Rocco Femia contesta a Campisi di essersi uniformato alla “vecchia politica” del PD

Rocco Femia contesta a Campisi di essersi uniformato alla “vecchia politica” del PD

Riceviamo da Rocco Femia, portavoce del Movimento AttiviAmo Caulonia, e pubblichiamo:

Prendo spunto dagli scritti del fraterno amico avv.to Mimmo Albanese relativi all’attività di gestione del dissesto del Comune di Caulonia per esprimere delle mie considerazioni politiche che da tempo avevo maturato senza mai esprimerle.

Con rammarico devo ammettere che avevano ragione coloro i quali sostenevano che , la dichiarazione del dissesto, era il punto d’arrivo della parte “sinistra” di questa amministrazione e non poteva rappresentare quello di partenza per il riordino dei conti dell’ente.
Oggi i commissari bacchettano sonoramente uffici, sindaco e assessori lamentando il mancato trasferimento dei fondi (anche parziali) necessari alla gestione del dissesto; l’inserimento in bilancio di residui attivi (canoni idrici anni 2014 – 2017) per i quali non risultano ancora approvati i relativi ruoli; la mancata rendicontazione dei dati necessari a procedere (residui attivi e passivi).

Orbene, tutto questo è grave.
Molto più grave è che gli amministratori, che tanto hanno tenuto a dichiarare il dissesto, disattendendo tutti i consigli contrari e senza considerare i gravissimi danni che hanno apportato agli operatori economici creditori dell’ente, che dovranno accontentarsi di quel poco che sarà loro offerto, non abbiano emanato un solo atto politico indirizzato a rendere la gestione snella, funzionale e, soprattutto, sbrigativa.
Mi chiedo allora:

  • é possibile che non sia stato previsto un organismo di coordinamento tra commissari, uffici amministrativi e amministratori, atto a superare le problematiche, pur fisiologiche, che la gestione deve affrontare ?
  • è possibile che i commissari operino in difetto di un minimo di fondo economico ?
  • è possibile che, dopo tanto tempo, gli uffici non abbiano ancora approntato i documenti di competenza ?
  • e se è vero com’è vero che ancor’oggi i conti non sono chiari, su quali presupposti il dissesto è stato dichiarato ?
  • perché, sino a tutt’oggi, l’amministrazione non si è attivata per superare la situazione stagnante ?
  • perché i fondi non sono stati ancora trasferiti ?
  • c’è, forse, la volontà di reiterare i tempi e i costi del dissesto precedente, di fatto istituzionalizzando la presenza dei commissari nel nostro ente ?
    Oppure, tutto ciò evidenzia una paurosa inefficacia amministrativa ?
    Tutto questo sorprende, non tanto per la presenza in consiglio e in giunta di vecchi amministratori che hanno permesso e avallato lungaggini e costi esagerati del primo di dissesto, quanto per la concomitante presenza di nuovi amministratori, amici di vecchie battaglie, che, con me, hanno contestato i tempi e modi con i quali quelli che oggi sono diventati nuovi amici e odierni colleghi hanno operato nel passato.
    Essi, invece di imprimere l’indispensabile cambio delle inefficaci e quanto mai dannose modalità gestionali, si sono conformati alla vecchia politica diventando ignari ostaggi della stessa e corresponsabili di questa grave situazione.
    A loro mi rivolgo chiedendo di evitare, o perlomeno, di limitare la loro snaturalizzazione, il loro appiattimento sulle posizioni dei cocci di quello che è stato il PD, ed invitandoli a volersi riappropriare della loro diversa identità politica e della loro dignità di amministratori capaci e funzionali che agli occhi di tutta la cittadinanza oggi appare del tutto avvilita, mortificata e forse anche umiliata.

Rocco Femia

Ciavula

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