A VOLTE RITORNANO

A VOLTE RITORNANO

Di Cosimo Cavallaro

Rieccoli! A dimostrazione che gli Italiani hanno la memoria labile e che non imparano niente dalla Storia, grazie alla rassegnazione e allo sfaldamento atavico della Sinistra, la Destra ha vinto le elezioni in questo nefasto 2022.

Ed ora, seppur con rassegnazione, saremo costretti a tendere le orecchie per ascoltare i tromboni dei vincitori accompagnati dalle fanfare di coloro che negli ultimi anni hanno interpretato la Politica, ovvero l’amministrazione dello Stato, come uno spettacolo da Truman Show all’americana con tanto di stelle filanti e palloncini lanciati nell’azzurro cielo riverberante sulle scie luminose dell’eterna Nike, dea della vittoria.

E chi, come me, non è in sintonia con i vincitori altro non sarà considerato se non un invidioso e astioso gufo spennato. Da sempre mi tediano i festeggiamenti al termine di ogni elezione politica, da qualsiasi parte provengano, perché ritengo che non ci sia nulla da festeggiare nell’esercizio di un proprio dovere.

Conquistare la fiducia della maggioranza degli elettori non è un atto di vittoria definitiva ma l’inizio di un gravoso percorso irto di impegni per provvedere alle più rilevanti necessità del Paese e per tutelarne i diritti costituzionali.

Purtroppo, l’affermazione della Destra non è stata una novità inattesa. Il risultato era già nell’aria da diverso tempo a conferma che ormai noi elettori mal sopportiamo chi ci governa e preferiamo dare fiducia a chi dall’opposizione cavalca il malcontento e può urlare e lanciare slogan, sempre contro, senza pagare pegno e senza alcuna responsabilità oggettiva.

Ma ora che il testimone è passato nelle mani di quella Destra che è stata un po’ contestataria e un po’ governativa avremo modo, giustamente, di valutare per l’ennesima volta quali mirabolanti benefici, viste le imponenti promesse, potrà offrirci un governo di quegli stessi Partiti che in anni recenti hanno già governato insieme l’Italia senza portare grandi risultati, anzi.

Nel lontano 2011 sono stato uno dei tantissimi “esodati” che hanno pagato a caro prezzo gli effetti della massacrante riforma delle pensioni. Ebbene, è difficile dimenticare che il governo dei tecnici di allora nacque per porre rimedio alla destabilizzazione economica dell’Italia causata dalla Destra nonostante la propaganda affermasse che si trattò di un pretesto montato altrove.

Ed è ancora più incomprensibile oggi rilevare che gli Italiani, forse tappandosi il naso, hanno rinnovato la fiducia a quegli stessi personaggi che all’epoca si erano rintanati nel nulla, ben contenti di delegare il lavoro sporco al governo Monti, ed oggi strillano contro la legge Fornero ben sapendo che non potranno né abolirla né modificarla integralmente.

La notizia è ancora troppo fresca ed è inutile e ridondante che un signor nessuno come me la commenti più di tanto. Lasciamo che i media facciano il loro lavoro inondandoci con le immancabili e doverose dichiarazioni dei protagonisti. Di certo, comunque la si pensi, l’Italia rimane un grande Paese democratico e i vincoli che ci legano all’Europa sono così saldi da offrire un margine di garanzia, nonostante le strizzatine d’occhio di chi ci governerà alla peggiore destra europea, a tutti quegli italiani che temono per la tenuta della Democrazia.

Piuttosto, come già scritto in precedenza, occorrerà vigilare sui Diritti, acquisiti e no, per i quali il futuro non si prospetta per nulla agevole. Per tutto il rimanente siamo certi che, considerando la congiuntura internazionale, qualsiasi sia il futuro governo, non ci potranno essere alzate d’ingegno sovraniste capaci di confinarci in un pericoloso tunnel senza vie d’uscita.

Da cittadini amanti e tifosi della Democrazia, seppur imperfetta, accettiamo il responso delle urne con la consapevolezza che a conti fatti il 44% dei voti significa, considerando tutti coloro che per svariati motivi non hanno votato, che meno di tre cittadini su dieci, sul totale degli italiani, ha scelto di farsi governare dalla Destra e attendiamo, con preoccupata fiducia, che si realizzi l’unica nota che ci soddisfa in questo contesto: una donna al governo dell’Italia per la prima volta nella sua storia.