Furti nelle case e nelle chiese di Caulonia. La riflessione di Ilario Ammendolia

Furti nelle case e nelle chiese di Caulonia. La riflessione di Ilario Ammendolia

Di Ilario Ammendolia

Caulonia ha avuto la “bandiera blu”.
Non si tratta d’un riconoscimento di poco conto!

Personalmente ne sono più che contento e voglio esprimere il mio ringraziamento a tutti agli amministratori comunali che si sono spesi per raggiungere un tale importante traguardo.

Contemporaneamente ho letto la notizia che molte abitazioni abbandonate o abitate da anziani e addirittura due Chiese sono state forzate e derubate. Mi sorprende che non si ravvisi la gravità di tali fatti che più che a bullismo potrebbero essere ricondotti alla decomposizione d’una comunità.

A Caulonia, da sempre, il rispetto verso gli “anziani” s’è coniugato con il valore del “Sacro” inteso come un “sentire comune” molto forte nell’ intero Paese ed il fatto che proprio anziani e Chiese vengano presi di mira potrebbe significare che anche gli ultimi solidi baluardi della civiltà contadina stanno per essere travolti senza che nulla li sostituisca.

Non ci troviamo dinanzi ad un fenomeno delinquenziale ma a qualcosa di molto più insidioso e preoccupante: c’è una parte della società alienata e frustrata che non solo non si riconosce nella “Comunità” ma si contrappone ad essa. È chiaro come il sole che coloro che hanno scassinato le Chiese più che impadronirsi delle povere offerte dei fedeli, con il loro gesto, hanno voluto lanciare una confusa sfida al Paese, fare un dispetto a credenti e non credenti, ferire la religiosità delle persone, consegnare una dichiarazione in cui c’è scritto “noi siamo altra e diversa cosa rispetto a voi”.

La loro arma è la paura. Operano per disgregare e “autodistruggersi”.
Dinanzi a tali preoccupanti segnali la “legge” può fare poco o niente. Personalmente colgo in tali fatti l’eco di un grido di aiuto di persone certamente abbrutite ma che stanno affogando in una società che ha perso l’armonia e la sua stessa ragion d’essere.

Non ci sono ricette miracolose ma continuo a pensare che l’unico antidoto alla disgregazione in corso sia un grande impegno collettivo per ricostruire su basi nuove il Paese ed aprirlo al mondo. Guardare avanti senza però lasciare nessuno indietro.

Non si può continuare a parlar d’altro… anche perché “l’altro” potrebbe essere il Nulla.