Minacce a Filippo Sorgonà. Ci vuole coraggio a stare zitti mentre tutto va a rotoli

Minacce a Filippo Sorgonà. Ci vuole coraggio a stare zitti mentre tutto va a rotoli

28 anni fa a Capaci veniva fatta saltare in aria l’autostrada per attentare e mettere fine alla vita di Giovanni Falcone, che spese la sua vita nella lotta alla criminalità organizzata.

“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”

Queste le parole che Giovanni Falcone esprimeva parlando del fenomeno mafioso.

La mafia, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona, chiamatela come volete, non è una semplice organizzazione, non è tenuta in piedi soltanto da chi è parte integrante di essa, è incece un modo di pensare, un modo distorto di vedere la realtà.

La criminalità organizzata è tenuta in piedi dall’intera società, da chiunque abbia il coraggio di tacere, perché ci vuole coraggio a stare zitti mentre tutto va a rotoli.

Proprio ieri sera Luigi Ciotti parlava dei come vada mantenuta viva la memoria affermando che “abbiamo bisogno di una memoria viva, una memoria che deve tradursi tutti i giorni in responsabilità ed impegno. E soprattutto dobbiamo trasformare la memoria del passato in un’etica del presente. Bisogna considerare la criminalità come parte integrante di un più ampio sistema di ingiustizie, dunque il contrasto deve essere, oggi ancor di più oggi, culturale, educativo, sociale. Bisogna rivivere la memoria alla luce dei cambiamenti della storia e all’urgenza del tempo presente. Dobbiamo chiedere alle nostre coscienze di cittadini di essere più responsabili, metterci di più in gioco, perché una delle malattie più gravi è la rassegnazione, è la delega, è pensare che tocca sempre agli altri fare. C’è una parte di responsabilità nel contrasto alla corruzione, all’illegalitá, alle mafie, che ci chiama in gioco come cittadini, non a intermittenza o a secondo dalle circostanze, dalle emozioni, ma cittadini più responsabili. La politica e anche la nostra responsabilità perché solo così potremo avere libertà e dignità.”

Ma forse a noi piace. Ci piace rinunciare alla nostra dignità e alla nostra libertà. Forse ci piace privarcene, per lasciar spazio al silenzio e al coraggio di lasciare che tutto resti uguale.
Forse ci piace la paura, la paura che qualcosa possa cambiare, e quindi preferiamo tacere e morire nel silenzio assordante di una società schiava della paura.

Invece no. È necessario fare rumore.
È chiaro ormai che il rumore e la luce fanno paura a chi ama muoversi nel silenzio e nel buio.

È sempre ora il momento di fare rumore.
È sempre ora il momento di accendere la luce e mantenerla viva.
È sempre ora il momento di scegliere, perché la libertà è questo, è scegliere da che parte stare, è scegliere in che mondo vivere.
La criminalità ha bisogno di silenzio e di oscurità per poter agire, ha bisogno di non essere vista, di non essere sentita, perché se nessuno la vede e nessuno la sente, allora non esiste.
Chiunque tace e chiunque spegne la luce è complice. Abbiamo bisogno di ogni singolo cittadino libero e pensante per poter puntare i riflettori su quei pochi codardi che amano le tenebre, abbiamo bisogno fare rumore per allontanare chi ha bisogno del silenzio per muoversi.
Abbiamo bisogno di tenere sveglie le nostre coscienze, ogni giorno.
Abbiamo bisogno di luce e rumore.

Filippo, amico mio, siamo al tuo fianco con i riflettori accesi e le casse a palla

Rispondi