Regionali, Sirianni: “La Calabria non ha bisogno del vicerè di turno”

Regionali, Sirianni: “La Calabria non ha bisogno del vicerè di turno”

In questa povera terra –che un invisibile Frankenstein delle istituzioni sembra aver scelto quale sua “creatura”- un’altra ombra inquietante si profila all’orizzonte: il sindaco a scadenza mandato di Napoli, dr. De Magistris, potrebbe candidarsi alla guida regionale nelle ormai imminenti elezioni.

Le fioccanti indiscrezioni al riguardo hanno il suggello del diretto interessato, che pur pone italicamente le mani avanti ad escludere, in caso vada male, ogni ipotesi di dimissioni dalla carica attualmente rivestita1.

Velando il disappunto con apprezzamenti a denti stretti per l’ex PM, vi alludeva il geologo Tanzi, bravo professionista sempre dichiaratosi “né di destra, né di sinistra”. Pertanto di destra, secondo l’infallibile assioma di Bobbio e secondo l’estrazione di alcuni degli amministratori con cui il suo movimento governa la città di Crotone.

Tace il resto della politica calabrese, particolarmente la sinistra, nelle cui fila notoriamente allignano simpatie. E prende lo sconforto.

Si vorrebbe discutere di degrado ambientale ed etico, di sfregi al fondamentale diritto alla salute, delle centinaia di migliaia di giovani che se ne vanno con la sconfitta nel cuore come nell’epopea migratoria del dopoguerra e, invece, si resta ancora incatenati all’ovvio, che qui diventa trascurabile dettaglio.

Si candida(va) a sindaco o a Presidente di regione chi vive e bene opera nel relativo territorio, al più chi vi ha vissuto e ben operato. Esclusa la prima, si dovrebbe versare nella seconda ipotesi. Però, singolarmente, di quel passato ben operare nessuno, tranne l’interessato e solo per accenni, declina memoria. Proviamo a farlo.

Il nostro ha esercitato funzioni di PM nel capoluogo per alcuni anni e, più che per i risultati processuali delle sue indagini, è noto per la bolgia mediatica che, tenacemente cercata, ne è seguita. Perché ogni passo, teoricamente segreto, di quelle indagini era quotidianamente replicato su giornali nazionali e locali, perché era solito, addirittura, dilatare a centinaia di pagine atti come i decreti di perquisizione, che solitamente non superano le 4-5, in modo da poterci riversare tutto ciò che doveva rimanere segreto, da verbali di testimonianze ad intercettazioni. Così compromettendo l’azione investigativa, ma garantendosi imperitura attenzione mediatica. Ed altre e simili bazzecole, come fermare nelle patrie galere 26 persone e poi dimenticare di chiedere che un giudice convalidasse il fermo o inventarsi un registro di notizie di reato privato ubicato nella propria cassaforte, così sottraendosi alla verifica dei tempi d’indagine cui mortali suoi colleghi erano invece sottoposti2. E quando, infine, fu sanzionato con il trasferimento ad altra sede e lo spostamento a funzioni giudicanti, scordando di presentare, nei termini di legge, quel ricorso in Cassazione che, nelle sue stentoree previsioni, avrebbe portato all’annullamento della condanna disciplinare3.

Un eufemisticamente disinvolto uso della toga, che gli è valso fama sufficiente a farne il vero precursore del populismo penale e condurlo al seggio sindacale napoletano.

Che un tale campione possa essere acclamato da politici di destra, non stupisce. La possibilità che possa esserlo anche a sinistra, atterrisce.

La nostra terra, avrebbe bisogno d’una sinistra capace di agire dal basso il conflitto in difesa dello sterminio dei diritti che qui ogni giorno si consuma, non del viceré di turno, capace di creare, dal basso, alleanze e programmi, prima d’affrontare il tema del candidato e non preda dell’eterna coazione a ripetere l’invocazione di un leader.

Incatenati all’ottimismo, quasi ormai per istinto di sopravvivenza, attendiamo fiduciosi che una tale sinistra si palesi.

Emilio Sirianni – Magistrato

1 “De Magistris se si candida alla Regione Calabria non lascia la poltrona di sindaco di Napoli”, di Pierluigi Frattassi, Fanpage, 12\1\2020

2 v. capi d’incolpazione. B), E) e G) della sentenza di condanna disciplinare del 19\2\2008

3 v. SS.UU. Cassazione, sentenza 19279/2008, che ha dichiarato inammissibile il ricorso di D.M.

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