Trifoli sancisce il divieto totale di innaffiare gli orti con l’acqua potabile. Riacepuntozero chiede di rivedere la decisione

Trifoli sancisce il divieto totale di innaffiare gli orti con l’acqua potabile. Riacepuntozero chiede di rivedere la decisione

Con una ordinanza del 13 maggio scorso il sindaco di Riace Antonio Trifoli ha diposto il divieto, fino alla fine di agosto, dell’utilizzo dell’acqua potabile per innaffiare giardini e orti, lavare auto e moto, riempire piscine o fontane ornamentali.

Le ragioni che hanno motivato tale decisione si riferiscono al fatto che i consumi di acqua potabile risultano eccessivi e tali da provocare disagi alla popolazione che risiede in alcune vie di Riace Superiore e di Riace marina.

Facendo seguito a questa ordinanza due giorni dopo, il 15 maggio, i consiglieri del gruppo di minoranza Riacepuntozero Flavia Diciommo e Maurizio Cimino hanno inviato la seguente lettera al sindaco. Lettera che ad oggi è stata ignorata, secondo quanto riferito dai consiglieri comunali.

“I Consiglieri del gruppo di minoranza “Riacepuntozero”, Cimino Maurizio e Diciommo Flavia, presa visione dell’ordinanza n° 26 Prot. 3056, pubblicata in data 13.05.2020, a firma del Sindaco, Antonio Trifoli, espongono e chiedono quanto segue:

Gli stessi pur concordando con il Primo Cittadino sulla necessità di razionalizzare l’utilizzo dell’acqua evitando sprechi e conseguenti disagi alla popolazione riacese, che ogni anno, nel periodo estivo, è costretta a fronteggiare il problema della carenza idrica, esprimono sconcerto per i toni ancora una volta utilizzati nell’ordinanza che denotano assoluta mancanza di rispetto verso i cittadini riacesi tutti.

Ed invero, se l’invito ad utilizzare l’acqua con parsimonia è del tutto legittimo, se la decisione di limitare l’uso del bene primario ai bisogni fondamentali della cittadinanza è del tutto lecita, ciò che genera sconcerto è il divieto assoluto (SENZA LIMITI DI ORARIO), di annaffiare giardini e orti a far data dal giorno di pubblicazione della medesima ordinanza e fino al 31 agosto.

Per un paese che si nutre di agricoltura, questo ORDINE impartito dal CAPO (LUI CHE TUTTO PUÒ), equivale a morte economica, in una realtà già disastrosamente piegata e penalizzata, ancor più in questo periodo.

E dunque, Cimino e Diciommo, pur condividendo appieno il divieto di usare l’acqua per lavaggio di autovetture, riempimento, anche parziale di piscine, lavaggio di spazi esterni, etc., con la presente

CHIEDONO

Con carattere di ESTREMA URGENZA, che l’ordinanza venga immediatamente rivista consentendo ai Riacesi di poter annaffiare il proprio orto (per molti, unica fonte di sostentamento), nelle fasce orarie ritenute più congrue e/o magari a giorni alterni, garantendo, in tal guisa, un utilizzo comunque corretto e limitato dell’acqua, che sia tuttavia, contemperato dalla esigenza dei cittadini tutti di procacciarsi il cibo nel proprio orticello”.