Reggio Calabria, oltre 4000 denunce e 938 arresti effettuati nel 2018

Reggio Calabria, oltre 4000 denunce e 938 arresti effettuati nel 2018

Riceviamo e pubblichiamo

Come ogni anno, il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria ha il piacere di fare il bilancio dell’intenso lavoro con la “Stampa”, sempre presente a riportare 12 mesi di dinamiche reggine.

In questi ultimi dodici mesi di attività sono molte le difficoltà superate e i successi conseguiti, a dimostrazione della costante operosità dei Carabinieri di questa provincia. I numeri, nella loro asciutta sinteticità, manifestano la costanza dell’impegno della nostra istituzione non solo sul piano della repressione dei fenomeni criminali, ma anche sul fronte della prevenzione.
Quando parliamo di sicurezza facciamo riferimento ad un concetto complesso che sottende una varietà di espressioni: dal furto in abitazione, alla rapina, dalla pedofilia e lo stupro, all’omicidio, fino alla criminalità mafiosa che gestisce i grandi traffici transnazionali (droga, armi, immigrazione clandestina) e che reinveste e ricicla enormi quantità di denaro alterando le regole del libero mercato. La “criminalità diffusa” e la “criminalità predatoria” di questa provincia, seppur costituiscano apparentemente una minaccia di minore entità rispetto a quella organizzata, hanno in loro stesse la caratteristica dell’aggressività che le connota come le espressioni criminali più temute dalla collettività.
I risultati raggiunti sono incoraggianti e gratificano l’Istituzione per gli sforzi compiuti.

L’elevato numero dei servizi esterni, dei controlli su strada, degli arresti in flagranza, sono il segno di un’opera che si sostanzia in fatti concreti ad esclusivo vantaggio della tranquillità delle popolazioni che sono state a noi affidate. Un’abnegazione al passo coi tempi, perché nella capacità di migliorare noi stessi è la chiave per una Istituzione affidabile, efficace ed efficiente.

L’Arma garantisce un servizio di “pronto intervento”, in grado di gestire le migliaia di chiamate pervenute nel 2018 al numero di emergenza 112, alle quali sono conseguiti interventi realizzati attraverso tutte le componenti operative dell’Arma dislocate sul territorio: dalle pattuglie delle Stazioni alle “Gazzelle” dei Nuclei Radiomobili. Queste componenti sono anche chiamate a svolgere un delicato compito di prevenzione, attraverso un costante controllo del territorio e della circolazione stradale (nel 2018 sono state controllate circa 205 mila persone e oltre 140 mila mezzi); per questo ultimo aspetto sono state intensificate le verifiche nei fine settimana ed in prossimità di locali notturni, al fine di ridurre gli incidenti e il numero delle vittime della strada (le cc.dd. “stragi del sabato sera”) a riprova di una vicinanza dell’Arma ai giovani e alla voglia di vivere che essi esprimono e che le Istituzioni devono proteggere.

In effetti, la capillarità e la prossimità costituiscono l’“anima” dell’Arma, poiché garantiscono, al tempo stesso, sia una presenza effettiva, costante e percepibile al cittadino, con le sue 89 Stazioni Carabinieri distribuite in tutto il territorio della Provincia, sia strumento imprescindibile per il contrasto alla criminalità organizzata e alla ‘ndrangheta. Va in questo senso, ad esempio, la costituzione del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro, che nel 2018 ha consentito di conseguire rilevantissimi risultati sul piano investigativo.

Proprio sul versante del contrasto alla criminalità organizzata il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha attuato un modulo organizzativo, a ragione denominato “Modello Operativo Reggio Calabria”, che prevede che le attività di controllo del territorio si sviluppino attraverso:
la concezione e l’organizzazione di servizi preventivi, sia per la prevenzione generale in tutte le sue accezioni (polizia di prossimità, ravvicinata, integrata, soddisfacimento della sicurezza percepita, ecc.), sia per quella volta a contrastare particolari fenomeni, attentamente studiati avvalendosi dell’analisi operativa (ricorrenze di reati predatori e/o fatti indicatori di attività mafiose, come i danneggiamenti, le intimidazioni o le richieste estorsive, ovvero accadimenti di diversa natura che si sono registrati sul territorio, ecc.);

l’attività investigativa vera e propria, sviluppata da tutte le componenti operative del Comando Provinciale, sinergicamente orientate a operare in stretta intesa e collaborazione con i reparti speciali (ROS, Cacciatori, NAS, NOE, ecc.).

Nel corso del 2018, il Gruppo Carabinieri Forestali di Reggio Calabria ha effettuato oltre 5000 controlli nell’ultimo anno, segnalando all’A.G. 300 persone, elevando oltre 400 contestazioni amministrative per un valore complessivo di 680.000 €, effettuando 48 sequestri penali e 129 amministrativi.

Il Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria ha effettuato 68 controlli, segnalando 67 persone all’Autorità Giudiziaria, contestando 52 sanzioni penali e 4 sanzioni amministrative, effettuato 25 sequestri penali tra i quali immobili per un valore complessivo di 2.000.000 €.

Il Nucleo Antisofisticazione e Sanità, durante l’anno appena concluso ha effettuato 725 ispezioni, denunciato 99 violazioni penali, 184 contestazioni amministrative, elevato contestazioni amministrative per l’ammontare di 478.000 €, effettuato 38 sequestri penali e 93 amministrativi, nonché 11 sequestrato 11 strutture per un valore complessivo di 19.450.000 €.
Il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha effettuato 192 ispezioni, controllando oltre 550 posizioni lavorative. Dai controlli effettuati hanno rilevato 124 posizioni lavorative “in nero”, 22 lavoratori irregolari, 2 lavoratori clandestini, effettuando nel complesso 29 denunce penali, 38 provvedimenti di sospensione delle attività controllate, e sanzionando i trasgressori elevando contestazioni amministrative per un totale di 480.000 €.

Riguardo il contrasto alla coltivazione illegale della “cannabis” le operazioni di servizio hanno permesso di: rinvenire 54 piantagioni per un totale di 71.582 piante, arrestare 40 persone in flagranza di reato e segnalarne 8 a piede libero.
Grazie all’apporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, che lavora in stretta sinergia con l’Arma sul territorio reggino, sono stati rinvenuti 10 bunker e due rifugi in mirate operazioni di servizio nella provincia, che hanno portato all’arresto di 4 persone ed al deferimento in stato di libertà di 11 persone, nella la maggior parte dei casi appartenenti a cosche del posto.

Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha fornito un contributo rilevante anche per fronteggiare le esigenze di Ordine Pubblico (basti ricordare i numerosi eventi istituzionali e sportivi che si sono svolti nel corso di quest’anno, nonché in occasione dei numerosi sbarchi di immigrati clandestini).

Qualsiasi sforzo organizzativo sarebbe tuttavia stato vano se non fosse stato valorizzato dal fattore umano, ovvero da tutti quegli operatori che – a vario titolo – sono poi chiamati a dare attuazione pratica alle direttive operative.
Sento la necessità di porgere il mio più profondo ringraziamento agli uomini ed alle donne dell’Arma dei Carabinieri di questa Provincia per il costante impegno che dimostrano quotidianamente nello svolgimento dell’attività istituzionale. Ed in particolare, per la presenza e la costante attenzione alle problematiche del territorio, ai Comandanti di Stazione che, essendo a più immediato contatto con le esigenze dei cittadini, garantiscono con i militari dipendenti da sempre la sicurezza delle comunità e l’insostituibile presenza dell’Arma sul territorio.

Ringraziamo le Autorità provinciali, il Sig. Prefetto per la costante e insostituibile opera di coordinamento nell’attività preventiva, la Magistratura requirente, tra cui la Direzione Distrettuale Antimafia per le strategie di contrasto adottate, e giudicante e le Autorità amministrative territoriali. Allo stesso modo, va il nostro ringraziamento alle altre Forze di polizia per la sinergia degli sforzi prodotti e per il comune impegno nel contrasto alla criminalità.
Infine, doveroso è il ringraziamento a voi giornalisti, indifferentemente se della carta stampata o della televisione definiti, da noi Carabinieri la “Stampa”, per l’attenzione dimostrata verso le nostre esigenze di comunicazione, nell’esercizio di una professione delicata ed impegnativa che, specie in questo territorio, riveste il ruolo fondamentale di stimolo alla crescita sociale e culturale della collettività di cui ci sentiamo parte.
Vi auguro buon lavoro con l’auspicio che il nuovo anno sia, per tutti voi, ricco di ogni desiderata soddisfazione!

ATTIVITA’ OPERATIVA
Nel 2018 sono state arrestate 934 persone (tra cui 15 latitanti comuni, 2 inseriti nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità – COSENTINO Emanuele e DI MARTE Vincenzo), e denunciate in stato di libertà oltre 4000 persone.
Nel contrasto alla criminalità organizzata significativi sono stati i risultati ottenuti con le indagini concluse: “MONOPOLI”, “OMICIDIO CANALE”, “ARES”, “IRS”, “THEOREMA-ROCCAFORTE”, “VIA COL VENTO”, “OMICIDIO GIOFFRÈ”, “DIRTY IRON”.
Nell’ambito dell’attività di aggressione dei patrimoni illeciti, nell’anno 2018 sono stati eseguiti sequestri e/o confische di beni per un valore complessivo di 130 milioni di euro.

I provvedimenti restrittivi scaturiti dalle varie attività investigative condotte dai reparti dell’Arma dei Carabinieri, coordinati dalla D.D.A. di Reggio Calabria, hanno permesso di confermare e rafforzare le risultanze dell’operazione “CRIMINE” che ha delineato l’esistenza della organizzazione ‘ndrangheta avente base strategica nella provincia di Reggio Calabria, con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare in Lombardia, sia all’estero, dove è stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio reggino e che costituiscono centro propulsore dell’intero sodalizio mafioso. L’organizzazione ricomprende un vertice, denominato “Provincia”, riferimento dei responsabili dei tre “Mandamenti” (Tirrenico, del Centro e Jonico), all’interno dei quali risultano operative le “Locali” di ‘ndrangheta, organizzate sempre su base territoriale. L’ordine gerarchico all’interno della struttura mafiosa, che garantisce alle singole cosche anche ampi margini di autonomia, è assicurato dai tradizionali gradi e cariche operative nei diversi livelli dell’organizzazione. Le attività illecite sono riconducibili a tre filoni principali: le strutture e l’operatività dell’organizzazione mafiosa, l’illecito arricchimento e il riciclaggio di denaro e il condizionamento della vita economico-imprenditoriale nei territori di riferimento.
L’attualità investigativa conferma la struttura unitaria della ‘ndrangheta e l’operatività di organismi di vertice.

Ufficio Stampa Comando Provinciale CC Reggio Calabria