Il Coronavirus salverà il Mondo

Il Coronavirus salverà il Mondo

Dall’inizio del 2020 il mondo intero è impegnato nel contenimento della diffusione del nuovo COVID-19; da quando il virus ha iniziato a diffondersi, il mondo si sta trasformando molto rápidamente.

Le misure applicate dai Governi per il contenimento di questa “emergenza” stanno, letteralmente, salvando il mondo, non dal Coronavirus ma, dall’emergenza climatica, o stanno quantomeno dimostrato che è possibile farlo anche in tempi strettissimi, come quelli che ci separano dal collasso climatico; agendo come abbiamo fatto negli ultimi mesi, come nel bel mezzo di un’emergenza.

Se è vero che non tutti i mali vengono per nuocere, anche in questo caso il concetto si conferma valido. Infatti, se è vero che la diffusione del virus sta arrecando dei disagi sia sul piano della salute delle persone, sia su quello economico, e sui rapporti sociali, limitati, soprattutto nelle zone ad alto rischio, dalle restrizioni decretate; è altrettanto vero che quelle stesse restrizioni, applicate dai Governi per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, si stanno dimostrando efficaci nel contrasto di un’emergenza ancor più grande, quella per evitare il collasso climatico che, paragonata a quella odierna, ci farebbe pensare al COVID-19 come a un cartone Disney.

A conferma del fatto che le misure applicate, per contrastare la diffusione del virus, si stanno dimostrando utili anche per la salvaguardia del pianeta, ci sono le notizie, riguardanti la qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico, che arrivano, innanzitutto, dalla Cina, dove la quarantena imposta dal Regime, ha generato una riduzione delle emissioni pari al 25% in meno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come fa notare la NASA attraverso il suo profilo Twitter.

Altre buone notizie sulla qualità dell’aria arrivano anche dall’Italia, in particolare dalla Lombardia dove le misure restrittivi applicate sono simili a quelle applicate in Cina; infatti, i dati sulla concentrazione di polveri sottili registrati su tutta la Regione evidenziano un netto calo rispetto a quelli precedenti l’individuazione del virus.

Nei grandi centri lombardi si è passati da una concentrazione di polveri sottili nell’aria compresa tra 50 e 100 microgrammi per metro cubo ad una compresa tra 0 e 20; praticamente a Milano si respira aria quasi di montagna.

Ricordiamo inoltre che l’Italia è prima in Europa e undicesima al mondo nella classifica dei decessi prematuri a causa delle polveri sottili, come riporta un report della rivista The Lancet, intitolato Countdown on Health and Climate Change, che ci racconta come, nel solo 2016, siano stati circa 45600 le morti dovute all’inalazione di polveri sottili, ma questo non sembra essere motivo d’allarme.

fonte: arpalombardia.it

L’emergenza Coronavirus ci sta insegnando che esiste un altro modo di vivere, un modo di vivere sostenibile che riduca al minimo gli spostamenti, attraverso lo smart working (lavoro agile), che permette, nei casi in cui è possibile, di lavorare da casa, o la didattica a distanza; lavoratori, aziende e studenti ne guadagnerebbero in termini di tempo, soldi ed efficienza. Un nuovo modo di vivere che gioverebbe anche alla salute del pianeta.

L’ultima “buona” notizia, portata dal Coronavirus e che si potrebbe rivelare utile al fine del contrasto ai cambiamenti climatici, arriva da alcuni camionisti che dicono di non voler guidare sul territorio italiano perché impauriti dal rischio di contrarre il virus. Uno stop degli autotrasportatori si tradurrebbe in un’ottima occasione per realizzare una transizione del sistema di trasporto delle merci da gomma a ferro, attraverso un incremento dell’utilizzo dei treni.

Alla luce di tutto ciò, sembrerebbe che la diffusione del Coronavirus sia un complotto messo su dai poteri forti ambientalisti, capeggiati da Greta Thunberg, per salvare il mondo; ma noi crediamo alla scienza e sappiamo che così non è.

Quello che invece non sapevamo, ma che stiamo scoprendo, all’alba del decennio più importante della storia dell’umanità, prima del collasso climatico, è che, con l’impegno di tutti, è possibile fronteggiare l’emergenza climatica in atto, dandole l’importanza che merita e affrontandola con le misure necessarie.

Se messo a confronto con tutto quello che il collasso climatico potrebbe scatenare, il Coronavirus ci apparirebbe come una barzelletta; eppure questo non sembra allarmare popoli e Governi, che non hanno ancora fatto nulla di concreto per contrastare il riscaldamento globale prima del raggiungimento della soglia di 2 °C in più, rispetto ai livelli preindustriali, previsto per il 2030, se non verranno attuate le misure necessarie.

Il Coronavirus, oltre alle conseguenze negative che ha portato al mondo intero, ci sta insegnando che il Collasso Climatico non è inevitabile ma si può impedire, se lo si affronta come le emergenze necessitano, con lo stesso impegno messo in campo per il contenimento del virus.

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