“Matteo, vieni a Cosenza? Ti abbiamo già staccato la corrente a Soverato…”

“Matteo, vieni a Cosenza? Ti abbiamo già staccato la corrente a Soverato…”

Matte’, ma come t’è venuto in mente di passare da Cosenza?
Noi t’abbiamo già staccato la corrente a Soverato. Lo sai quanto impiegheremmo a oscurarti pure qua? Comunque stai tranquillo: non lo faremo, Matte’. Al contrario, stavolta ti illumineremo, lasceremo che tu ti esprima al massimo, perché ormai abbiamo capito che la migliore pubblicità negativa te la fai da solo. Assetato di potere come i nostri politici, saresti capace di divorare te stesso pur di consolidare la tua immagine. E si sa che l’immagine è potere!

Però vogliamo darti un consiglio: non ti lasciar lusingare da Maruzzo Occhiuto. Lui è come Silvio, in tutto e per tutto. Adesso ti apre le porte a convenienza perché spera che tu lo candidi alle regionali. Eppure puoi star sicuro che se lo deluderai, e magari deciderai di candidare al posto suo uno di quegli ‘ndranghetisti altolocati che ti leccano il sedere ogni volta che scendi quaggiù, Maruzzo non te lo perdonerà. Non ci credi? Mettilo alla prova. Diglielo chiaro e forte, prima di venire qua, che non lo candidi. E lo vedrai scatenato e facinoroso, in mezzo a noi, in prima fila, a contestarti. Devi sapere che Maruzzo negli ultimi tempi ha un carattere difficile. Passa dall’esaltazione alla frustrazione acuta. Tu invece hai un’altra stoffa, Matte’. Noi la conosciamo bene la gente come te, che trascorre le sue giornate in riva al mare a dare ordini dal cellulare. Di “Cetto Laqualunque” sono pieni i lidi di Calabria. Purtroppo ce li dobbiamo sorbire, perché qui stiamo stretti. Di spazio ce n’è poco sulle nostre spiagge. A differenza del Papeete e delle vostre monotone ma brillantate coste, i mari del sud si sono riempiti di liquami industriali. Chiedi ai tuoi compaesani, i nordici imprenditori, se ne sanno qualcosa. Le nostre spiagge se le sono mangiate loro e i palazzinari nostrani, gli stessi che adesso si fanno i selfie insieme a te, Matte’. In fondo tu non sei diverso dagli Occhiuto, Adamo, Gentile, Morrone e da tutte le famiglie che hanno saccheggiato la Calabria costringendo migliaia di nostri concittadini all’emigrazione. Lo sanno tutti, ormai, che tu con queste famiglie hai stretto accordi. Sono gli stessi accordi che i tuoi antenati sabaudi e padani strinsero con alcune potenti famiglie meridionali ai tempi dell’unità d’Italia. Altrimenti, senza l’alleanza con quelle famiglie infami, come avrebbero fatto i tuoi antenati a sfruttare, depredare e colonizzare queste terre? E tu animato da identici desideri vieni a Cosenza, Matte’.

Un tempo ci sparavate addosso. Adesso preferisci seguire vie più “istituzionali”. Non sei per caso tu a proporre “autonomie differenziate” che dopo decenni di sfruttamento della nostra forza lavoro finirebbero d’impoverirci eliminando pure gli ultimi ospedali rimasti e persino le nostre scuole? Ecco perché noi ti accoglieremo alla nostra maniera, Matte’. Colorati, chiassosi e determinati. Il tuo falso amico Maruzzo dice che Cosenza è civile e dovrebbe accoglierti con i tappeti rossi. Ma ci può essere civiltà nei confronti di chi gioca a seminare odio? Ah, già, scusa Matte’, c’eravamo dimenticati che tu sei un “messaggero d’amore e fratellanza”, con tutte quelle catenelle del Rosario e quegli amuleti che vai sbaciucchiando e adorando. Allora, visto che sei unto dal Signore, almeno facci una bella grazia, Matte’. Quando te ne vai, portali con te i politici sanguisughe che infestano la Calabria. Magari così un po’ dei nostri amici e parenti emigrati, sapendo che l’aria s’è ripulita, potranno tornare quaggiù. E visto che ci sei, quando ti tuffi in mare, convincili a venire con te: nuotate verso il largo, più che potete! Tu e loro siete gli unici esseri umani che non avremo premura di salvare.

Radio Ciruma