Chiara Sasso: “perché avete paura di Riace?”

Chiara Sasso: “perché avete paura di Riace?”

Nel 2008 Domenico Lucano si stava avviando agli ultimi mesi di mandato amministrativo e voleva presentare i progetti di accoglienza ai comuni vicini che non avevano ancora accolto questa possibilità. Insieme siamo andati in diversi Comuni dove Domenico aveva spiegato fin dai dettagli i problemi e le opportunità, scrivendo su un foglietto l’elenco dettagliato delle spese. In particolare ricordo l’incontro con il sindaco di Caulonia Ilario Ammendolia. “Ti porto su una cattiva strada” aveva avvertito Domenico, e difatti si era capito dalla immediata reazione dei cittadini che non sarebbe stato facile… Ammendolia senza voce per interminabili assemblee organizzate, Ammendolia sfiduciato, stanco ma deciso ad andare avanti. Finalmente arriva il giorno che il pullman con le ragazze nigeriane posteggia davanti al Comune. Scendono giovani donne con un sacchetto di plastica in mano, un asciugamano e (non si capisce perché) un numero sul petto che riporta ad altri brutti ricordi. Ad aspettarle, davanti al Comune, il sindaco con la fascia. Ma non era stato quello a colpirmi, così come non era stato il fiore regalato ad ognuna di loro o il buffet organizzato o l’improvvisata traduzione coinvolgendo alcune insegnanti di inglese della scuola media. Il sindaco aveva detto che “una per volta” potevano accedere nel suo ufficio e fare una telefonata per avvertire la famiglia che fino li erano arrivate e stavano bene. Un riconoscimento dunque che esistono delle famiglie, dei rapporti personali, un tema che facciamo fatica a riconoscere.

Sì, Domenico Lucano ha sempre guardato al tema dei richiedenti asilo ma al contempo ha avuto una grande attenzione alla qualità della vita dei riacesi lavorando per riqualificare il borgo con una grande attenzione alla bellezza, alla qualità della vita ed ora dopo tre mandati amministrativi, lascia un paese che è un piccolo gioiello anche dal punto di vista paesaggistico ed estetico. Per questo a lui dedico un importante libro di Salvatore Settis, anche lui calabrese, nato a Rosarno. Paesaggio Costituzione Cemento perché il luogo in cui viviamo è strettamente collegato al benessere sociale.

Chiudo riportando una frase che ha accompagnato uno dei tanti versamenti fatti per la raccolta fondi: Scrive rifacendosi alla polemica dello zero lanciata da Salvini al sindaco:

“Guarda lo e vedrai nulla, guarda attraverso lo zero e vedrai l’infinito”.

Chiara Sasso, Coordinatrice nazionale di Recosol, Rete dei Comuni solidali.

Fonte: farodiroma.it