Intervista ad Ilario Ammendolia: “Alle prossime elezioni Caulonia deve ripartire dal Progetto paese”

Intervista ad Ilario Ammendolia: “Alle prossime elezioni Caulonia deve ripartire dal Progetto paese”

Abbiamo intervistato l’ex sindaco di Caulonia Ilario Ammendolia in merito alla “crisi delle poltrone” che ha investito la maggioranza che amministra Caulonia e alla clamorosa assenza di qualunque rivendicazione politica nei conflitti di potere interni al comune di Caulonia.

A Caulonia, fin dal periodo successivo al tuo ultimo mandato come sindaco, si fa fatica ad individuare una linea politica ben definita nei gruppi che amministrano (e anche in quelli che si contrappongono agli amministratori). Durante il tuo mandato hai dato un senso all’amministrazione comunale (e all’assemblea dei sindaci, con tutte le difficoltà del caso) ben preciso, quello di una politica rivolta agli ultimi, a quella parte di popolazione che nel nostro tessuto sociale viene sempre lasciata indietro. Perchè dopo di allora le amministrazioni che si succedono faticano così tanto ad avere una identità?

Pur senza sviare la tua domanda , ti dirò che molto più delle dinamiche amministrative mi preoccupa il futuro della nostra Regione e quindi di Caulonia.
L’orizzonte non è per nulla tranquillo.
Per esempio domandiamoci: che impatto avrà la grave crisi nazionale sul nostro debole tessuto produttivo?
Cosa si può fare per aiutare coloro che hanno perso l’anno scolastico? Cosa si deve fare per  coloro che vivono in uno stato di emarginazione sociale?
Dinanzi a queste domande la burocrazia si limiterebbe  a rispondere: “applicheremo le leggi e le disposizioni”.
La “Politica” e la “buona amministrazione” si attiverà, magari non dormendo la notte, per trovare le risposte possibili . Quando non si adempie a tale dovere muore la politica ed entra in crisi il senso di comunità. Ne consegue una inutile lotta di tutti contro tutti.
E se ciò avvenisse sarebbe  un fatto grave perché già si intravede la “tempesta perfetta” dinanzi alla quale c’ è la necessità di riscoprirci  “paese” e di mettere in campo una strategia “Politica”. Senza queste due “idee cardini” si andrà a fondo.
Sulla tua domanda circa l’amministrazione che ho guidato dalla primavera del 2007 a quella del 2012 lascio ad altri la risposta . Certamente  la nostra “rivoluzione copernicana” è stata quella di far ruotare  la Politica, non su vuote sigle o su singole persone, ma  intorno ad una Idea forte di paese all’interno del “progetto d’urto della Locride”. Di cercare senza mai stancarci la concordia ed il protagonismo collettivo. Con risultati che giudico importanti e su cui, a prescindere dalla mia persona,  invito ad una attenta riflessione.

In questa fase c’è fermento nella maggioranza che amministra Caulonia, una crisi che non è politica ma dettata dalla volontà di ricoprire il ruolo di assessore. Come giudichi il dibattito in corso?


Come ho già detto  disconosco  la dinamiche interne al consiglio comunale. So però che tanto nella maggioranza che nella minoranza- all’interno ed all’esterno del consiglio comunale- vi sono belle intelligenze  che non andrebbero sprecate. Il paese non deve essere un tritacarne altrimenti  i vincitori di oggi saranno gli sconfitti di domani.
Chi ha studiato gli atti delle amministrazioni comunali che si sono susseguite,  le idee dei “protagonisti”  che si sono succeduti, ( ed io le ho studiate) sa bene quale spreco di energie umane e di risorse ci sia stato a Caulonia. Sa anche che la “politica”, qualche volta, è stata  una stupida e spietata lotta di “nani” feroci contro quanti, pur commettendo errori anche gravi, hanno messo la propria vita al servizio del paese.
La Politica è innanzitutto “progetto” non inventato con quattro idee bislacche apprese nell’ultimo convegno ma maturate nella storia individuale e collettiva ; non bisogna avere la laurea ma è anche cultura che non significa saper declamare i versi del Foscolo (anche se è bene conoscerli) ma comprendere la complessità dei fatti; certamente è passione. Capacità di unire. Vive nell’ oggi ma affonda le proprie radici nei secoli precedenti. Opera in un piccolo paese ma spazia nel mondo.
Ed è questa politica che- pur in presenza di tante persone intelligenti – ci manca tremendamente perché  senza tali caratteristiche, tutto il dibattito è destinato a girare  a vuoto come un mulino che gira ma non produce farina.

Ammesso che questa maggioranza completi il suo mandato, di cosa avrà bisogno Caulonia alle prossime elezioni comunali? Quale progetto politico bisognerà costruire per fare tornare la politica in questo paese?

Abbiamo un disperato bisogno che tutto si evolva e che tutto cambi per tenere il passo con la realtà che è in rapida evoluzione. Cambiamento non tanto e non necessariamente nelle persone quanto nella strategia con cui si affrontano i problemi. In questo momento difficile c’è la necessità di coinvolgere tutte le intelligenze di Caulonia e di esprimere una classe dirigente autentica, giovane, ambiziosa, creativa che voglia e sappia legare le proprie fortune politiche a quelle del paese.
E non basta dire ciò che gli altri non sanno fare, ma è necessario dimostrare le proprie qualità sul campo.  
Per  selezionare una tale classe dirigente non si può arrivare alla scadenza elettorale nuotando in uno stagno e  scorticandosi  a vicenda mentre il paese affonda. C’è bisogno di acque azzurre, pulite e di orizzonti vasti. In un contesto drammatico come quello attuale sarebbe svilente misurarsi sulla ricerca del voto chiedendolo come favore o merce di scambio.
Se non pensassi di essere frainteso direi che bisogna ripartire dal punto preciso in cui il percorso s’è interrotto e cioè dal “progetto Caulonia” ( E a scanso di confusione,  ribadisco: non assolutamente con le stesse persone che in alcuni casi non sarebbero spendibili ed in altri non sarebbero disponibili). Sono convinto che qualora riuscissimo a creare il clima adatto nel senso che ho indicato,  ancor prima dello scrutinio,  Caulonia avrebbe già vinto. E ci sarebbe spazio, onore e gloria per tutti.