Ammendolia: “Sbagliata la scelta del capitano Ultimo come assessore regionale all’ambiente”

Ammendolia: “Sbagliata la scelta del capitano Ultimo come assessore regionale all’ambiente”

di Ilario Ammendolia

La presidente Santelli ha deciso di nominare il “capitano Ultimo” , ufficiale dei carabinieri in servizio e famoso per aver catturato Totò Reina, assessore regionale all’ambiente. In verità, già i governi nazionali e regionali precedenti , tanto di destra che di sinistra, hanno riempito di ufficiali delle tre armi (in pensione), di ammiragli, prefetti, generali e questori ogni angolo della nostra Regione, quasi fossimo sulla linea del Piave piuttosto che in Calabria. Ed a questo punto la Santelli potrebbe fare un passo avanti: provi a contattare i p.m. Davigo e Di Matteo, tenti magari con Di Pietro oppure punti direttamente al capo di stato maggiore dell’esercito per completare la giunta. Gratteri no. Lui non accetterebbe mai. Non ha alcun bisogno di entrare in giunta per contare in Calabria .

Con la scelta di “Ultimo”, sembra che la Santelli più che ad una giunta regionale stia pensando ad approntare un bunker ed infatti appena proclamata, ha manifestato la volontà di far installare la video sorveglianza tanto nelle stanze della presidenza che nella sua macchina quasi avesse la certezza di essere circondata da bande criminali. E poi, tanto per mantenere le distanze, ha collocato il suo quartier generale negli uffici di rappresentanza della Regione Calabria a Roma e poco importa che siano stati i calabresi ad averla votata, tanto : “ de rustica progenie, semper villana fuit”.
Quindi l’annuncio ad effetto: il “ capitano Ultimo” , preparato e motivato per catturare latitanti e contrastare i criminali, sarà assessore regionale nella nostra Regione. Annuncio fatto da Montecitorio quasi per rendere evidente la marginalità della Calabria rispetto a Roma. Poi un autentico colpo di scena: “Ultimo” incappucciato! Un colpaccio se fossimo stati sul palcoscenico d’un teatro. Di questo passo, la prossima mossa sarà chiedere la presenza nella cittadella regionale dei “cacciatori d’Aspromonte” in attesa dell’arrivo del settimo cavalleggeri.

Ci perdoneranno la Santelli e “Capitano Ultimo” se abbiamo scherzato ma la realtà è molto più amara della nostra stentata ironia.

Infatti, la scelte della Santelli nascondono un preciso disegno politico che, in verità, si era chiaramente delineato tanto nella campagna elettorale che molto prima che questa iniziasse.

Il potere reale sarà in poche mani, nella convinzione che ai rustici calabresi, privi di anima, di cervello, di cuore, di sangue e di vertebre deve data la sola facoltà di segnare sulla scheda elettorale una sigla confezionata da altri. Quindi, passata la festa e gabbato lo Santo, il nostro compito è sostanzialmente finito perché la Calabria , come ogni colonia che si rispetta, deve essere governata dall’esterno e non a caso la stessa “Roma” che ha scelto la Santelli ha voluto Pippo Callipo.

“Ultimo” vene scelto in questa logica e , aldilà dei suoi meriti e della stessa volontà della Santelli, il messaggio che una tale scelta manda ai calabresi e fuori della Calabria è devastante.

Il “capitano” De Caprio sarà sicuramente un ottimo ufficiale ed una bravissima persona, ma non avrebbe alcun titolo per fare l’assessore regionale in una terra “normale”, ancor meno in Calabria. Quindi considero decisamente sbagliata -ma logica e conseguente- la scelta della Presidente ed ancora più grave il pesante ed imbarazzato il silenzio del PD che si rode l’anima per l’invidia, per non aver arruolato “Ultimo” nelle proprie fila.
Ancora più grave è il fatto che si faccia intendere che “Ultimo” sia stato scelto in funzione della lotta contro il crimine organizzato riconoscendo così alla ndrangheta il ruolo di unico soggetto politico sociale presente sulla scena e, riconducendo così l’intera politica calabrese all’infame binomio ndrangheta-antindrangheta . In verità, ed ancora una volta, la ndrangheta viene usata come pretesto per fare delle scelte contro il popolo calabrese, per non farlo contare, per non valorizzare le risorse umane di cui dispone, per criminalizzare e colonizzare la Calabria. . Infine, la nomina di “Ultimo corrisponde, più o meno, alla scritta che sulle antiche carte geografiche si metteva per indicare le terre “barbare” ed inesplorate : “Hic sunt leones”. Tradotto in italiano “ Qui ci sono solo i mafiosi”. Il resto non conta!