USB Reggio Calabria sulle strutture psichiatriche: “A chi sta bene lo status quo?”

USB Reggio Calabria sulle strutture psichiatriche: “A chi sta bene lo status quo?”

La giornata di ieri ha visto i lavoratori delle strutture psichiatriche reggine organizzati con l’USB manifestare davanti Palazzo Campanella per avere risposte sull’annosa vicenda che attanaglia questo settore. Da tempo USB aveva provato a interloquire con il Commissario alla Sanità Guido Longo e con il Direttore generale del dipartimento Tutela della Salute Giacomino Brancati, individuando negli uffici da loro guidati il principale scoglio per sanare l’illegale gestione del settore e dare risposte definitive a utenti e lavoratori, e non le consuete proroghe delle proroghe delle proroghe, minacciando di mobilitarci in caso di mancati riscontri, come poi avvenuto.

Quale migliore occasione quindi della seduta del Consiglio regionale e l’opportunità di confrontarsi con il Presidente f.f. Nino Spirlì, e conoscere quindi quali siano gli ostacoli che impediscono la regolarizzazione delle gestioni e il ripristino dei ricoveri, bloccati ormai dal 2015.

Un’iniziativa anche comunicata a tutte le cooperative che gestiscono le strutture, invitando alla partecipazione. Alcune hanno risposto positivamente, ritenendo giuste e motivate le nostre ragioni. Altre no, e fino a qui tutto normale: in fondo USB è un’organizzazione sindacale conflittuale, con posizioni che a volte non piacciono a tutti.

Quello che però appare a noi incomprensibile è che dei lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione, con normale e regolare permesso autorizzato, siano stati addirittura “rimproverati” dai responsabili della cooperativa dove sono impiegati. Cosa è che ha dato tanto fastidio? È stato il voler puntare a cercare soluzioni definitive di un problema annoso e non il banale pagamento delle fatture?

È perché queste soluzioni definitive implicano lo stravolgimento di uno status quo che probabilmente a qualcuno è convenuto e continua a convenire, sia tra le cooperative che tra gli uffici dell’Asp? È stato il chiedere lo sblocco dei ricoveri? È stato l’aver invitato il Presidente Spirlì a visitare le strutture? O forse chi rappresenta queste “cooperative” pensa che i lavoratori siano delle pecore, incapaci di decidere in quale piazza stare e con chi stare?

USB continuerà sicuramente il suo impegno per tentare di trovare una risposta definitiva a questo annoso problema, ma allo stesso tempo non tollererà più alcun tipo di intimidazione nei confronti dei suoi iscritti e di tutti i lavoratori.

USB Reggio Calabria