Militare dell’esercito italiano arrestato per coltivazione di marijuana

Militare dell’esercito italiano arrestato per coltivazione di marijuana

La Polizia di Stato ha arrestato per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, due materani, uno 50enne, con precedenti penali specifici per stupefacenti e sottoposto alla sorveglianza speciale, l’altro 35enne, incensurato e militare dell’Esercito Italiano.

Nell’ambito di specifici e mirati servizi finalizzati al contrasto del fenomeno della coltivazione di marijuana, agenti delle “unità specializzate antidroga”, nei giorni scorsi hanno scoperto una coltivazione di Cannabis indica in Metaponto di Bernalda, Contrada San Salvatore. Le 55 piante poi estirpate, alcune alte anche 2 metri, erano posizionate in un luogo molto favorevole: oltre ad essere protette da un fitto canneto ed immerse in una boscaglia, che ne facilitava l’occultamento riparandole da occhi indiscreti, erano anche vicinissima al fiume Bradano, circostanza questa che ne aveva verosimilmente consentito il facile innaffiamento anche nei mesi più caldi e asciutti della scorsa estate.

Dopo averla scoperta, gli agenti si sono appostati per alcuni giorni nei pressi della coltivazione finché i due uomini non sono stati visti dapprima entrare all’interno del campo, e poi tagliare alcune piante, ormai giunte a maturazione e pronte per essere essiccate. A quel punto gli agenti sono intervenuti e hanno arrestato i due coltivatori. Nei pressi, in un locale in uso al 35enne, è stata poi trovata un’altra pianta già essiccata, un bilancino di precisione e tutto il necessario per la coltivazione e la commercializzazione.

Le abitazioni dei due complici sono state perquisite. A casa del 50enne sono stati rinvenuti 100 gr. di hashish, 3 gr. di cocaina, 20 gr. di marijuana, mentre nell’abitazione del 35enne sono stati sequestrati 2 bilancini di precisione e alcuni grammi di hashish.

Al primo dei due è stato contestato anche il reato di violazione della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, che lo obbligava a rimanere all’interno del Comune di Matera.

Il 50enne è stato condotto in carcere mentre l’altro complice, essendo incensurato, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Questura di Matera

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