I Sindaci della Locride: “Recovery Plan e Piano per il Sud 2030 possono cambiare il destino del Mezzogiorno”

I Sindaci della Locride: “Recovery Plan e Piano per il Sud 2030 possono cambiare il destino del Mezzogiorno”

I 42 Sindaci riuniti nell’Associazione dei   Comuni della Locride e il mondo del Volontariato, assai   attivo   nei   più   diversi   settori, avvertono   la   necessità   di rivolgere    a   Lei, prof.   Mario Draghi, Presidente   del   Consiglio   dei   Ministri,  un appello   affinché,   in   questo   particolare   momento   che   il   nostro   Paese   sta vivendo,   vengano   considerate   con   la   giusta   attenzione   le   ragioni   del   nostro territorio,   collocato   come  Lei   sa,   nella  fascia  ionica  della  provincia  di   Reggio Calabria.

È noto che   il quadro   di tutti   gli   indicatori   sociali  ed   economici   che  identifica quest’area induce alla più grande preoccupazione. Si pensi, innanzitutto, alla situazione   di   coloro, che,   sempre   più   numerosi,   sono   scivolati,   o  stanno scivolando, nella povertà; ciò alimenta sfiducia non disgiunta da un senso assai diffuso di ingiustizia   e  disuguaglianza   che   interpella   le   Istituzioni   tutte ponendole   di   fronte   al   problema   della   mancata   attuazione   dei   principi fondamentali   espressi   dalla   nostra   Costituzione,   su   tutti,   l’art.   3, commi   1   e (soprattutto) 2. La medesima preoccupazione sorge pensando al futuro dei nostri giovani, la cui unica   prospettiva   di   realizzazione   personale   ed   economica   sembra   essere quella della emigrazione. 

Anche lo sguardo sulle attività produttive, quasi sempre di piccole dimensioni,non è per nulla tranquillizzante.

Quanto ai nostri Comuni, in quest’ultimo anno caratterizzato dalla Pandemia, hanno prodotto uno sforzo enorme per fronteggiare rischi ed attenuare disagialle popolazioni; lo hanno fatto con le poche risorse umane e materiali di cui hanno potuto disporre. 

Oggi, però, ci riempie di speranza la notizia del buon esito della Due Giorni di approfondimento   sui problemi   del   Mezzogiorno, promossa dal   nuovo   Ministro per il Sud, On. Mara Carfagna. Abbiamo letto analisi preoccupate ma abbiamo anche   sentito   parole   e   intenzioni   serie   di   volontà   di   fare   e   di   operare concretamente.   

Davanti   a   noi   ci   sono   effettivamente   due   straordinarie opportunità, il   Recovery   plan   e   il   Piano   per   il   Sud   2030,  entrambe potenzialmente capaci di mutare il destino del Mezzogiorno e della Calabria in particolare.   Le   Linee   sulle   quali   esse   si   muovono   sono   quelle   giuste: incrementare la coesione Nord/Sud, fino a colmare lo storico divario; lavorare con   decisione   alla   transizione   ecologica,   da   noi   apprezzata   particolarmente, anche   in   considerazione   della   importanza   che   assegniamo   all’ambiente,   al paesaggio,   alla   salute   del   nostro   mare   e   delle   nostre   montagne;   la   spinta all’innovazione     digitale     da     impiegare     nelle     scuole,     nella     pubblica Amministrazione e negli enti locali, nella sanità, nei trasporti, nel turismo, nelle attività produttive, nella gestione e valorizzazione dei beni culturali, che in gran copia   caratterizzano   il   territorio,   conferendogli   il   fascino   di   una   storia millenaria; l’inserimento   nella  ZES; le infrastrutture materiali, stradali e ferroviarie, per consentire un rapido collegamento con gli  snodi sia verso il Nord del Paese sia per connettere l’intera fascia ionica lunga 500 chilometri, da intendersi nella sua interezza, da Reggio Calabria a Taranto, attraverso tre regioni; in questo ambito, l’ammodernamento della Statale 106 Ionica (unico asse viario tra Reggio e Taranto) rappresenta un risalente e grave problema, la cui soluzione si attende invano da decenni: innanzitutto, la sicurezza, che oggi non è garantita,   trattandosi di un’ asse viario  concepito  quasi  cento  anni  fa  e  rimasto  nella  sua  gran  parte  invariato.  Essa, connettendo l’intera fascia,  ammodernata,   avvicinerebbe   aree   di   grande   interesse   sia   storico – archeologico sia turistico, Reggio, Locri, Crotone, Sibari, Metaponto, Taranto (le antiche Regioni: Lokroi Epizephyroi, Kaulon, Kroton, Sybaris, Metapontion, Taris) che, messe in stretta relazione, potrebbero rappresentare una grande opportunità di sviluppo. Più volte è stato altresì evidenziato (nei giorni scorsi lo hanno fatto illustri studiosi di politica internazionale e importanti personalità politiche) che quest’fascia è affacciata sul Mar Mediterraneo, teatro, in questo momento, ricco di potenzialità ma anche pericolosamente carico di tensioni. Ebbene, questo lunga fascia, per le ragioni appena esposte, può ben essere vista come un tratto significativo della frontiera Sud dell’Europa, la quale, se vuole guardare con interesse all’Area Mediterranea, deve strategicamente “attrezzare” i punti in cui la connessione è diretta. Le medesime considerazioni valgono per la ferrovia ionica, anch’essa ferma a più di un secolo fa, per la quale sono disponibili risorse che inspiegabilmente tardano ad essere spese. Questi interventi, e Lei ce lo insegna, darebbero ossigeno al nostro sistema economico, contribuendo notevolmente ad abbassare il tasso di disoccupazione che ci connota. Siamo consapevoli delle nostre responsabilità, coscienti che occorre partire da una analisi corretta delle problematiche che ci frenano, tra le quali la presenza della criminalità organizzata, unita ad una visione ampia ed elevata degli obbiettivi. 

La ringraziamo, Signor Presidente, certi che leggerà queste brevi note con animo, ben predisposto, attento e solidale. 

Il presidente dell’assemblea dei Sindaci della Locride Caterina Belcastro

Il presidente del comitato dei sindaci della Locride Giuseppe Campisi