Dopo Salvini salvano i fascisti: Casapound non si sgombera

Dopo Salvini salvano i fascisti: Casapound non si sgombera

Notizia tratta da: globalist

Mentre sgomberano la baraccopoli della ex pista di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, il ‘ghetto’ occupato dai migranti – vicino al centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) arriva una lettera firmata dal capo di gabinetto del ministero dell’Economia che è una doccia gelata per il Campidoglio: l’edificio romano occupato da Casapound non si sgombera. Continuano a prendersela con i poveracci ma difendono i fascisti. 
Come spiega Repubblica.it: “Arrivata ieri sulla scrivania della sindaca Virginia Raggi, la nota del dicastero guidato da Giovanni Tria imbriglia una delle ( poche) battaglie sostenute assieme da M5S e Pd in consiglio comunale: la sede di via Napoleone III, pieno Esquilino, non verrà sgomberata”. 

Il Mef, di fatto fa propria la linea del vicepremier leghista e ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso dell’immobile preso dalle ‘tartarughe frecciate’ dal 27 dicembre 2003 e da quel momento in poi mai liberato. 
Prima di rispondere alla prima cittadina grillina, che si era messa in moto su richiesta dell’Assemblea capitolina, il ministero ha bussato prima all’Agenzia del Demanio e poi in prefettura. E da entrambi gli enti ha ricevuto la medesima risposta: la sede di CasaPound non è tra le priorità, non è tra i primi palazzi da sgomberare nella lunghissima lista di quelli occupati nella capitale.

Prima ci sono i 22 per cui ci sono sentenze o ordinanze del tribunale che impongono il rilascio e minacciano di costare condanne milionarie al Viminale in caso di mancata esecuzione. Su via Napoleone III, invece, la giustizia si è dovuta arrendere davanti alla trasandatezza della pubblica amministrazione: nel 2003 nessuno dirigente del Miur, il ministero a cui il Demanio aveva affidato il palazzo, firmò la querela necessaria per avviare il processo per occupazione abusiva. Nessuno denunciò i quattro responsabili del blitz e il processo morì sul nascere. Ora il bis con il “no” del Mef al Comune: i militanti di CasaPound restino al loro posto. Anche se abusivi.

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