Master di Intelligence all’UniCal, Luciano Violante: “Occorre una legislazione d’intesa con i giganti del web”

Master di Intelligence all’UniCal, Luciano Violante: “Occorre una legislazione d’intesa con i giganti del web”

Luciano Violante Presidente della Fondazione Leonardo e Presidente emerito della Camera dei Deputati, ha tenuto una lezione dal titolo “I Valori Costituzionali della Sicurezza tra Pandemie e Intelligenza Artificiale” durante il Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Luciano Violante nella sua lezione ha illustrato undici tesi che rappresentano delle chiavi di comprensione della realtà che stiamo vivendo e che vivremo in futuro.
A tal proposito si è dapprima soffermato sulle trasformazioni sociali che
hanno attraversato la storia dell’uomo. “Trasformazioni- ha affermato –
provocate prima dalle guerre che avevano bisogno di eserciti poi dal
lavoro che aveva bisogno di servi e di macchine ed infine del capitale che
ha bisogno delle banche e della finanza. Oggi viviamo nell’era della
tecnologia analogica che può arrivare a plasmare e colonizzare i pensieri
dell’uomo. L’intelligenza artificiale porterà profonde conseguenza
economiche, politiche e sociali”.

Il passaggio dall’era digitale all’era analogica ha cambiato profondamente
la sostanza dell’uomo e la relazione con gli altri. “Mentre nella
dimensione analogica- ha affermato- esisteva una dimensione
spazio-temporale, nella dimensione digitale i concetti di spazio e di
tempo sono stati superati. Questa nuova dimensione apre le porte, quindi,
a nuovi mediatori che sono i canali social. Noi oggi viviamo- ha
continuato – in una specie di dittatura del digitale con le grandi
compagnie di internet che eludono i controllie le tasse, condizionando la
vita dei cittadini e l’organizzazione degli Stati. Assistiamo, in buona
sostanza, ad una espansione bulimica dei poteri dei privati. Questa nuova
dimensione digitale incide anche sul rapporto istituzionale e politico.
Infatti, i cittadini oggi conoscono poco del potere che li condiziona e li
governa, mentre i “big data” dai quali di fatto siamo condizionati
conoscono tutto di noi”
“ E’ importante – ha aggiunto Violante- sviluppare una capacità critica e
generare un nuovo patto sociale per riuscire a distinguere il vero dal
falso. Nella pedagogia del digitale è indispensabile che si alimenti la
cultura del confronto e della verifica degli apprendimenti. Anche perché
la chiave digitale dell’eternità del presente comporta la perdita della
memoria, che viene considerata inutile ed il pensiero si forma attraverso
nuovi processi cerebrali e mentali”.
Violante, però, ha invitato a non demonizzare questa nuova realtà bensì ad
adattarsi ad essa. “Naturalmente – ha spiegato – questi cambiamenti
epocali portano con sé dei problemi di sicurezza. L’uso sempre più
massiccio di canali digitali per comunicare e lavorare come la didattica a
distanza e le piattaforme webinar sono irreversibili e rappresentano
rischi oggettivi per la sicurezza. Per tale motivo è necessario che gli
Stati tutelino la sicurezza dei propri cittadini sebbene questo potrebbe
innescare un meccanismo ad effetto domino che potrebbe provocare ed
alimentare il sospetto degli altri Stati comportando in futuro una guerra
dell’informazione”

Violante ha poi evidenziato che l’era digitale ha portato con sé anche
lo sviluppo della robotica. Nei prossimi anni assisteremo allo sviluppo di
robot che interagiranno sempre più con l’essere umano. A tal proposito ha
affermato che “nessuna decisione che riguarda gli esseri umani può essere
assunta dai robot senza il consenso degli esseri umani. E’ quindi
necessario sviluppare il concetto dell’umanesimo digitale, che ha
bisogno di ricerca e di regole giuridiche. E’ fondamentale introdurre il
concetto di limite e stabilire meccanismi trasparenti e quindi affidabili
per evitare che le macchine prendano il predominio sull’uomo. In
definitiva, occorre rendere consapevoli le persone delle possibilità,
delle opportunità e dei rischi del digitale e dell’intelligenza
artificiale. Bisogna riflettere a fondo sui fondamenti della civiltà
digitale, poiché è importante creare le condizioni affinché l’uomo
possa essere ancora al centro nei secoli che verranno”.

Infine, il Presidente Violante ha espresso la necessità di una legislazione
sovranazionale che non deve essere rivolta contro i giganti del web ma
d’intesa con essi. Non bisogna però usare strumenti rigidi come quello
della legge, bensì strumenti pattizi, più flessibili e più adeguati alla
velocità dei cambiamenti sociali.”

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