“Promesse tradite, non vi voto più”: la rabbia dei militanti di Lega e M5s

“Promesse tradite, non vi voto più”: la rabbia dei militanti di Lega e M5s

Notizia tratta da: today

Si fa a presto a dire “due e quattro”. Ieri il premier Giuseppe Conte è volato a Bruxelles per parlare della manovra con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, al quale ha proposto un abbassamento del rapporto deficit-Pil dal 2,4% (obiettivo iniziale dei gialloverdi) al 2,04%.

Per evitare la procedura d’infrazione dell’Europa, insomma, il governo taglia la “manovra del popolo”, dopo gli annunci sulle “manovre intoccabili” e i brindisi da Palazzo Chigi, quando Di Maio e i suoi ministri si affacciarono dal balcone per festeggiare l’accordo con la Lega sulla manovra, con lo sforamento del deficit al 2,4%. Tradotto: per far calare il deficit, alcune delle misure simbolo del governo M5s-Lega andranno in qualche modo riviste. Ridimensionate. E già si parla di un allungamento dei tempi per la quota 100 e di un ridimensionamento delle risorse per il reddito di cittadinanza.

La retromarcia del governo nella trattativa con Bruxelles sulla manovra genera malumori tra i militanti leghisti e pentastellati. Una protesta che esplode sui profili Facebook e Twitter di Matteo Salvini e dei Cinquestelle. Molti si dichiarano apertamente delusi dal dietrofront del governo gialloverde di fronte alla Ue. Il tutto, ad esempio, sulla pagina Facebook di Matteo Salvini, sotto un post dove campeggiano il faccione del “Capitano” e un messaggio-slogan che cerca di addolcire la pillola: “Ancora al lavoro per gli Italiani, per mantenere gli impegni presi sul diritto al lavoro, alla pensione, alla salute e alla sicurezza, cercando di evitare sanzioni e problemi con Europa e mercati. Io ci credo e non mollo!”.

I commenti esprimono delusione e rabbia per “la resa”, se non addirittura la minaccia di cambiare voto alla prossima tornata elettorale. Il coro degli scontenti emerge sotto lo stesso identico post di Salvini su Twitter

Analoghe reazioni di malcontento si leggono sotto il post della pagina ufficiale del Movimento 5 stelle in cui si annunciava la “nostra proposta sul rapporto deficit/Pil a 2,04%” e che “la trattativa con l’Ue procede, andiamo avanti con forte determinazione”.

E se c’è chi giustifica la retromarcia di Conte a Bruxelles prendendosela con l’Europa e con i governi precedenti, anche in questo caso sono molti quelli che si dichiarano delusi. “I punti più importanti su cui avete preso voti non sono stati pienamente rispettati. ‘Non arretreremo di un millimetro’, dicevate, ma l’avete fatto. Per quanto mi riguarda, il mio supporto finisce qua”, scrive un elettore amareggiato. E non è il solo.

La retromarcia del governo ha suscitato l’ironia sui social. Qui sotto, solo alcune delle foto che stanno circolando in queste ore su Facebook e Twitter.