Archeologia Caulonia: scoperta anni fa ad Amusa una necropoli rimasta ignorata

Archeologia Caulonia: scoperta anni fa ad Amusa una necropoli rimasta ignorata

Un sito archeologico è un luogo in cui, nonostante il trascorrere inesorabile del tempo, si conserva la testimonianza delle civiltà umane che ci hanno preceduto, scorci di epoche lontane che ci appartengono poiché vi hanno vissuto i nostri antenati.

Tutelarlo significa non solo contribuire alla conservazione, alla conoscenza e all’arricchimento della nostra memoria storica, artistica e culturale ma anche riconoscere la ricaduta economica per il territorio che ha l’onore di ospitare quel patrimonio. Ciò purtroppo non avviene a Caulonia dove si riscontra una totale mancanza di attenzione da parte degli enti preposti. Nonostante, infatti, siano state individuate moltissime zone di interesse archeologico puntualmente segnalate alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria quest’ultima non ha mai preso in considerazione, oltre al torrente Allaro, di fare un intervento nel comune cauloniese.

Al momento riporterò solo un esempio.

Nel 2014 il Gruppo Archeologico di Caulonia, in seguito ad una ricognizione, aveva avvisato la Soprintendenza della scoperta di un sito di grande vastità territoriale, denominato “Amusa”, situato su un’altura a monte di Vasì. Si tratta di una necropoli, risalente presumibilmente all’VIII secolo a. C., in cui si riscontra la presenza di materiale ceramico, tombe a fossa e a cassa con copertura di tegole, che rivelano la sovrapposizione di uno strato più antico (testimonianza di un insediamento già in epoca pre-ellenica) e uno più moderno (di epoca greca). Oltre alla necropoli ci sarebbe anche il centro abitato individuato, con molta probabilità, sulle sommità adiacenti: la vastità dell’altopiano farebbe pensare all’esistenza di una città molto grande appartenente al periodo italico e successivamente ellenizzata.

La Sopraintendenza dopo la segnalazione si era recata sul posto e ne aveva riconosciuto il valore assumendo con il gruppo archeologico in questione, attraverso un impegno scritto, l’onere di far diventare l’area di interesse archeologico e, di conseguenza, di porla sotto tutela. Ciò purtroppo non è avvenuto. Non solo non è stato fatto nulla ma il temporeggiare delle Istituzioni ha portato a dei gravi danni.

Sono ben visibili, infatti, sul terreno resti ossei nonché di tegole perché parte delle tombe sono state scoperchiate e in una zona sono stati effettuati alcuni lavori che hanno causato serie conseguenze: quella che sembrerebbe una tomba a grotticella è stata quasi interamente distrutta da mezzi meccanici e il suo contenuto, si spera recuperabile, sarebbe sicuramente importante per fornire ulteriori informazioni in merito alla datazione e al sistema di vita che si svolgeva in questo luogo.

Perchè dal 2014 ad oggi il sito è rimasto ignorato? Perchè privarci delle testimonianze del nostro passato tenendo conto anche del fatto che in un Comune come Caulonia la scoperta e la valorizzazione di aree archeologiche potrebbe rappresentare un volano economico per i suoi abitanti e per tutto il territorio circostante?

Caulonia è ricca di siti di interesse archeologico (di cui Ciavula si occuperà) che attendono di vedersi riconosciuto il senso che gli spetta: alcuni ancora inesplorati, altri ingoiati dalla vegetazione e altri ancora sotto gli occhi di molti.

Rispondi