Prof. sospesa a Palermo: petizione contro la censura del libero pensiero

Prof. sospesa a Palermo: petizione contro la censura del libero pensiero

Photo by Feliphe Schiarolli on Unsplash

Sulla vicenda della sospensione della professoressa di Palermo Rosa Maria dell’Aria, e della Digos che entra a scuola per interrogare giovanissimi alunni non per episodi di criminalità o atti di violenza, ma per manifestazioni di libero pensiero svolte in classe dagli stessi, prendono posizione un centinaio di educatori ed operatori di numerose organizzazioni del terzo settore impegnate nel campo dell’educazione e della socialità del sud dell’Italia.  Lo fanno con una petizione al Governo nazionale redatta da rappresentanti di primari enti associativi che è stata da poco diffusa anche tramite la piattaforma online change.org.

Il documento qui allegato, nel chiedere piena luce su un episodio ritenuto inaccettabile, evidenzia la crisi di democrazia e di civiltà giuridica e pedagogica in cui sta cadendo il paese.

Link alla petizione: http://chng.it/fQvQn4mnYn

NO A CENSURA DEL LIBERO PENSIERO

PETIZIONE DI EDUCATORI E OPERATORI DI ORGANIZZAZIONI SOCIALI 

Il gravissimo episodio di Palermo, con la Digos che entra a scuola per interrogare giovanissimi alunni non per episodi di criminalità o atti di violenza, ma per manifestazioni di libero pensiero svolte in classe dagli stessi, e con un’insegnante arbitrariamente sospesa per omessa vigilanza sul pensiero di alcuni alunni, evidenzia la crisi di democrazia e di civiltà giuridica e pedagogica in cui sta cadendo il paese.


Tentare di subordinare la scuola ad una idea di “società chiusa”, minacciando le espressioni di libero pensiero e di critica subordinandone la vita agli indirizzi ideologici e agli umori del potere di turno mina le basi del confronto tra idee, suggestioni e anche approssimazioni che sono tipiche dell’età della ricerca nella quale si frequenta la scuola e le stesse basi del confronto tra posizioni diverse proprie della democrazia. 

Come educatori ed operatori di organizzazioni impegnate sul terreno educativo nel Meridione d’Italia esprimiamo la piena solidarietà alla professoressa Rosa Maria dell’Aria e proponiamo di attivarci per contrastare i crescenti segnali che  minacciano la funzione della scuola e che sono in contrasto con  l’art. 33 della Costituzione.


Chiediamo pertanto che si faccia subito piena luce su un episodio inaccettabile e si disponga l’immediato reintegro della docente.