I vaccini sono davvero efficaci? E sono sicuri?

I vaccini sono davvero efficaci? E sono sicuri?

Questo articolo si inserisce all’interno del progetto “Campagna informativa e di sensibilizzazione on line sul tema della vaccinazione contro il covid-19” realizzato dalla Società Cooperativa Sankara e finanziato dalla Fondazione Nazionale delle Comunicazioni.

Da quando, l’11 gennaio 2020, è stata pubblicata la sequenza genetica del virus SARS-CoV-2, gli scienziati e le organizzazioni di tutto il mondo hanno unito gli sforzi per sviluppare il prima possibile vaccini sicuri ed efficaci contro il COVID-19. Questa collaborazione, fondamentale per aumentare l’efficacia della ricerca, ha portato all’individuazione, alla sperimentazione e, infine, all’autorizzazione dei vaccini anti Covid-19.

Il susseguirsi di informazioni contenutisticamente complesse per chi non ha una formazione specialistica in materia, l’incertezza del momento unita alla paura che notoriamente l’ignoto causa, la diffusione di notizie talvolta parziali altre volte semplicemente false e senza alcuna base scientifica, ha causato un forte disorientamento in gran parte della popolazione.

Le domande che più frequentemente ci siamo posti e alle quali proveremo a dare una risposta scientifica – poiché basata su dati e fatti – sono: come funzionano i vaccini? I vaccini sono sicuri? E sono davvero efficaci?

Per rispondere alla prima domanda, vediamo quali sono i vaccini attualmente autorizzati in Italia: il primo ad essere stato autorizzato nell’Unione Europea dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) il 21 dicembre 2020 e il giorno successivo dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) è stato il Vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNtech, seguito poi dai vaccini Spikevax (Moderna), Vaxzevria di AstraZeneca e, in ultimo, il vaccino Janssen (Johnson & Johnson).

I primi due vaccini citati – il Vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNtech e il vaccino Spikevax (Moderna) – si basano sulla tecnica dell’Rna messaggero (mRNA). Il segmento di mRNA viene trasportato da piccole vescicole lipidiche all’interno dell’organismo e contiene le istruzioni per produrre temporaneamente la proteina Spike, una proteina presente sulla superficie del coronavirus SARS-Cov-2. Tale proteina verrà riconosciuta come estranea e dunque stimolerà la risposta immunitaria con la produzione di anticorpi.

I vaccini Vaxzevria di AstraZeneca e Janssen (Johnson & Johnson) sono invece vaccini a vettore virale, cioè utilizzano adenovirus, innocui per l’uomo, per trasportare all’interno delle cellule umane il frammento di DNA

che contiene le istruzioni per produrre la proteina Spike. La produzione temporanea di questa proteina estranea stimolerà, anche in questo caso, il sistema immunitario a reagire producendo anticorpi.

Per provare a rispondere alle due domande successive, dobbiamo partire da fonti certe e attendibili, dunque seguiremo le informazioni proposte dal Ministero della Salute, dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ente competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia, e dall’Istituto Superiore della Sanità (ISS), il principale centro di ricerca, controllo e consulenza tecnico-scientifica in materia di sanità pubblica in Italia.

La doverosa e scontata premessa è che nessun vaccino esistente non produce rischi e che nessun vaccino al mondo funziona al 100%. Questa precisazione, sebbene banale, ci aiuterà ad analizzare i dati e a verificare con serietà le informazioni che andremo a d approfondire.

La risposta alla nostra seconda domanda è sì, i vaccini sono sicuri. I vaccini, infatti, vengono autorizzati solo dopo un’attenta e approfondita valutazione. La sperimentazione che precede l’eventuale autorizzazione, è rigorosamente eseguita e deve includere sempre tre fasi di studi, condotte su campioni di volontari via via crescenti al fine di individuare la dose ottimale e proporre una valutazione della sicurezza.

È intuitivo, ovviamente, che ogni farmaco produce benefici, ma può avere anche dei rischi. Fortunatamente, l’AIFA valuta e monitora ogni prodotto farmaceutico, sia durante le procedure di autorizzazione sia una volta che i prodotti vengono commercializzati, raccogliendo costantemente i dati sulla sicurezza e sugli effetti indesiderati, sugli eventi o reazioni avverse. L’ottavo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19, pubblicato proprio dall’Agenzia Italiana del Farmaco, segnala che dal 27 dicembre 2020 al 26 agosto 2021 sono stati segnalati 91.360 eventi avversi su 76.509.846 dosi somministrate (119 ogni 100.000 dosi).

Cioè lo 0,1 per cento. L’86,1% delle segnalazioni sono riferite a eventi non gravi, il 13,8% a eventi gravi e solo lo 0,61 % del totale delle segnalazioni ha esito fatale. Grazie a questo lavoro costante, possiamo affermare che la possibilità di incorrere in problematiche dovute al vaccino è residuale se rapportata all’efficacia reale. Lo 0,1 % di rischio non può davvero considerarsi così significativo da inficiare la sicurezza di un vaccino.

La terza domanda è relativa all’efficacia. Anche in questo caso la risposta è sì, i vaccini sono efficaci. L’Istituto Superiore della Sanità (ISS), ha stimato l’efficacia dei vaccini autorizzati sul territorio nazionale nel periodo dal 4 aprile al 5 settembre 2021. Per i soggetti vaccinati con ciclo completo, il rischio di contrarre l’infezione si riduce del 77% rispetto a quello tra i non vaccinati. Ancora più esplicativi i dati sull’efficacia dei vaccini nel prevenire l’ospedalizzazione, i ricoveri in terapia intensiva e la morte per Covid-19 per tutti i soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale. Il vaccino previene l’ospedalizzazione con un’efficacia del 93,4%. Nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva l’efficacia è pari al 95,7% e nel prevenire il decesso è pari al 96,3%. Questi dati ci aiutano a capire che il tasso di ospedalizzazione per i non vaccinati è circa nove volte più alto rispetto ai

vaccinati con ciclo completo, il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben tredici volte più basso dei non vaccinati e il tasso di decesso è quindici volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo.

Dunque, in sintesi, per ridurre grandemente il rischio di ammalarsi, di incorrere in un’ospedalizzazione, di finire in terapia intensiva e per provare ad evitare di morire a causa del Covid-19 la risposta più sicura ed efficace è e rimane la vaccinazione. Il vaccino è sicuro, ci protegge dalle forme gravi e, soprattutto, aiuta a frenare la corsa al contagio.