Quattrone: “Noi artisti calabresi ignorati da Muccino”

Quattrone: “Noi artisti calabresi ignorati da Muccino”

A luglio di quest’anno ho proposto alla casa di produzione cinematografica di Muccino di inserire musiche calabresi nel suo cortometraggio finanziato dalla Regione Calabria per promuovere il turismo della nostra terra, ma non ho mai ricevuto risposta né alle email né alle chiamate. Al posto di musica di autori calabresi o legata alla Calabria, il cortometraggio di Muccino ci presenta il tipico “valzer” siciliano in stile “Il Padrino”. La musica utilizzata è quindi niente di più lontano dalla tradizione così come dal presente della musica calabrese. Siccome la tradizione musicale calabrese si chiama “tarantella” e il presente della scena musicale calabrese è guidato da cantautori come “Brunori Sas” che sono arrivati in testa alle classifiche nazionali di vendite, mi chiedo perché si è scelto di usare fondi pubblici destinati a promuovere la Calabria per fare sentire al mondo musica siciliana da film. 

Questa proposta l’avevo avanzata come cittadino calabrese e candidato a rappresentare i calabresi nelle istituzioni regionali. A questa avevo accompagnato una proposta come artista che ha dedicato un album, dei singoli e tanti videoclip musicali alla nostra terra. Una dal titolo “In Calabria” è proprio centrata sulla mancanza e poi la riscoperta della Calabria da parte di un emigrato all’estero come me e come il Raoul Bova del cortometraggio. In un’altra intitolata “Fiero di te” racconto tutto ciò che mi rende fiero di essere calabrese, di cui spesso noi stessi non siamo consapevoli per quella che reputo la chiara volontà politica nazionale di tenere i calabresi in uno stato di soggezione e inferiorità. 

In tutti i miei videoclip musicali ho scelto di far vedere la Calabria, soprattutto perché la mia musica arriva all’estero, soprattutto in Germania, a tanti potenziali turisti a cui voglio far desiderare un viaggio in Calabria. Il primo videoclip che ho realizzato in Calabria è proprio quello di “Fiero di te”. L’ho girato con la GoPro prestata da un amico e pagando 300 euro ad un tecnico per fare il montaggio, soldi guadagnati con i concerti fatti in Germania. Piano piano sono riuscito a girare video sempre più elaborati e costosi, come quelli di “Quando si” e “Maria” costati intorno ai 12 mila euro l’uno, per di più pagati da una casa di produzione discografica tedesca. Sono riuscito cioè a far pagare i tedeschi per fare pubblicità alla Calabria in Germania. 

Sono solo uno dei tanti, tantissimi, calabresi che creano e mostrano la Calabria che amiamo. A fronte di questi artisti che con pochissimi mezzi economici ottengono stupendi risultati creativi, ma faticano ad aprirsi uno spazio a livello nazionale ed estero, la Regione Calabria investe circa 1 milione e 700 mila euro per dare ad una casa di produzione cinematografica romana la possibilità di raccontare la Calabria senza averla mai vista, ma soprattuto senza neanche saperla immaginare e reinventare.

Per un Muccino a cui vengono assegnati direttamente dalla Regione 1 milione e 700 mila euro, ci sono mille Quattrone che creano contenuti culturali che valorizzano la Calabria senza alcun aiuto pubblico. La Regione Calabria avrebbe potuto dare quei soldi a mille artisti calabresi con lo scopo di creare contenuti culturali da mostrare al mondo. Oppure avrebbe potuto mettere quel budget a disposizione della migliore idea di cortometraggio proposta da artisti calabresi, magari votata sui social, per promuovere il turismo regionale.

Per questo mi sento di rivolgere un ultimo appello alla Regione Calabria, di cui chiaramente non condivido nessuna scelta politica, culturale e turistica: i restanti milioni di euro stanziati per “rifare il trucco” alla nostra terra, facciamoli restare in Calabria, diamoli ad artisti calabresi che con quei fondi ogni giorno per anni possono creare arte, video, musica, cultura che attrae persone da tutto il mondo in Calabria. 

Armando Quattrone