La società Remunero replica al circolo Fratelli d’Italia di Cinquefrondi

La società Remunero replica al circolo Fratelli d’Italia di Cinquefrondi

In un “manifesto” pubblico, la sezione territoriale di Gioventù Nazionale (Fratelli d’Italia) di Cinquefrondi contesta il progetto Remunero al quale il Comune ha aderito già nel mese di luglio.

Lo fa usando argomenti senza un reale fondamento e con toni così accesi da sfiorare la diffamazione. Ci chiediamo perché? Qual è il reale obiettivo dell’azione di Gioventù Nazionale (Fratelli d’Italia)? Ci sembra solo un modo per andare contro una iniziativa a favore del territorio – che vuole promuoverne lo sviluppo economico e il miglioramento della qualità ambientale – distorcendo la realtà con una serie di false notizie.

Allora, ristabiliamo la verità. Remunero è una società, iscritta al registro delle start-up innovative, che porta avanti in tutti i Comuni italiani e nei 27 Paesi dell’Unione Europea un importante progetto che ha tre obiettivi principali:

1. supportare le amministrazioni locali in un obiettivo a medio – lungo termine che prevede di premiare economicamente i cittadini e le aziende virtuose, che pagano la TARI e conferiscono correttamente i rifiuti;

2. far emergere l’evasione della TARI, al fine di ridurre il tributo a quei soggetti che la pagano e che sono obbligati a coprire anche la quota di chi evade;

3. sostenere economicamente le aziende del territorio, veicolando la spesa dei cittadini presso le attività del territorio stesso, riducendo inoltre la tassazione che grava su di esse.

I territori interessati, di cui il Comune di Cinquefrondi è uno dei capifila e di cui siamo orgogliosi, sono definiti in macro aree di almeno 50.000 abitanti, al fine di creare un ritorno economico di almeno 120 milioni di euro in 5 anni, di cui il 30% non sottoposto a tassazione.

Tale importo resterà spendibile sul territorio anche negli anni successivi, con le medesime modalità. Il progetto Remunero è a costo zero per le amministrazioni locali e a rischio zero per chi riceve il rimborso del 100%della TARI pagata.

Ciò significa che il Comune non paga nulla e i beneficiari del rimborso non possono versare loro soldi sul conto Remunero, che è detassato, al fine di evitare fenomeni di riciclaggio.

Il progetto “Tari indietro tutta” funziona sulla falsariga dei progetti statali, come l’Ecobonus 110%, con una sostanziale differenza: · Il bonus 110% non può essere usato per spese locali, prelievi, accantonamenti ma solo essere portato in detrazione dalle tasse nei 10 anni successivi.

Chi cede il proprio credito invece di detrarlo, lo può cedere solo al fornitore o a una banca, che a sua volta lo potrà solo detrarre dai successivi redditi. · Remunero rende invece spendibile il rimborso presso tutte le aziende del territorio che pagano la TARI e conferiscono correttamente i rifiuti. Il credito non può essere speso al di fuori del territorio, resterà quindi un importante beneficio a favore dello stesso.

Non ci sembra rilevante il fatto che con il conto Remunero non si possano pagare le tasse comunali. Grazie al rimborso della Tari, ai cittadini restano comunque più soldi da spendere o da mettere da parte. Il progetto Remunero è già attivo in oltre 100 Comuni italiani, firmatari del protocollo d’intesa, sottoscritto anche dall’ANCI Campania, al fine di velocizzare la partecipazione di tutti i Comuni della regione.

Oltre 2.000 Comuni, ad oggi, stanno approntando le procedure per la sottoscrizione, al fine di attivarlo sui propri territori. La commissione di transazione, propria di qualunque circuito di pagamento elettronico (Visa, Mastercard, Amex, ecc.) è funzionale, nel nostro caso, a recuperare gli importi emessi per la restituzione della TARI.

Questo consentirà di investire sul territorio negli anni successivi le stesse somme emesse con questo primo progetto, in tre macroaree: ambiente, sociale e cultura. La commissione di transazione è pari al 3,5%, che equivale a ricevere il 3,5% in meno del 100% ottenuto come restituzione TARI. Le transazioni vengono controllate dall’Agenzia delle Entrate che verifica la correttezza dell’attività svolta.

Remunero non fa investimenti con i soldi dei cittadini o delle imprese. Remunero monetizza con gli sconti la Tari, che altrimenti sarebbe solo un tributo a fondo perduto, quindi incrementa la quantità di moneta spendibile. Il fatto che il conto sia spendibile nell’area di 50.000 abitanti, per un valore complessivo dal 5 anno di 120 milioni che rimarranno sempre sul territorio, è un ⁰ enorme ed evidente vantaggio.

Non esiste burocrazia per attivare il conto: avviene in modo più rapido di una qualunque carta ricaricabile. Da gennaio 2022, poi, sarà disponibile anche una carta fisica per chi ha difficoltà con l’app sullo smartphone. Il capitale sociale di 50.000 euro di Remunero è pari a quello di una Spa. Sono pochissime le società di nuova costituzione, start-up, con un simile capitale. Remunero, inoltre, ha investito sempre e solo risorse proprie per lo sviluppo del progetto, iniziato 6 anni fa proprio per la sua  complessità. 

· Remunero è un progetto ispirato al concetto di economia circolare, in linea con gli orientamenti in materia ambientale del Governo italiano e della Comunità europea. 

· Il meccanismo sul quale si basa, fondato su algoritmi, è stato lungamente studiato prima di essere varato e proposto ai Comuni italiani. 

· I veri e unici scopi di Remunero sono: il recupero dell’evasione della Tari, la crescita dell’economia del territorio, la salvaguardia ambientale legata alla raccolta differenziata dei rifiuti.

Se “Gioventù Nazionale” di Cinquefrondi ha da proporre un progetto più valido, come ha dichiarato, saremmo i primi a congratularcene.