L’ufficio postale di Caulonia sembra creare di proposito disagi agli utenti per accaparrarsi libretti. I dirigenti rispondano!

L’ufficio postale di Caulonia sembra creare di proposito disagi agli utenti per accaparrarsi libretti. I dirigenti rispondano!

Da tempo riceviamo segnalazioni dai lettori su alcuni comportamenti scorretti messi in atto da qualche dipendente dell’ufficio postale di Caulonia marina, ma non avevamo mai avuto l’occasione di approfondire.

Stamattina invece, casualmente, abbiamo verificato sulla nostra pelle un caso coincidente con quello che i lettori ci segnalano da tempo.

Non sono solito raccontare vicende personali, ma questa volta si rende necessario proprio perchè ho vissuto in prima persona quello che ci viene segnalato come un modus operandi all’interno della posta di Caulonia marina e quindi assume rilevanza collettiva.

Bisogna necessariamente premettere che all’interno dell’ufficio postale opera personale qualificato che agisce in maniera professionale ed impeccabile e che spesso, come tutti coloro che hanno a che fare col pubblico, si ritrova a subire le intemperanze di qualcuno.

Pertanto non è nostra intenzione generalizzare e ci riferiamo ad una dipendente specifica di cui ignoriamo il nome, visto che aveva al collo il cartellino identificativo ma vuoto.

Avendo, io, la mia compagna e mio padre, necessità di compiere alcune semplici operazioni postali, ieri sera, 13 agosto 2020, attraverso internet abbiamo prenotato un ticket per le ore 10 di questa mattina, 14 agosto.

Mio padre aveva necessità di fare un bonifico, io e la mia compagna di spostare dei fondi dai nostri libretti postali ai rispettivi conti corrente.

Entrambi lavoriamo quindi abbiamo dovuto prendere un’ora di permesso dal lavoro mentre nostro figlio di 11 mesi (che portiamo al lavoro con noi) veniva accudito dalla nonna.

Ci presentiamo all’ufficio postale in anticipo alle 9 e 45 circa e incredibilmente sembra non esserci fila. Restiamo alcuni minuti fuori dall’ufficio e alle 9:50 circa indossiamo le nostre mascherina ed entriamo, in attesa che alle 10 venga indicato il nostro numero del ticket on line, MA10.

Le 10 passano, e anche le 10e10 mentre i clienti arrivati dopo di noi vengono serviti, Alle 10:15, ormai convinti di un errore del sistema, chiediamo lumi all’operatrice dello sportello numero due che ci consiglia di prendere un numero normale e rifare la fila come se fossimo appena arrivati.

Lo facciamo e attendiamo pazientamente facendo una fila che non avremmo dovuto fare.

Nel frattempo l’operatrice allo sportello 3 viene sostituita dalla dipendente con la quale interloquiremo di lì a poco, quando finalmente giungerà il nostro turno.

Comincia mio padre, che per risparmiare tempo aveva già compilato a casa il modello per il bonifico, che però, probabilmente perchè un poco stropicciato, inceppa e blocca la stampante.

L’operatrice dello sportello 3 tenta di sbloccarla mentre prova a convincere l’utente allo sportello 2 ad aprire un libretto postale. Come scopriremo di lì a breve, per la dipendente della posta di Caulonia il luogo in cui vengono aperti i libretti postali è molto importante.

I minuti passano e noi continuiamo ad attendere pazientemente. Quando finalmente la stampante viene sostituita e il bonifico è fatto mio padre chiede l’aggiornamento del libretto postale ma riceve un netto quanto immotivato rifiuto.

Non si può fare, per ragioni non meglio precisate.

Non insiste e passiamo alla mia compagna che deve trasferire dei fondi dal suo libretto postale, attraverso la carta libretto, al suo conto banco posta. L’operatrice appena vede il libretto si indigna perchè è stato aperto a Gioiosa Ionica (dove la mia compagna lavorava quando l’ha aperto) e dice che per trasferire i fondi bisogna andare nell’ufficio di Gioiosa.

Ovviamente è un palese tentativo di scaricarci ad un altro ufficio postale, ma dopo avere fatto due file e consapevole che si tratta di un sopruso mi indigno e pretendo che l’operazione venga fatta. Mostro all’addetta (che ovviamente lo sapeva benissimo) quanto scritto sulla copertina del libretto postale, dove si evidenzia che le operazioni possono essere fatte da tutti gli uffici d’Italia e lei comincia a sbuffare contro l’ufficio di Roccella perchè “li manda tutti a Caulonia” (non sappiamo bene a chi si riferisse ma immaginiamo parlasse degli utenti in generale) e continua a domandare “perchè venite tutti qua? Perchè non andate a Roccella?”. Al che rispondo che abito a Caulonia e per questo vado nel’ufficio postale di Caulonia ma non è soddisfatta e continua per tutto il tempo a borbottare che per prelevare bisogna andare nell’ufficio postale in cui si è aperto il conto.

Quindi secondo questa logica un turista che arriva da Milano per prelevare dovrebbe tornare in Lombardia e da Caulonia non potrebbe farlo.

I minuti passano, ci vuole un’eternità per fare l’operazione di spostamento e per tutto il tempo continua l’assurda tiritera che bisogna andare a Roccella o a Gioiosa.

Quando finisce finalmente l’operazione di Suely è la mia volta di trasferire dei fondi dal libretto al conto ma l’operatrice si rifiuta. Le chiedo se si tratta di una ripicca perchè non ho abbassato la testa e non sono andato in un altro ufficio postale come da lei preteso ma blatera che non può fare più di due operazioni.

Fa quindi scorrere i numeri ma guarda caso ne avevo presi due e quindi tocca di nuovo a me ed è costretta a fare il trasferimento.

Mentre procede le chiedo gentilmente come attivare gli assegni in quanto titolari di un conto postale e lei alza le spalle e risponde che “forse si può fare”, come a dire che non devo chiedere altro.

Per evitare ulteriori polemiche non replico e una volta conclusa l’operazione chiedo se si può aggiornare il libretto. Lei si altera dicendo di no.

Ringrazio ed esco.

Come detto in apertura quanto accaduto a noi stamattina corrisponde a quando ci hanno segnalato molteplici lettori.

Pertanto, abbiamo delle domande da rivolgere alle Poste e lo faremo ovviamente anche attraverso canali formali.

Ignorando i modi vergognosi della signora allo sportello, vogliamo contentrarci su quella che sembra una vera e propria strategia.

L’impressione è che si vogliano di proposito creare disagi all’utenza per spingerli a radicare i loro libretti nell’ufficio di Caulonia marina e per questo chiederemo l’intervento delle associazioni dei consumatori per fare finire questa cattiva prassi.

Inoltre vorremmo sapere dai dirigenti provinciali delle Poste se si tratta di una politica aziendale (cosa che appare improbabile) o di una politica esclusiva della filiale di Caulonia. Oppure, qualora si trattasse soltanto di malcostume della dipendente, se e quali provvedimenti disciplinari verranno assunti.

A voi lettori chiediamo di continuare ad inviarci le vostre segnalazioni perchè, come al solito, saremo la vostra voce contro chi cerca di utilizzare il proprio ruolo per commettere dei soprusi, come quello di rifiutare un’operazione postale legittima e dovuta inventando una balla colossale.

Per concludere il racconto della nostra avventura quotidiana, pur avendo appuntamento alle 10 per tre semplici operazioni siamo usciti dall’ufficio postale alle 11 e abbiamo ottenuto quello che era dovuto solo perchè lo abbiamo preteso sapendo che era legittimo. Ma diverse persone, più sprovvedute, hanno dovuto spostarsi in un altro paese e sopportare un’ulteriore attesa.

E questo non è corretto. Pertanto pretendiamo risposte.