Il commissario alla sanità calabrese invece di andare in televisione sblocchi le assunzioni

Il commissario alla sanità calabrese invece di andare in televisione sblocchi le assunzioni

Di Pina Condò

I dati in Calabria sono inaffidabili perché i tamponi non sono processati tempestivamente e di conseguenza manca anche il tracciamento. Queste sono conseguenze dovute al problema madre: non c’è personale medico, infermieristico, sanitario, amministrativo etc.

Per la stessa motivazione mancano le 𝗨.𝗦.𝗖.𝗔. Stessa motivazione per cui, pur potendo creare posti letto in strutture ospedaliere non in uso, comunque non funzionerebbero. La priorità è sbloccare le assunzioni per garantire un sacrosanto diritto. Questa è la priorità per cui si aveva fretta ad avere un Commissario.

Se il Commissario, invece di affrettarsi a conoscere lo stato dei fatti sulla sanità calabrese, si affretta ad andare ospite in studi televisivi per parlare di legalità e propinarci l’ennesimo siparietto, in cui la Calabria viene descritta come l’inferno e di riflesso chi si immola alla causa è un eroe, allora non si comincia male ma malissimo…anzi ancora non si è cominciato e già le priorità sono sbagliate. Siamo già in ritardo!

Chi deve avere come priorità la lotta alla criminalità sono poliziotti, carabinieri, finanza, Procure…Quella del commissario alla sanità deve essere in primis garantire il diritto alla salute ai calabresi…lo sporco uscirà fuori ed a quel punto il Commissario potrà denunciare il tutto. Ma la priorità è la salute dei calabresi!

La Calabria non è l’inferno né un palcoscenico da cui trarne visibilità a discapito di una terra sfruttata e martoriata fino all’osso cara Lilli Gruber… La Calabria è una terra vissuta da gente onesta… Qui è nata la ndrangheta, purtroppo questo sfregio lo abbiamo ma è vero anche che lo riconosciamo oltre che combattiamo quotidianamente…

Ma sappia anche, qualora le dovesse sfuggire, che oggi la ndrangheta è attiva in ogni regione d’Italia, specie in quelle più ricche…in cui vige il modus operandi dei sepolcri imbiancati. Quindi, se “ha paura” la prossima volta lo chieda a qualcun altro e non solo a chi viene in Calabria per sanare una condizione in cui a guadagnarci sono soprattutto le aziende private del nord grazie ai viaggi della salute ed a rimetterci sono i calabresi!