Il disastro della destra e della pseudo sinistra che da decenni governano la Calabria

Il disastro della destra e della pseudo sinistra che da decenni governano la Calabria

Di Pasquale Aiello

La puntata di Report del 30 marzo 2020, aveva messo in evidenza come questo virus che sta colpendo il mondo, ha fatto emergere le falle e la fragilità dell’apparato sanitario in Italia e una politica illusoria e ingannevole che lo gestisce. Ha mostrato pure, se ancora ci fosse bisogno, per l’ennesima volta, l’attitudine alla farsa, il cinismo e l’incapacità di una classe politico-dirigenziale calabrese, che, c’è da aggiungere, in una alternanza tra destra e pseudosinistra, da parecchi decenni governa la regione Calabria.

Una macchina organizzativa del tutto inefficiente nella gestione delle calamità con molte criticità dimostrate puntualmente nelle fasi di ‘vere emergenze’ specialmente sanitarie come questa attuale. Ospedali scarsamente attrezzati e strutture socio-sanitarie non adeguate. Opere costate fior di milioni del bilancio pubblico con macchine e attrezzature abbandonate e danneggiate, che sarebbero tornate utili in questo periodo di bisogno. Altre ‘grandi incompiute’ frutto di politiche perverse e anni di commissariamenti problematici e ambigui della sanità pubblica che in nome del pareggio di bilancio hanno ulteriormente modificato il concetto di diritto alla salute. Nella puntata del 6 aprile dedicata ancora al coronavirus, invece, è stato chiaro a tutti come un sistema capitalistico ha bisogno continuamente del sacrificio di vite umane per continuare a esistere.

Le morti della val Seriana in provincia di Bergamo, sono l’ennesimo tributo a un capitalismo criminale poiché non si è voluto chiudere l’attività produttiva in una area che fin da subito avrebbe dovuto essere dichiarata ‘zona rossa’ così come hanno fatto in Cina, ma da noi viene prima il PIL. Si sono tenuti gli operai al lavoro in nome del dio denaro raccontando che non c’erano problemi e fornendo loro il vetril per disinfettarsi. Il vetril !! Intanto i contagi salivano vertiginosamente e i morti si moltiplicavano. E’ questo ciò che è successo in Lombardia. I padroni capitalisti intricati tra pubblico e privato sostenuti da confindustria e fiancheggiati da certa politica merdosa, che danno ordini al governo affinchè tolleri il loro business a costo anche di stragi epidemiche. Così come in Calabria, anche e soprattutto in Lombardia e in molte altre realtà vige il pensiero unico degli affari, dei soldi e del potere, e tutti, politici e dirigenti sono ammatassati in una unica spirale di corruzione, clientelismo, ndrangheta e consorterie varie. La mortificazione della dignità umana, oltre alla morte fisica insomma.

E’ per questo che soltanto la forza del popolo unito può contrastare un potere che divora tutto, se solo ci si rendesse conto, che solamente dal basso e unicamente dalle sue viscere può germogliare il seme della ribellione. Forse non è tempo per discutere di tutto ciò, ma è sempre bene ricordare, perché passata l’emergenza, grazie soprattutto al lavoro e al sacrificio incessante di medici, infermieri e volontari di ogni settore, in Calabria, nel meridione come nell’Italia intera, è necessario far nascere una vera presa di coscienza di massa e soprattutto anticapitalista, perché si comprenda finalmente che la politica deve tornare a essere la soluzione ai problemi della gente e non il problema e che il cittadino deve essere rispettato e tutelato nei suoi diritti e nella propria dignità di essere umano. Per adesso tocca resistere e non abbassare la guardia contro il nemico invisibile e rimanere ancora a casa. Nel frattempo serve riflettere tanto, per poi riprendere con nuova forza e tornare a lavorare alla costruzione di quel mondo migliore che tanti sognano. Ci attende una lotta ancora più dura.