Scontro comune di Caulonia -Protezione civile per i locali dell’ex mercato coperto

Scontro comune di Caulonia -Protezione civile per i locali dell’ex mercato coperto

E’ in atto un confronto epistolare pronto a diventare scontro, tra il comune di Caulonia e la locale Protezione civile per la gestione dei locali dell’ex mercato coperto di Caulonia marina.

Ma andiamo per ordine e ricostruiamo la vicenda.

Il 7 luglio 2015 la giunta Riccio, nella quale l’attuale sindaco Caterina Belcastro era assessore, deliberava di concedere in comodato d’uso gratuito alcuni locali dell’ex mercato coperto di Caulonia marina alla Protezione civile. I locali di via Magna Grecia sarebbero stati utilizzati – riporta la delibera – “come uffici, sportello d’informazione dell’ambito socio-assistenziale di pronto intervento e deposito attrezzature”.

Alla delibera era allegata la seguente planimetria per indicare l’area data in gestione alla Prociv.

Nel corso degli anni il ruolo della Protezione civile cauloniese e dei suoi volontari è stato apprezzato dall’intera comunità (e anche da quelle dei paesi vicini) visto il grande lavoro svolto in occasione di diverse emergenze, da quelle estive riguardanti gli incendi a quelle invernali con alluvioni e allagamenti, passando per il monitoraggio dei livelli delle fiumare e molto altro.

Insomma, tutti hanno trovato nella Protezione civile un alleato operativo e professionale contro le calamità.

Ma il 4 novembre di quest’anno l’area urbanistica e patrimonio del comune di Caulonia ha scritto una lettera alla Prociv avente ad oggetto proprio la gestione dei locali affidatigli nel 2015 e nella quale si precisa che i locali che i volontari possono utilizzare in comodato d’uso sono quelli indicati nella planimetria, ma che gli altri sono rimasti in uso al comune, proprietario dell’immobile.

“Considerando che in detti ultimi locali – si legge nella comunicazione – vi sono infiltrazioni di acqua piovana per un non corretto isolamento del solaio, non è possibile concederli in uso ad alcuna associazione, pertanto è intenzione di questa amministrazione darli in uso temporaneo alla ditta appaltatrice del servizio di raccolta differenziata solo ed esclusivamente come deposito dei mastelli per il tempo strettamente necessario per la distribuzione”.

“Pertanto – prosegue la lettera – dato atto che i locali dati in uso a codesta associazione di protezione civile risultano comunicanti con i locali da dare in uso alla ditta appaltatrice del servizio di r.d. e che all’interno dei locali verrà custodito l’intero carico dei mastelli, con un valore economico rilevante, è opportuno che al deposito abbiano accesso solo ed esclusivamente i rappresentanti della ditta. Per quanto sopra si comunica che nei prossimi giorni verrà chiuso l’accesso comunicante tra il locale in uso a codesta associazione e la rimanente parte dei locali”.

Questa comunicazione è arrivata alla Prociv il 15 novembre e il giorno dopo veniva già inviata al comune la risposta nella quale si può leggere:

“Rammentiamo a questa amministrazione, come evidenziato più volte, che proprio per via delle condizioni dello stabile, utilizziamo per le nostre attività la parte dei locali in cui non ci sono infiltrazioni, in quanto la restante parte ad ogni pioggia diventa impraticabile. All’interno dei locali abbiamo l’ufficio dell’associazione e il deposito di tutto il materiale in dotazione, beni che vengono utilizzati in caso di necessità e urgenza dalla comunità tutta. Siamo pertanto sconcertati dalla vostra comunicazione di chiusura dell’accesso ai locali che noi utilizziamo unitamente ai servizi igienici e che avete intenzione di destinare alla ditta appaltatrice”.

Ma la Protezione civile non si limita ad esprimere sconcerto: “Si fa presente che la ditta si trova già all’interno dei locali da circa un mese, avendo già depositato tutto il materiale relativo all’espletamente del servizio di raccolta differenziata, trattasi quindi di uno stato di fatto e non di un’intenzione da parte dell’amministrazione a concedere in futuro. Stiamo quindi condividendo l’accesso ai locali senza che si siano verificate problematiche sollevate all’interno della vostra comunicazione, tra l’altro offensiva nei nostri riguardi, relativamente alla salvaguardia del materiale di valore appartenente alla ditta: SIAMO PERSONE ONESTE E RISPETTOSE!!!!!!”.

La protezione civile conclude poi così: “Un atto davvero inspiegabile vista l’importanza che ricopre la nostra associazione all’interno della comunità, una decisione questa che mette in crisi la nostra operatività e quindi la sicurezza e la tutela dei cittadini in caso di emergenza e calamità. Siamo pertanto a richiedere formalmente una sede sostitutiva vista la vostra decisione di destinare codesti locali ad altra ditta, venendo così incontro alle vostre necessità, poichè impossibilitati a mettere altrove tutto il materiale in dotazione, diversamente non siamo in grado di liberare gli spazi da voi richiesti”.

Insomma, una situazione di stallo pronta a traformarsi in polemica politica e di cui seguiremo l’evoluzione.