Caulonia: Angela Rullo nel ricordo di Simona Musco

Caulonia: Angela Rullo nel ricordo di Simona Musco

di Simona Musco

Ci sono persone che non se ne vanno mai. Anche se ci pensa il mondo a cancellarle, a mettere una x sopra, perché così va la vita. Come si dice spesso, non se ne esce vivi. Ed è così, sicuramente, in questo caso, che sembra uscito da una canzone di Guccini. Lacrime e asfalto e poi lacrime, lacrime, lacrime. Quando il mondo va a rotoli e la vita ti toglie tutto, ti rifugi in quelle immagini, che vengono fuori da un passato lontano. E chiedi ai soggetti di quelle foto sbiadite di risolvere ciò che tu non sei in grado di risolvere. Devi chiedere a loro perché hanno prospettiva privilegiata, guardano dall’alto, da dove possono vedere tutto. Solo che vorresti vedere anche tu, poter incrociare di nuovo il loro sguardo, chiedere, interrogare. Li cerchi quando tutto va male, perché la loro partenza è l’espressione tipica del dolore e tutto torna a loro. Pensi: ok, siete in debito. Ve ne siete andati e lo schifo è rimasto tutto a noi. Adesso, almeno, dateci una mano. Ogni tanto, anche se non si dovrebbe, afferrateci sul bordo del precipizio, schiaffeggiateci prima di commettere l’ennesima cazzata, sussurrateci in sogno che ne verremo fuori. Cosa costa a voi da lassù? Ci mettete niente. E si, lo so, ne avete troppi di sogni da abitare, di precipizi da transennare e di schiaffi da assestare. Ma da questa parte non vi si vede da un pezzo. Ci si stanca alla fine, si smette di credere. Eppure, eppure, so benissimo che ci siete. Ci siete eccome, vi sento ogni volta che commetto una cazzata, rimproverarmi perché non cresco mai! Specie tu lassù, che scuoti la testa sempre in silenzio. Ti rifaccio la stessa promessa di sempre ma questa volta la mantengo, giuro! Ma non lasciarmi sola di nuovo, non andartene ancora. Se stai da quella parte un motivo ci sarà e il motivo siamo noi. Sei lì per noi. Lo so, come augurio per i tuoi 38 anni è un po’ scadente. Ma il regalo, stavolta, fallo tu a me. Buon compleanno, sorella