Ilario Ammendolia: “Il parroco di Caulonia che è stato esempio di altruismo”

Ilario Ammendolia: “Il parroco di Caulonia che è stato esempio di altruismo”

di Ilario Ammendolia

“Virtù non luce in umil vaso”
Appena eletto sindaco, una delle prime persone che andai ad incontrare fu il parroco del Paese.
Forse non lo fui sempre ma col tempo mi sono convinto che un parroco autenticamente cristiano rappresenti una grande fortuna, una immensa risorsa, non solo per i parrocchiani ma per l’intera comunità ed anche per gli amministratori.

Il “mio” parroco era un giovane apparentemente parco di parole ma la sua sofferta ricerca di Dio lo portava verso il “suo” popolo., soprattutto verso i meno fortunati, i più disagiati, i più bisognosi di conforto.

Sono sicuro che Lui, forte della sua fede, riuscisse a vedere il Cristo nel volto di “M.ta” oppure nella disperazione d’una donna sola che per sfogare la propria angoscia aveva dichiarato guerra a tutto il vicinato. Ed ancora in un giovane che volava a pelo d’acqua sulla galera o d’una ragazza rimasta incinta e che lottammo disperatamente per salvare dal gorgo della perdizione.

Ogni mattina portava in Comune un “caso umano” e, molto spesso lo faceva senza che gli interessati ne sapessero nulla.

Tra le iniziative che con più gelosia conservo tra i miei ricordi sono le riunioni di un intero vicinato per tentare di aiutare una sola persona.

Il coinvolgimento di tanti per uno solo soprattutto quando quell’uno si sta perdendo

Quando arrivarono in paese il primo gruppo di ragazze africane, Lui le riconobbe ed indicandole in Chiesa ai suoi fedeli pronunciò parole semplici ma indimenticabili :Cristo è tra noi! Probabilmente lui riusciva a scorgere il volto del Crocifisso in delle ragazze indifese e stanche per il lungo viaggio.

Alcune volte la congiunzione degli astri è favorevole anche sui nostri paesi ed, in quello stesso periodo, un instancabile volontario si occupava di far giocare i ragazzi. Gi. ppe ed il suo parroco mi coinvolsero nella realizzazione dell’oratorio. Un pilastro, almeno nelle comuni intenzioni, per la riaggregazione d’un Paese che la storia, (comune a tutto il Sud) , ha disgregato.

Poi il parroco venne trasferito e, com’è normale, ognuno ha continuato per la propria strada. Qualche tempo fa , del tutto casualmente, mi accadde di sentire parlare d’un parroco che in piena pandemia, utilizzando i propri poveri risparmi e senza dirlo, comprava i Tablet per i ragazzi della sua parrocchia che altrimenti non si sarebbero potuti collegare da remoto per seguire le lezioni. Chi ne parlava lo aveva scoperto per caso. Ci volle poco per capire chi era.

Ho raccontato questa storia semplice senza mai citare il nome del parroco perché so che Lui non avrebbe mai acconsentito. Aggiungo che ho conosciuto e conosco tanti parroci (ed ovviamente non solo) animati da un un grande amore per il prossimo e disponibili ad aiutare gli altri. E tuttavia, soprattutto in questi momenti difficili, fa bene all’anima sapere che tra noi si nascondono invisibili quanto immensi patrimoni di di altruismo e di vicinanza ai deboli.

Come tutti i grandi “giacimenti” per scoprirli bisogna scavare perché, nella nostra società, “virtù non luce in umil vaso”.

Photo by Josh Applegate on Unsplash

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