Aiello: “Facile prendersela con Lucano, tutti zitti quando si parla di ‘ndrangheta”

Aiello: “Facile prendersela con Lucano, tutti zitti quando si parla di ‘ndrangheta”

di Pasquale Aiello

A sentire una certa politica stracciona e tanti sapientoni ciarlieri verosimilmente razzisti, camuffati da paladini della legalità, elettori e fans del ‘capitano di carta’, che davanti al bar si ergono a giudici e si sollazzano sparando cazzate, sembrerebbe che tutti i mali dell’Italia siano provocati dai migranti. Per giunta hanno individuato anche il regista di tutto il disordine. Mimmo Lucano. Dicono che i migranti minacciano la nostra sicurezza, pensano che sono la causa primaria della crisi e del decadimento del nostro paese, e la piaga della disoccupazione giovanile sia da addebitare esclusivamente a loro che rubano lavoro. Se si parla di Mimmo Lucano sono pronti ad affilare le armi del disprezzo e dell’ostilità, ma tutti diventano improvvisamente indifferenti e distaccati quando sentono parlare di lotta alla ndrangheta o alla mafia, o anche quando rammenti loro che la corruzione e le varie rimborsòpoli, compresi i 49 milioni della lega, sono diventate, un male diffuso che erode una quantità enorme di fondi statali. E’ vero che i migranti pongono dei problemi e costano soldi, ma è anche vero che spesso fanno lavori che nessuno di noi vuole più fare. Raccolgono le nostre olive, le nostre arance, i nostri pomodori al comando del caporale di turno e con paghe da sfruttamento. Forse è il colore scuro della pelle che crea più fastidio, perché con i migranti dell’est europeo che assistono i nostri anziani, questi chiacchieroni tendono a essere più concilianti e anche ai cinesi che ci danno una boccata d’ossigeno con l’abbigliamento, non hanno nulla da rimproverare. Questi specialisti del cicaleccio sono pronti a inchiodare Lucano alle improbabili quanto irrisorie responsabilità di amministratore, ma a parte l’accusa di ‘reato d’umanità’ nel complotto ordito a suo carico, dimenticano o non sanno del capolavoro sociale che tutto il mondo conosce, realizzato da quest’uomo a Riace, un piccolissimo angolo del sud dimenticato e oltraggiato da una politica sbrindellata, dove sicuramente questi campioni dello sproloquio non sono mai stati.

I migranti dell’Africa non sono numeri, sono esseri umani che fuggono da guerre e carestia e vanno prima di tutto salvati e non lasciarli annegare. Proprio come ha fatto Carola, lei sì capitana, anch’essa infatti, incolpata per ‘reato d’umanità’. I primi africani ad arrivare in Italia, quelli che si sono insediati nel nord-est, hanno contribuito a incrementare lo sviluppo di quella parte di paese, mettendo su piccole imprese che hanno dato lavoro ai nostri connazionali e sono anche quelli che con le loro tasse, dati INPS, concorrono a pagare migliaia di pensioni ai nostri connazionali. Per secoli l’intera Europa, compresa l’Italia ha saccheggiato i paesi da cui provengono, e ancora oggi ci sono laggiù centinaia di multinazionali italiane ed europee che prosciugano le loro materie prime per accrescere i propri affari, magari pagando fior di mazzette ai governi amici. Gli occidentali che posseggono tanto e che consumano molto di più le risorse del pianeta vantando un PIL pro capite decine di volte superiore al loro, dovrebbero sentire un piccolo obbligo morale e rinunciare a qualcosa nei confronti di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena.  Invece si è solo capaci di cercare, ipocritamente, capri espiatori che mettano a tacere la coscienza collettiva, perché non si vuole vedere e combattere i veri mali che affliggono il nostro paese: malaffare, malapolitica, malasanità, inquinamento ambientale, corruzione, mafia, evasione fiscale. Basterebbe svegliarsi…

Ciavula

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