Ilario Ammendolia si schiera con Mimmo Gangemi e Gioacchino Criaco

Ilario Ammendolia si schiera con Mimmo Gangemi e Gioacchino Criaco

Di Ilario Ammendolia

Mimmo Gangemi e Gioacchino Criaco sono parte importante della migliore cultura calabrese. Il loro valore viene riconosciuto a livello nazionale. I loro libri tradotti in molti paesi europei. Hanno però una colpa: sono Uomini Liberi.

Mimmo Gangemi è tra i fondatori di “Mezzogiorno in movimento” ed é tra i principali animatori delle iniziative tese a salvaguardare lo Stato di diritto e quel che resta della democrazia calabrese. Pur restando in Calabria, Mimmo non è abituato a vivere nelle anticamere dei potenti o nei corridoi delle procure ma tra la Sua gente.

Ed in questi anni bui per la Calabria, Gangemi è stato ed è una voce libera, forte ed autorevole. Un roccaforte contro i narratori d’una Calabria raccontata in maniera dozzinale, scontata e necessariamente criminale. Nell’ ultimo numero di Riviera, settimanale libero della Locride diretto da Pietro Melia, Mimmo Gangemi ha scritto una lettera aperta all’ex magistrato Luca Palamara che certamente non è piaciuta a quanti sono interessati a chiudere il caso perché non vogliono che emerga il marcio che esiste nella magistratura.

Gioacchino Ciriaco è autore di molti libri di successo. Il suo primo libro “anime nere” è un indiscusso capolavoro nel panorama nazionale ed internazionale. Inoltre collabora al quotidiano “Il Riformista” dando voce al mondo dei sommersi degli esclusi e dei reclusi. Entrambi sono sotto attacco.

Mimmo Gangemi, dopo esser stato indicato come un “negazionista” della ndrangheta solo per il suo rifiuto di unirsi al coro forcaiolo che accompagna ogni retata, oggi viene denunciato ed oltraggiato a freddo. Perché? Vi sono mandanti? In Calabria opera certamente una centrale del pensiero unico che ritiene che la nostra regione debba essere raccontata solo aggregando mandati di cattura, rapporti di polizia o narrando la storia degli dei e degli eroi dell’antimafia da teatro.

Sono liberi di farlo. Certo in questi lunghi anni non hanno fatto un buon servizio all’immagine della Calabria e non hanno aiutato il popolo calabrese nella vera lotta contro la ndrangheta. Noi abbiamo il culto della libertà di pensiero. Apprezziamo molto chi non si aggrega a coloro che, nei tempi brevi, sembrano vincenti. Per questo motivo, è per quel poco che può contare, ci collochiamo a fianco dell’espressione migliore della nostra cultura.

Oggi accanto a Mimmo Gangemi ed a Gioacchino Criaco come ieri siamo stati a fianco di Nick Spatari, di Mimmo Lucano, dell’ex vescovo di Locri Carlo Maria Bregantini, all’ ex procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini ed a chiunque sia stato oggetto di ingiusti attacchi o di sistematiche campagne calunniose e di quanti hanno osato sfidare i poteri che comandano in Calabria (mafia compresa) pagando le conseguenze.