Luigi Di Maio è indagato e fa il furbetto dell’immunità parlamentare

Luigi Di Maio è indagato e fa il furbetto dell’immunità parlamentare

Notizia tratta da: secoloditalia

Eppure potrebbe chiedere scusa. Invece si farà scudo con l’immunità parlamentare. Ricordate Luigi Di Maio scagliarsi in tv contro i furbetti del reddito dicittadinanza, per giunta sbagliando la mira? Ebbene, ora la patente del furbetto di giornata tocca a lui, perché si ritrova indagato per diffamazione.

La superficialità del vicepremier

E’ appena arrivata presso la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera la richiesta del Gip di Roma Mara Mattioli. La denuncia contro il vicepresidente del Consiglio è stata presentata da Luigi Rotella, presidente di Aipaa. E’ un’associazione che era stata sbeffeggiata in televisione dal capo pentastellato come ente di patronato che indicava come ottenere il reddito di cittadinanza senza averne diritto.

Ma le urla televisive del vicepremier erano state lanciate con enorme superficialità. Aveva confuso – tapino – l’Aipaa con la Cgil. Un consigliere del Pd, SandroRusso, era stato pizzicato da un giornalista spacciatosi per un aspirante richiedente il sussidio del governo. A propria difesa il consigliere piddinosostenne che in realtà aveva indicato quali erano le maglie larghe della normativa sul reddito di cittadinanza.

Lucciole per lanterne

Sia come sia, Di Maio nella trasmissione “Non è l’Arena” di Giletti prese lucciole per lanterne e sparò a zero prendendosela con l’associazione che lo ha denunciato. Con un’azione diffamatoria gravissima amplificata dal mezzo televisivo.

Nella richiesta di autorizzazione a procedere, tra l’altro, il giudice nota che la funzione parlamentare non c’entra nulla con la vicenda in questione. Di Maio va chiamato a rispondere come un qualunque cittadino. Ovviamente il capo politico dei Cinquestelle punterà a cavarsela con la consueta arroganza di chi attacca la casta salvo poi comportarsi alla stessa maniera di fronte all’iniziativa della magistratura.

Non è la prima volta che Di Maio incappa in indagini in materia di diffamazione perché troppo spesso gli scappa il freno. Lo fece anche con i giornalisti italiani quando li insulto’ dicendogliene di tutti i colori. Confida sul privilegio.

Francesco Storace