Cambiamo Gioiosa attacca l’Amministrazione Fuda: “Prosciugato il fondo cassa del Comune”

Cambiamo Gioiosa attacca l’Amministrazione Fuda: “Prosciugato il fondo cassa del Comune”

Il 9 aprile, in ritardo e solo a seguito di sollecitazione della Prefettura, siamo stati chiamati in sede di Consiglio Comunale ad approvare il bilancio di previsione 2019-2021, dal quale è emersa una situazione particolarmente delicata per i conti dell’ente.

Innanzitutto, balza agli occhi come il fondo cassa del Comune sia stato progressivamente prosciugato: mentre nel 2013, anno di insediamento della prima Giunta Fuda, la riserva disponibile per l’ente era di circa 2,5 milioni di euro, nel 2019 risulta pari a 562.000 euro. A questo dato particolarmente significativo si aggiunge una incapacità cronica di attrarrefinanziamenti: emblematico l’ultimo caso dell’esclusione del Comune di Gioiosa Ionica dall’elenco dei beneficiari degli ingenti finanziamenti stanziati dalla Giunta Regionale e del Ministero dei Beni Culturali attraverso i quali molti Comuni della Locride riceveranno diversi milioni di euro per la riqualificazione di aree archeologiche e siti religiosi.

Al progressivo depauperamento delle casse comunali, bisogna aggiungere l’assoluta incapacità da parte dell’Amministrazione Fuda di riscuotere i tributi comunali che allo stato dei fatti si attesta al 55%: il quadro che emerge, affatto rassicurante, lascia presagire un evidente pericolo di dissesto finanziario per il Comune di Gioiosa Ionica in un futuro prossimo. Questa situazione è stata oggetto di un incontro pubblico promosso dagliamministratori, i quali fra una slide e l’altra, hanno precisato che lo stato rovinoso dellecasse comunali non dipende da responsabilità di questa amministrazione ma dalla riduzione dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali.

Excusatio non petita, accusatio manifesta, direbbero i nostri avi. Noi ci limitiamo asottolineare come l’attuale maggioranza abbia messo in scena un tentativo disperato e sicuramente malriuscito di mettere le mani avanti per nascondere le proprie responsabilità e la propria incapacità amministrativa.

A fronte di una situazione così grave per i conti dell’ente, a farne le spese sono le fasce più deboli che si vedono oberate da tasse sempre più esose e servizi ridotti all’osso: andava in questa direzione la nostra proposta di esentare dal pagamento dell’addizionale IRPEF

tutte le famiglie con redditi sino a 15.000 euro, contribuendo anche attraverso una riduzione del 30% delle indennità percepite dagli amministratori. Ci sembrava una proposta che avrebbe potuto trovare pacifico accoglimento, anche perché, durante la scorsa consiliatura, la Giunta Fuda aveva fatto – giustamente – vanto della scelta di ridurre le indennità di carica degli amministratori, consentendo alle politiche sociali di beneficiare di 25.000 euro per l’anno 2013 e 50.000 euro per gli anni successivi.

Così non è stato purtroppo. La nostra proposta è stata respinta con la consueta arroganza. Adesso capiamo anche bene il perché: gli amministratori, mentre chiedono sacrifici a tutti i cittadini gioiosani e le casse comunali piangono, aumentano le somme da loro percepite a titolo di indennità di carica al massimo consentito dalla legge, andando ad inciderenegativamente sul bilancio comunale per oltre 100.000 euro l’anno.

Tutto ciò, seppur legittimo, ci appare moralmente inaccettabile e non condivisibile.

Come minoranza, nel corso dello scorso Consiglio Comunale, lo abbiamo fatto presente a chiare lettere. Allo stesso modo, abbiamo segnalato che l’eventuale approvazionedell’aumento delle tariffe TARI oltre il termine fissato al 31.03.2019, oltre che vessatorio per le tasche dei cittadini, avrebbe comportato una violazione di legge esponendo il Comune ad un contenzioso potenzialmente pericolosissimo, in quanto ogni singolo utente avrebbe potuto impugnare eventuali accertamenti TARI davanti all’Autorità Giudiziaria, con conseguente condanna alle spese a carico dell’Ente determinando, in ipotesi, danni rilevantissimi per le finanze comunali. L’invito ragionevole di non approvare questo punto rinviandolo ad altro Consiglio, ahinoi, è rimasto inascoltato.

Peraltro, l’aumento della tariffa della TARI ci risulta offensivo a fronte di un servizio di raccolta differenziata porta a porta che continua a coprire solo una parte di territorio comunale, relegando al ruolo di “discarica del paese” le zone periferiche, che peraltro sono le più popolose. Al contrario, l’estensione della differenziata porta a porta su tutto il territorio comporterebbe l’aumento della percentuale di raccolta differenziata econseguentemente minori costi per il conferimento in discarica, non sono stati raggiunti gli obiettivi minimi del 25% per ottenere un risparmio per i cittadini, ma ci ritroviamo ogginell’elenco dei Comuni morosi, avendo maturato un debito nei confronti della Regione Calabria di più di 1 milione di euro per la tariffa dovuta per il conferimento in discarica.

Debiti accumulati, tariffe ed aliquote al massimo, servizi insufficienti, fondo cassa quasi azzerato, assenza di programmazione, nessuna attenzione per le famiglie in difficoltà, zero investimenti per il futuro. Queste le caratteristiche principali di un bilancio previsionale che non possono in alcun modo trovarci favorevoli.

Come ciliegina sulla torta, farebbe ridere se non fosse grave, la decisione di acquistare tre iPhone per la reperibilità del Sindaco e di alcuni dirigenti per una spesa di circa 2800 euro all’anno. L’Italia è il primo paese europeo per numero di cellulari pro capite, con una media di circa due telefoni a testa: ci viene difficile immaginare come nel 2019, sia necessario gravare sulle tasche dei cittadini per avere uno smartphone. Più che una necessità, ci sembra un banale ed irrispettoso capriccio che ha il sapore di una beffa.

Il Gruppo “Cambiamo Gioiosa”