Giornate FAI d’autunno a Gioiosa Ionica: a spasso tra l’eclettismo e l’eleganza della Belle Époque

Giornate FAI d’autunno a Gioiosa Ionica: a spasso tra l’eclettismo e l’eleganza della Belle Époque

Una giornata affollata e viva, quella trascorsa ieri a Gioiosa Ionica, così come “viva” è stata la storia che si è respirata tra i vicoli, le piazze, le chiese e i palazzi aperti al pubblico in occasione delle giornate FAI d’Autunno. Gioiosa Ionica stupisce ancora, rendendosi per la terza volta protagonista, dopo il 2007 e il 2012, di questa nuova iniziativa all’insegna della cultura e della riscoperta di tesori resi dormienti dal trascorrere del tempo. Le giornate FAI d’Autunno, realizzate grazie all’instancabile lavoro del Gruppo FAI Giovani della Delegazione della Locride e della Piana, guidati rispettivamente da Titty Curinga e Luca Siciliano, in cooperazione con tutti i delegati, con il supporto del Sindaco Salvatore Fuda e dell’intera Amministrazione del Comune ospitante, hanno aperto le porte di una Gioiosa completamente nuova, che nella sua antica bellezza ha saputo stupire le circa duemila persone giunte anche da oltre provincia.

L’itinerario, dal nome “Belle Époque e liberty a Gioiosa Jonica: architetture e protagonisti tra ‘800 e ‘900”, è stato curato dalle informazioni dei giovanissimi ciceroni e ha avuto avvio da Piazza Plebiscito, consentendo di visitare Palazzo Greco e Palazzo dei baroni Macrì, chiaro esempio di come il Liberty abbia influenzato in modo preponderante l’architettura della cittadina. Soffitti, pareti, lavabi, mobili echeggianti i dettami dell’Art Nouveau in palazzi dall’aspetto sfarzoso hanno rappresentato il segno della fioritura artistica a Gioiosa Ionica a cavallo tra XIX e XX secolo.

Dai due palazzi, affollati da file interminabili di visitatori in attesa di ammirare lo splendore gentilizio che li caratterizza, l’itinerario ha condotto verso Palazzo Macrì e la  Chiesa di San Nicola, luogo di allestimento di una mostra fotografica dedicata al Liberty, alla nascita del socialismo e dei più vivi orientamenti progressisti che in quel periodo trovarono a Gioiosa terreno fertile.

Il percorso ha, poi, accompagnato i visitatori verso l’Oratorio confraternale di Maria Santissima Addolorata e presso la Casina dei Nobili: l’edificio, ricordato nelle “Novelle Calabresi” di Clelia Pellicano, fu concepito in pieno spirito della Belle Époque per ospitare il Circolo di Società dell’alta borghesia gioiosana. Il percorso, allietato dall’esibizione musicale del Complesso Bandistico G. Rossini diretto dal maestro Antonio Ritorto, si è concluso in piazza Vittorio Veneto, una nuova piazza per i canoni dell’epoca, spaziosa e circondata da palazzi in pieno stile Liberty. La giornata si è conclusa con l’esibizione del gruppo musicale “Skapizza”, regalando un altro viaggio tra musiche folk, pop e rock.

Dunque, una folla entusiasta e stupita ieri ha animato le vie della cittadina fino al termine ultimo previsto per le visite; un pubblico estasiato dal salto nel tempo ha fatto da cornice a una Gioiosa composita nella sua bellezza, arte, storia, musica ed eleganza; una giornata in cui, grazie alle iniziative FAI, stupore e meraviglia hanno dato vita ad una armoniosa sintesi di conoscenza, riscoperta e condivisione.