Aiello: “A ottobre si deciderà della vita in Calabria”

Aiello: “A ottobre si deciderà della vita in Calabria”

Di Pasquale Aiello

Come in una favola, la storia di Riace racconta di colori, suoni e linguaggi del mondo che si intrecciano tra loro. Umanità allo stato puro. Oggi, però, all’ingresso di Riace non campeggia più il cartello con la scritta ‘Riace, paese dell’accoglienza’. Lo sostituisce un’altra insegna che recita ‘Riace, paese dei Santi Cosma e Damiano’.

Nel centro storico, i laboratori che facevano da guida al percorso dei visitatori sono chiusi e i migranti che lo avevano ripopolato non ci sono più o sono rimasti in pochi. Il modello di accoglienza diventato famoso in tutto il mondo è stato sospeso.

L’inchiesta giudiziaria che si è abbattuta su Riace e il suo sindaco Lucano ha interrotto i finanziamenti dello SPRAR per i rifugiati e i richiedenti asilo, demolendo un bell’esempio di ‘villaggio globale’ costruito sui valori dell’uguaglianza e della solidarietà dove l’utopia era diventata la normalità.

Città Futura, una fondazione nata da una idea di Mimmo Lucano e altri giovani nel lontano 1999, proprio per realizzare, col restauro delle case abbandonate, il progetto dell’accoglienza e della unione tra popoli, ora non ha i soldi per pagare le bollette della struttura che la ospita.

Con Città Futura, centinaia di persone hanno potuto conoscere la bellezza del lavoro onesto e dignitoso attraverso l’integrazione con gli abitanti del luogo e la realizzazione di diverse botteghe di artigianato, restituendo socialità e vita a un borgo in agonia.

Tutto questo, però, aveva creato qualche fastidio e intralcio ai piani ignobili di certa politica oscurantista, visto che il modello funzionava e cominciava a replicarsi in altre realtà portando con sé aria di emancipazione e libertà.

Adesso, ‘Mimmo il fuorilegge’ è finito sotto processo, un processo che rischia di trasformarsi in farsa, visto che non potendo dimostrare quasi nulla di ciò che gli si contesta, lo si è incanalato su basi del tutto politiche, così da poter fermare questo ‘pazzo sovversivo’.

Bisogna impedire a quest’uomo di continuare con quei progetti sovvertitori e rivoluzionari, lo si incrimina per essere portatore di ideali di uguaglianza e di giustizia oppure semplicemente per… ‘reato d’umanità’.

In questi decenni si è detto alla gente che era importante impegnarsi per gli altri, che si poteva rimanere nel proprio paese per ricostruire e far partire lo sviluppo del meridione, perché bisognava tentare, con fatti concreti, il riscatto del sud. E’ proprio per questo che Riace è diventata, per i poteri forti, una realtà da osteggiare.

Un paesino dell’entroterra calabrese era stato capace insieme a un sindaco sognatore di mandare un messaggio rivoluzionario così forte, facendo toccare con mano e non a chiacchiere, come fosse possibile coniugare sviluppo, solidarietà e fratellanza.

Intanto, in Italia, con un governo che regge il sacco del capitale e della grande finanza, oltre alla disoccupazione già dilagante, si ricomincia a licenziare e lo si può fare anche solo con una mail. Tra qualche mese, in Calabria, torneranno le elezioni regionali.

La novità, stavolta, è che ‘Mimmu u curdu’, in questi giorni di Luglio 2021 in sciopero della fame contro le politiche migratorie del governo, si candiderà in squadra con Demagistris. Di Mimmo ormai, tutti sanno tutto.

La sua opera grandiosa, i grandi ideali e gli specchiati valori civili, morali e politici insieme alla sua appartenenza di Sinistra quella reale e autentica, sono il suo biglietto. Di Demagistris si conosce l’integrità, la lotta al crimine organizzato, da Magistrato in Calabria, e la sua avversione a ‘paranze’ varie della delinquenza politica, oltre alla dichiarata ammirazione per il grande ‘Che’.

Dopodiché, tutti gli altri partecipanti, dalla destra alla pseudo-sinistra, viaggiano con l’obiettivo comune, ormai chiaro a tutti, che è quello di non far eleggere l’ex magistrato. Si potrebbe rompere il sistema. I presidenti di regione ‘fatti in Casa’ finora non hanno mai brillato né costruito alcunché, è evidente.

Molti di loro, della Calabria se ne sono sempre fottuti altamente, il loro interesse è stato sempre e solo la poltrona e i suoi ‘derivati’. La nostra bella e dannata terra merita di meglio, forse.

Si deciderà a Ottobre il proseguo della vita in Calabria. Al Popolo calabrese la scelta. Ognuno è artefice del proprio destino.

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