Spaccio di droga nel catanzarese, indagini rivelano fonti di approvvigionamento anche a Gioiosa Ionica

Spaccio di droga nel catanzarese, indagini rivelano fonti di approvvigionamento anche a Gioiosa Ionica

Notizia tratta da: corrieredellacalabria

CATANZARO Trentuno persone sono state rinviate a giudizio nell’ambito del procedimento denominato “Passo di salto”, istruito dalla Dda di Catanzaro contro un grosso traffico di stupefacenti nel Catanzarese. Ventitré sono le persone, invece, che hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato. In tutto 54 imputati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e di una serie di delitti legati a produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il processo davanti al tribunale collegiale di Catanzaro avrà inizio il prossimo quattro aprile, in aula bunker, per Antonio Berlingeri, alias “Tonino u biondu”; Ivana Berlingeri; Stefania Berlingeri; Ernesto Bevacqua; Martino Bevacqua; Armando Bevilacqua; Vincenzo Ierace; Enzo Costantino (classe ’71); Cosimino Abbruzzese, alias “U tubu”; Massimo Bevilacqua, alias “U mallocciu”; Giuseppe Morabito, alias Peppe; Andrea Pizzari; Erminia Procopio; Gianluca Russo; Stefano Teti; Pietro Antonio Vitaliano; Nicola Manetta; Marco Passalacqua; Stefano Bevilacqua; Giovanni Veneziano; Antonio Gualtieri, alias “Cucuzza”; Gabriele Ricciardi; Vitaliano Mirarchi; Carmelina Astorino; Mario Fera, alias Antonio; Antonio Giorgianni; Paolo Gravino; Mario Leone; Franco Macario; Gerardo Masciari, alias Nino; Marco Mazzitelli. Il 15 marzo avrà inizio in aula bunker la requisitoria per gli imputati che hanno optato per il rito abbreviato: Luigi Attinà, alias Lillo; Paolo Cara; Fabio Di Marino; Domenico Falcone; Rosario Fera; Giuseppe Manuel Gesualdo; Alessandro Granato; Francesco Guido; Leye Kane; Sebastiano Donnemma; Carlo Litterio; Davide Voci; Alex Frongia; Anthony Fiorentino; Francesco Niciforo; Gigino Paone; Francesco Pizzata, alias “Zio Ciccio”; Lorenzo Procopio; Vincenzo Procopio; Ignazio Catalano; Sebastiano Pelle, alias Pallina; Maurizio Abbruzzese; Santo Mirarchi.

LO SPACCIO L’organizzazione incriminata dalla Dda, che ha coordinato le indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri di Catanzaro e della Squadra mobile della Questura del capoluogo, cocaina, eroina, marijuana e hashish le cui fonti di approvvigionamento sono state individuate nella provincia di Reggio Calabria, nell’area della Locride (Gioiosa Jonica), nonché nella valle del Bonamico (Bovalino, San Luca e Ardore), nella provincia di Crotone (anche area di Isola Capo Rizzuto), nella provincia di Catanzaro (area di Guardavalle). A Catanzaro si trovava, secondo l’accusa, la base logistica dell’associazione dove avveniva la custodia, la manipolazione e l’occultamento della droga.

L’ASSOCIAZIONE Al vertice dell’associazione per delinquere vengono indicati l’attuale collaboratore di giustizia Santo Mirarchi «con il ruolo di aver promosso, costituito, diretto ed organizzato l’associazione, impartendo disposizioni ed assumendo decisioni circa l’orientamento dei componenti del “sodalizio” nel contesto del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, attivandosi per contattare i fornitori all’ingrosso della sostanza stupefacente, procurando il denaro per l’acquisto, organizzando il trasporto, scegliendo i corrieri, fornendo loro alibi nel caso in cui fossero stati fermati e, sostenendoli per l’assistenza legale, occupandosi altresì dello spaccio della sostanza stupefacente, oltre che occultando e detenendo armi per l’associazione», e, inoltre, Ivana Berlingeri, Antonio Berlingeri, Stefania Berlingeri (ex moglie di Mirarchi). Questi ultimi avevano il compito di «approvvigionamento e smistamento della sostanza stupefacente, finanziando l’associazione e assumendo parte attiva e preminente nell’organizzazione delle specifiche attività delittuose, e in particolare: Ivana Berlingeri dirige e coordina l’associazione, (in particolare dopo l’arresto del cognato Santo Mirarchi avvenuto il 25 settembre 2009), si approvvigiona della sostanza stupefacente, si occupa dell’attività di spaccio, impartisce ordini ai sodali facendo svolgere a questi ultimi l’attività di spaccio, e provvede al mantenimento della famigli del cognato Mirarchi sostenendo le spese relative alla difesa di quest’ultimo, svolgendo, altresì, il ruolo di “cassiere” del sodalizio; Antonio Berlingeri, padre di Stefania e Ivana, opera come consigliere dell’associazione, collabora con la figlia Ivana, dopo l’arresto del genero, nella direzione del sodalizio; Antonio e Ivana Berlingeri occultano e detengono armi per l’associazione». L’indagine ha avuto inizio nel 2009 mentre si indagava su due omicidi, quello di Giuseppe Fraietta e di Luigi Grande. C’è una prima fase in cui quella che viene definita “l’impresa Mirarchi” è una impresa conduzione quasi familiare, poi vi è un’evoluzione dell’impresa che si allarga e si cominciano ad avere canali di approvvigionamento molto più rilevanti dalla parte della Locride e del Crotonese. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Vincenzo Cicino, Saverio Loiero, Salvatore Staiano, Alessandro Guerriero, Pietro Chiodo, Francesco Vonella, Gregorio Viscomi, Nicola Tavano.

Alessia Truzzolillo

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