Alla riscoperta delle radici di Caulonia con Ilario Ammendolia

Alla riscoperta delle radici di Caulonia con Ilario Ammendolia

Eccoci al primo appuntamento della rubrica “C’era una volta Caulonia”, che sarà curata da Ilario Ammendolia.

Diamo il benvenuto ad Ilario sulle nostre pagine certi che insieme a lui faremo un viaggio di conoscenza dal quale torneremo maggiormente consapevoli delle nostre radici e di quanto sia importante non limitarsi ad essere un paese, ma provare ad essere davvero COMUNITA’.

Buona lettura

La Redazione

Introduzione

di Ilario Ammendolia

Cerco ogni giorno di consegnare  alcuni ricordi ai nipoti ma  non è facile! Il mondo è cambiato con una tale velocità che le mie esperienze, pur relativamente recenti,  sembrano vissute nella preistoria.
Comunque, ad un certo punto della vita bisogna saper riavvolgere la pellicola della propria esistenza e rivedere le scene di un film apparentemente lungo ma, in realtà, molto- ma molto- breve.
Probabilmente dell’intero film sono poche le scene che vorrei salvare, mentre sono molte quelle che vorrei rimuovere. Non si può fare! Ogni scena  resterà  impressa su questo vecchio nastro per sempre. Anzi finché qualcuno non deciderà che è giunto il tempo di far pulizia nei magazzini  e l’intera pellicola   verrà buttata via.
Intanto il mio film  continua.
Sino a quando non è dato saperlo. Comunque molte scene voglio e debbo tenerle solo per me, altre appartengono a tutti coloro che vorranno condividere alcune esperienze che non sono solo mie..  Dubito sulla “qualità delle immagini”; la memoria è fallace così tanto che spesso guardandomi  attorno mi faccio la domanda: “ ..ma è di questo Paese che mi sono innamorato sin da bambino ? ”. Oppure quel paese aveva altri profumi, altri fiori, altre valli, altre case,  altri volti, altre montagne, un diverso odore di incenso che preludeva ad una sicura ascesa verso il Cielo ?
Sicuramente quel paese che vive nella mia memoria l’ho amato ma tra le giovanili speranze e realtà v’è quasi sempre tanta delusione e qualche amarezza.
Di una cosa però sono certo:  in quel Paese  sono stato felice!
Molto felice!
Ed una parte della mia felicità la debbo alle persone che animavano le viuzze, frequentavano le strade e le piazze, gremivano le Chiese affollavano  le fiere, le feste ed i mercati. A coloro che abitavano bassi bui ed a quelli che stavano nei palazzi. Insieme siamo stati il PAESE ed, in qualche modo, ne ho sempre percepito il costante e reciproco abbraccio.
Forse le personalità forti non hanno alcun bisogno di questo sentimento di appartenenza perché sanno vivere in assoluta autonomia. Non è il mio caso! Ed infatti  ho inseguito il mio Paese e, come succede agli innamorati ed avrei voluto che tutti i suoi abitanti fossero  felici.
Mi sono illuso di poter  sanare ogni piaga, di poter medicare ogni ferita.
Un sogno impossibile ma  sicuramente non sono stato all’altezza anche e mi porto dietro il rammarico per la mia decisa inadeguatezza.
Qualche volta temo di aver inseguito un’ombra e che la “creatura” che ho amato in realtà non  sia mai esistita . Comunque ne ho un gran bisogno.
Non potrei vivere senza un “Paese” , naturale il tramite tra l’“Io” di cui spesso siamo prigionieri e l’Umanità, anzi verso l’intero Universo.
Cercherò di essere un inviato speciale in un era ormai lontana e dai più giovani percepita come quella dei “dinosauri” . I ricordi, le percezioni, le esperienze,  anche  se filtrati nel proprio vissuto e ben distillati dal tempo  se bene non fanno, male non ne possono assolutamente fare.
Quindi recupererò alcuno scritti rielaborandoli come il tempo richiede. Su altre esperienze ci lavorerò man mano che riaffioreranno nella mia memoria.
Se qualcuno mi  chiedesse “ perché lo fai?” risponderei perché vedo un Paese che va perdendo le proprie radici , la propria storia e quindi la propria identità e ed il futuro. Vorrei…ma non posso fare altro! La scoperta e la rielaborazione del passato è stata parte del “Progetto Paese” che molti hanno voluto oscurare per nascondere la propria inadeguatezza.