Il consiglio regionale getta la maschera, lo schifo dei vitalizi bipartisan

Il consiglio regionale getta la maschera, lo schifo dei vitalizi bipartisan

Di Pasquale Aiello

I consiglieri regionali calabresi sono riusciti a superare se stessi. In due minuti in consiglio hanno approvato l’ennesima legge vergogna, bipartisan perché ormai maggioranza e opposizione sono un unico comitato d’affari. E’ stata, questa, una tale porcheria che loro stessi, forse, hanno provato schifo e il giorno dopo ne hanno ammesso la spudoratezza probabilmente non senza impulsi di rigetto, tanto per essere eleganti. La legge è quella dei vitalizi-pensione, finita ormai su tutti i media nazionali, che, con una piccola aggiustatina, permette a qualunque consigliere che abbia fatto parte del consiglio anche per un solo giorno, se dovesse decadere, di continuare a versare i contributi per tutto il mandato e potersi così garantire il vitalizio-obolo, pure se il consigliere, effettivamente, non l’ha mai fatto.

Dopodichè, sarà per la vasta eco che, ovviamente, ha scatenato, quasi tutti i consiglieri pensano di tornare in consiglio per abrogarla, mentre altri hanno giustificato questo blitz al bilancio pubblico rammaricandosi e dicendo che non sapevano cosa stessero firmando nell’assemblea dei capigruppo prima e cosa stessero votando in aula poi, discolpandosi affermando di essere stati raggirati. E’ politica questa o un circo. Favole da mille e una notte, direbbe qualcuno. Da fare impallidire il più bravo degli psicoterapeuti. Ma la pezza non solo non tappa il buco, bensì lo ingigantisce perché tutti hanno capito che solo politicanti opportunisti avrebbero potuto concepire un obbrobrio del genere.

Quello che fa più male alla dignità del popolo calabrese è che hanno approfittato, come veri avvoltoi, di un momento di smarrimento in cui, a causa del trauma che ha colpito il mondo, le popolazioni stanno pensando a come risollevarsi dal pesante e sonoro schiaffo che il virus ha inferto. Quindi, senza scrupoli e senza vergogna due volte in un sol colpo. Un altro cazzotto in faccia, come se non bastasse quello del virus, da parte di un gruppo di persone elette dal popolo, a cui si elargisce un lauto stipendio con soldi pubblici, senza meritarlo tra l’altro, le quali con la politica, quella vera, niente ha da spartire, ma in campagna elettorale promettevano come sempre mari e monti… solo per le proprie tasche però. A questo punto, delle due una. Hanno firmato e approvato una oscenità sperando di cavarsela e confidando che, visto il momento, nessuno si fosse accorto oppure non sono in grado e non hanno la capacità di valutare e verificare una semplicissima proposta di legge. In ogni caso, a queste condizioni, il popolo calabrese non potrà mai sperare nel meritato riscatto.