Cronica locale

Cronica locale

“Tragedia in casa. Trovato morto nel suo letto”. Così c’era scritto sui giornali il giorno dopo. Il corpo di Nicola Laddove era stato trovato dall’anziana madre. Ogni domenica, dopo la visita alla tomba del marito nel cimitero del paese vicino, era solita far visita al figlio maggiore. Inutile la chiamata al 118 che è arrivato sul posto con un’ambulanza al seguito. I sanitari non hanno potuto fare nulla se non constatare il decesso. Sul posto sono intervenute anche due volanti della polizia. Al momento non si prefigura nessuna inchiesta. Secondo la prima ricostruzione si sarebbe trattato di un mix letale di barbiturici e Johnny Walker. Sul comodino alla destra del letto un biglietto con scritto: “Non me ne frega niente di te”.

“Tragedia in casa. Trovato morto nel suo letto”. Il ritrovamento del ventunenne Alberto Quaranta è avvenuto questa mattina. A fare la terribile scoperta sono stati gli amici della vittima, i quali lo stavano aspettando per passare una giornata al mare. Dovevano incontrarsi alle 8:00 sul Viale della Libertà, ma il ragazzo era in ritardo. Al passare dei minuti, non ricevendo risposta ai messaggi e nessuna risposta alle telefonate, i giovani sono andati in casa e lì è stata fatta la tragica scoperta. Inutile ogni tentativo di soccorso, all’arrivo dell’ambulanza Alberto era già morto. Nel taschino della camicia appoggiata ai piedi del letto, un biglietto con scritto: “Non me ne frega niente di te”.

“Tragedia in casa. Trovata morta nel suo letto”. Sono increduli e sotto choc tutti coloro che conoscevano Alessandra Survillo, una ragazza di 31 anni trovata senza vita ieri dalla donna di servizio. Il decesso sarebbe avvenuto nel sonno. Secondo quanto ha riferito l’addetta alle pulizie, la giovane aveva il volto tumefatto. Un aspetto che sarà chiarito dall’autopsia disposta dal PM di turno. L’esame accerterà le cause della morte della Survillo, avvenuta presso una delle stanze del personale della rinomata locanda “Il cane che dorme”, nella quale la Survillo lavorava da 2 stagioni. Decine i messaggi che nelle ultime ore le sono stati dedicati sui social. “Non ci posso credere, una persona col cuore d’oro, la vita porta via sempre le persone migliori”. “Riposa in pace, rimarrai sempre nei nostri cuori”. “Era un angelo”. “Alessandra amava il tennis tavolo e trascorrere il tempo libero con gli amici. Ci mancherai tantissimo. Gli amici della staffa”. Data l’occupazione, Alessandra era conosciuta da tanti: “Sei volata in cielo, ma sei sempre con tutti noi. Adesso, guardaci dall’alto”. Nello specchio del bagno una scritta fatta con il rossetto: “Non me ne frega niente di te”.

“Tragedia in casa. Trovato morto nel suo letto”. Un uomo di 41 anni è stato trovato senza vita lunedì mattina nella propria abitazione. Si tratta di Carlo Giuseppe Giulai, imprenditore conosciuto in città perché componente della locale banda di paese e fondatore, assieme al fratello, di una piccola fabbrica produttrice di birra artigianale. A lanciare l’allarme sono stati gli stessi familiari della vittima. Sul posto sono giunti immediatamente i soccorsi che, tuttavia, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sul corpo è stata disposta l’autopsia. Giulai, padre single di un bambino, era noto non solo per la sua attività imprenditoriali e musicali ma anche per un fatto di cronaca che l’aveva visto protagonista qualche anno fa. Nel 2016 l’uomo, era stato colpito da un estintore durante una tentata rapina in un pub della zona, a quell’ora quasi deserto. Dalle indagini era emerso che l’aggressione era avvenuta da parte di un cugino della ex moglie che non accettava che l’uomo stesse frequentando un’altra donna. Il fratello ha dichiarato che la sera prima Carlo gli ha invito un messaggio con lo screenshot della chat con la sua nuova fiamma, che gli ha scritto: “Non me ne frega niente di te”.

“Tragedia in casa. Trovato morto nel suo letto”. L’immigrato regolare F. N. B., descritto da tutti come uomo affabile, simpatico e sempre disponibile, è stato trovato morto nella sua abitazione dai Carabinieri della stazione locale. Stanti le prime indiscrezioni, sembra che l’uomo sia stato stroncato da un malore mentre si trovava nel suo letto, posizionato dinnanzi ad un televisore rimasto ininterrottamente acceso. A far preoccupare coloro che hanno poi provveduto ad allertare le autorità presenti, è il dato secondo cui F. N. B. non si sarebbe fatto vedere in giro per almeno due giorni, senza rispondere ai tentativi di contatto o alle visite a domicilio. Nel mentre, dall’esterno del suo appartamento si notavano bagliori e “preoccupanti” luci accese ad ogni ora del giorno e della notte. La scoperta è stata effettuata nella tarda serata di ieri, procurando sgomento e sconcerto all’interno della comunità araba. L’uomo teneva in mano un libro in lingua originale: “أنا لا أعير عنك”.

“Tragedia in casa. Trovata morta nel suo letto”. Aveva 54 anni la donna ritrovata dai vigili del fuoco costretti a forzare la finestra del bagno per entrare nell’appartamento al primo piano chiuso dall’interno. Un dramma della solitudine. La morte risalirebbe a circa dieci mesi fa: «Cadavere in avanzatissimo stato di decomposizione». L’allarme è stato lanciato dai vicini di casa che vista l’invasione di insetti davanti alla sua porta di casa hanno provveduto a chiamare i soccorsi. I vigili del fuoco, una volta entrati, hanno trovato il cadavere della ex operatrice socio assistenziale nel proprio letto, ancora avvolto nelle coperte. L’appartamento era in evidente stato di degrado, in abbandono e disordine ed invaso dalle mosche ovunque. Dai primi accertamenti la polizia scientifica non ha riscontrato segni sul corpo che possano far pensare a qualcosa di diverso da una morte avvenuta probabilmente nel sonno. Purtroppo nessuno se n’è accorto. “Una donna speciale, competente e disponibile. Lei aveva sempre il sorriso stampato in volto, come se nulla potesse turbarla. Era tranquilla, come se non gliene fregasse niente di niente…”, ha dichiarato Martino Viola, figlio maggiore della famiglia presso la quale aveva svolto servizio di assistenza notturna all’anziano padre.

Sono uno sbirro da troppo tempo per farmi pesare certe cose ma ogni tanto ci penso. Dopo questo tipo di interventi, a fine turno, ci incontriamo al bar con i colleghi. Prima di rientrare a casa facciamo sempre un cicchetto in onore dell’elaborazione del lutto di persone vive. Tra colleghi li chiamiamo “i casi della casa”. Al paese mio non c’è un cimitero ma lo sanno tutti che sei casi fanno una prova. Ed i casi, solo nella mi zona, sono molti più di sei. Prendiamone atto. Prendiamo provvedimenti prima che qualche stronzo si metta in testa di raccogliere i pezzi e costruirne un caso giornalistico, un “puzzle inquietante”.
Prima che qualcuno si inventi di ritirare la licenza di volo a Cupido.
Prima che qualche casa farmaceutica metta in commercio un sedativo inibitore del sentimento.
Prima che qualche stronzo, nel freddo della sua stanza, si metta a scrivere una storia di fantasia nella quale l’Amore con la “A” maiuscola, statistica alla mano e fuor da ogni ragionevole dubbio, sia da dichiarare “Il peggiore stragista della storia dell’uomo”.