Oggi al Riaceinfestival Alex Zanotelli, Peppino Mazzotta, Aboubakar Soumahoro, Andrea Segre e Giovanna Marini

Oggi al Riaceinfestival Alex Zanotelli, Peppino Mazzotta, Aboubakar Soumahoro, Andrea Segre e Giovanna Marini

Il programma serale di oggi del Riaceinfestival organizzato dalla Rete dei Comuni Solidali

Anfiteatro di Riace Superiore ore 21
Proiezione di Giovanna Marini canta Riace, a cura de Il Salto

La Marini è una musicista, cantautrice e ricercatrice etnomusicale e folklorista italiana. La sua attività multiforme ne ha fatta una delle figure più importanti nello studio, nella ricerca e nell’esecuzione della tradizione musicale popolare italiana, ma è autrice anche di canzoni e cantate di propria composizione.

Saluti del sindaco Domenico Lucano

Alex Zanotelli missionario Comboniano

Aboubakar Soumahoro sindacalista Unione Sindacale di Base Rosarno
italoivoriano dirigente sindacale Usb, impegnato sui temi dei migranti, amico di Sacko Soumayla il sindacalista ucciso a San Ferdinando

Peppino Mazzotta attore, da due anni ha accettato di collaborare con la direzione Riaceinfestival
Nato a Domanico comune dell’immediato hinterland di Cosenza è stato studente di architettura all’università di Reggio Calabria; per caso si iscrive ad una scuola di recitazione a Palmi, segnando di fatto la sua vita con una delle passioni più grandi che abbia mai conosciuto: l’arte drammatica. In seguito, a Napoli, forma la compagnia Rosso Tiziano insieme ad altri cinque colleghi dell’Accademia di Palmi, con i quali ha lavorato in ben 10 anni di attività. Nel 2003 fonda, insieme al drammaturgo e sceneggiatore Francesco Suriano, e Elisabetta Nepitelli Alegiani, organizzatrice, la compagnia teatrale Teatri del Sud.
Peppino Mazzotta è comunque conosciuto soprattutto per aver interpretato, in tutti i film per la TV della serie Il commissario Montalbano realizzati fino ad oggi, l’ispettore Fazio, uno dei protagonisti della serie dei libri di Andrea Camilleri sul commissario Salvo Montalbano

Proiezione di l’Ordine delle Cose regia di Andrea Segre
Regista di cinema documentario e di finzione, è dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione presso l’Università di Bologna, dove ha insegnato fino al 2010 come esperto di analisi etnografica della produzione video e di pratiche e teorie di comunicazione sociale, in particolare nell’ambito della solidarietà internazionale. Il suo primo documentario, Lo sterminio dei popoli zingari, è datato 1998; da allora ha lavorato sempre a opere sulla marginalità di etnie, popoli e culture: l’Albania (Ka Drita?, A metà – storie tra Italia e Albania, L’Albania è Donna) e l’Africa in particolare (Dio era un musicista, presentato nel 2005 nella sezione “Giornate degli Autori” a Venezia). Nel 2009 ha ricevuto una Menzione speciale al Bif&st per il documentario Come un uomo sulla terra. Nel 2010 dirige il film Il sangue verde, presentato alla 21ª edizione del Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina di Milano. Nel 2012 al Bif&st vince il Premio Franco Cristaldi per il miglior film con Io sono Li e il Premio Vittorio De Seta per il miglior documentario con Mare Chiuso

L’Ordine delle Cose è un film del 2017 di Andrea Segre. Il film è stato presentato alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia


Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia. La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione, mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa. Come tenere insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e si insinua pericolosa nell’ordine delle cose