Gli esploratori dell’ambiente del 21° secolo Starsky e Hutch all’Istituto “Falcone-Borsellino” di Caulonia.

Gli esploratori dell’ambiente del 21° secolo Starsky e Hutch all’Istituto “Falcone-Borsellino” di Caulonia.


Cosa può fare ognuno di noi per salvare l’ambiente? Oltre alle buone pratiche quotidiane e ad uno stile di vita sostenibile, sicuramente un passo importante è quello di sensibilizzare e informare per risvegliare le coscienze al fine di far comprendere che è necessario prendersi cura del nostro pianeta.

Lo sa bene Martin Hutchinson, vigile del fuoco in pensione di Manchester, partito dall’Inghilterra quattordici anni fa con l’obiettivo di girare il mondo per sensibilizzare sulla questione dell’inquinamento ambientale, in particolare sull’emergenza rifiuti. Il suo messaggio ha raggiunto anche gli alunni della scuola primaria e media  dell’Istituto “Falcone-Borsellino” di Caulonia marina dove Hutchinson é arrivato lo scorso giovedì a bordo della sua Recumbent Trikes, un triciclo reclinato contraddistinto dalla simbolica targa “0 emission CO2”, in compagnia del suo fedele amico a quatto zampe Starsky.

Hutchinson ha mostrato agli studenti il risultato dei comportamenti sbagliati da parte dell’uomo attraverso le immagini raccolte durante il suo viaggio, iniziato nel 2006 percorrendo a piedi quasi 60.000 chilometri dall’America Latina all’Europa, per documentare le conseguenze provocate dall’inquinamento e dai rifiuti sull’ambiente e sugli animali. Soprattutto l’impatto della plastica sulla fauna e sugli ecosistemi marini è veramente terribile e sconcertante, sono moltissime le specie animale la cui sopravvivenza è minacciata. Gli animali ingeriscono gli oggetti di plastica confondendoli con il cibo raccogliendone nel proprio stomaco quantità letali. 

Tutti gli allievi presenti hanno compreso i danni che giornalmente vengono causati dagli atteggiamenti incivili della gente, atteggiamenti non curanti che stanno portando alla creazione di vere e proprie  discariche ovunque: ai margini delle strade, sotto i ponti, a ridosso di passaggi a livello, in riva al mare e lungo gli argini dei fiumi con conseguenze per lo stesso genere umano. 

Si è parlato anche della costante crescita della popolazione e dei cambiamenti climatici, questi ultimi ad esempio hanno messo in ginocchio l’Africa causando siccità e carenza di cibo. Ai giovani presenti è stato spiegato che proprio in Africa è stata progettata “la grande muraglia verde” ,iniziativa che prevede la realizzazione di una striscia di vegetazione lunga otto chilometri che attraverserà tutto il paese, da ovest a est, con l’obiettivo di creare un sistema di paesaggi produttivi con terreni fertili in grado di offrire sostentamento.

L’esito dell’incontro ha evidenziato il fatto che non stiamo facendo abbastanza per proteggere il nostro pianeta e chiunque può rendersene conto visitando il il canale youtube dell’ex vigile del fuoco e i suoi profili social.

Il viaggio di questi due ambientalisti del 21° secolo è ancora lungo, si concluderà nel 2030 in Australia, e saranno tante le nuove generazioni ancora da incontrare e alle quali spiegare che essere in sintonia con madre natura è più semplice di quanto si possa pensare. 

Se Starsky, come ha mostrato Hutchinson in alcuni video, è capace a raccogliere i rifiuti noi dovremmo essere capaci a non gettarli rendendo il mondo un posto più pulito.