, omicidio stradale, femminicidio e nei casi di deturpazione del volto – il cosiddetto omicidio di identità -.

Promotrice della Petizione, Caterina Villirillo, madre del giovane Giuseppe Parretta ucciso lo scorso 13 gennaio a Crotone, coadiuvata nella stesura dall’avv. Jessica Tassone.  <<Certezza dell’espiazione della pena per intero e senza sconti è l’unico strumento con cui lo Stato può combattere la sfiducia che rimane ai familiari delle vittime, che rimangono sospesi tra il cielo e la terra, abbandonati a loro stessi in balìa di un processo che potrebbe poi vedere uscire dopo pochi anni l’omicida>>, questo il grido disperato della giovane madre Crotonese, una richiesta di intervento allo Stato, di garanzia nei confronti dei familiari delle vittime.

Ha continuato i lavori, l’avv. Jessica Tassone la quale ha spiegato in chiave tecnica l’iter seguito nello stilare la petizione popolare e gli obbiettivi che si intende raggiungere. <<Dopo anni di processo, dopo strazianti e lunghi andirivieni dai Tribunali, giunti alla conclusione dell’iter processuale, ciò che resta ai superstiti è l’amarezza e la paura che la pena comminata venga poi dissolta nel momento della sua espiazione, tramite la concessione di benefici, trasformando il contenuto della sanzione – precedentemente irrogata da altro giudice (di merito) – in qualcosa di ben diverso da quello stabilito nella sentenza definitiva. La “certezza” dell’esecuzione della pena detentiva è dunque sensibilmente minata dall’estesa applicazione delle misure alternative, trasformatesi – anche grazie ad automatismi della fase post-giudizio – in una sorta di “indulto permanente”. Questo meccanismo, genera sconcerto nei cittadini e incrina la legittimazione del sistema penale.

Chiediamo quindi che lo Stato trovi la giusta sintesi con l’esigenza di assicurare la certezza dell’espiazione della pena per casi di omicidio premeditato, omicidio aggravato, omicidio stradale, femminicidio e “omicidio di identità” in presenza di recidiva, abolendo l’ammissione alle misure alternative, ed ai riti alternativi, sopprimendo gli automatismi che propiziano un’applicazione indiscriminata delle suddette misure. Per questo si propone che: All’articolo 438 del codice di procedura penale siano apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 1, è inserito il seguente:« 1-bis. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui agli articoli 575 c.p. aggravato ai sensi degli articoli 576 e 577, e 99 n. 2 e 3, del codice penale, articolo 589-bis c.p., oltre che per chi deturpa il volto di una persona con danni parziali o totali, in presenza » e che il secondo e il terzo periodo del comma 2 dell’articolo 442 del codice di procedura penale siano soppressi>>.

Egregiamente moderati dalla Dott.ssa Lucia Sacco, responsabile del CSV di Crotone, i lavori si sono conclusi con l’intervento dei presenti, tra cui Franco Lanzino, genitore della giovane Roberta Lanzino, uccisa ventinove anni or sono; gli onorevoli Prof.ssa Elisabetta Barbuto, l’avv. Maria Adele Bottaro, Dott. Giuseppe Soriero e il Dott. Carcea in rappresentanza della Provincia di Crotone nonché la Dott.ssa Maria Ruggero, Presidente del Comitato Pari Opportunità del Comune di Crotone, ai quali è indirizzato un profondo ringraziamento per la partecipazione all’iniziativa.ù

Ufficio Stampa Associazione DoMino

Ciavula

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