Caulonia, Elisabetta Cannizzaro: “Il mio nome tirato in ballo in modo gratuito e diffamatorio”

Caulonia, Elisabetta Cannizzaro: “Il mio nome tirato in ballo in modo gratuito e diffamatorio”

L’ultimo Consiglio Comunale è stato uno spettacolo desolante. Non ho mai esitato ad affermare che, seppur non più consigliere comunale, essendo cittadina di questo paese avrei continuato a servirlo, mettendo al primo posto l’obiettivo che mi ha spinto a lavorare incessantemente negli ultimi cinque anni: la crescita sociale-culturale di Caulonia.

Non sono stati anni facili, spesso ho pensato di rinunciare all’obiettivo per la conflittualità, per il disinteresse di molti, per le azioni demolitorie ma, alla fine, a prendere il sopravvento era il sostegno di tanti amici e cittadini, la dedizione di tanti collaboratori ed i risultati che non mancavano, puntualmente. di giungere.

Ed ancora, ho sempre pensato che non basta dire a parole di amare il proprio Paese ma occorre farlo con atti concreti.

A chi nell’ultima seduta consigliare ha inteso in modo gratuito e diffamatorio, tirare in ballo il mio nome, il mio modus operandi dico che ha toppato, in mala fede. Si discute di scelte amministrative e di conflitto d’interessi nella gestione del Kaulonia Tarantella Festival. Nel caso sollevato dalla minoranza l’anomalia sarebbe l’aver affidato alla società di cui il vicesindaco è socio la direzione artistica del KTF ed a società alla prima strettamente collegata, la fornitura dei servizi artistici e logistici. L’assessore di maggioranza nel replicare alla consigliera Franco, artatamente ricostruendo una vicenda di cinque anni fa ha sostenuto che anche in altre edizioni del KTF si è agito così, senza che ciò fosse tacciato come conflitto di interessi come “quando venne coinvolta l’associazione della sorella della capogruppo” della precedente maggioranza, affidando un incarico.

Nel 2018, l’amministrazione Belcastro si ritrovava ad affrontare l’organizzazione del festival. L’ufficio comunale preposto avviò tutte le procedure per il conferimento dei vari incarichi ma per alcuni servizi la manifestazione di interesse indetta andò deserta, NESSUNA associazione iscritta all’albo comunale aderì o diede la disponibilità. Il giorno dopo la scadenza dei termini, l’organizzazione, l’assessore di riferimento e la Dirigente di Settore mi chiesero sostegno al fine di individuare tra le associazioni a me vicine qualcuna che fosse disponibile a collaborare. Non vi era da guadagnare ma mettersi al servizio del paese, per la riuscita della manifestazione, con un rimborso di 2.500,00 euro. A tarda sera, la dirigente chiarì all’associazione presieduta da mia sorella compiti, tempi e modalità perché dopo pochi giorni avrebbe avuto inizio la manifestazione; chiesi io di accettare, non c’era nessun guadagno ma dei giovani avrebbero fatto una bella esperienza e sarebbero stati retribuiti. Cinque giovani donne lavorarono per giorni, senza orari, da supporto all’organizzazione del KTF, sistemando appartamenti per i gruppi, predisponendo l’accoglienza per gli artisti, redigendo documentazione amministrativa prima delle esibizioni, preparando colazioni ai volontari, preparando cene (non preventivate) per gli artisti ed acquistando arredi per gli alloggi (biancheria varia, lampade, piccoli armadi, detersivi, ecc. tutto rimasto nella disponibilità dell’ente, con verbale di inventario) e beni alimentari. Il rimborso fu sufficiente a retribuire quanti avevano creduto in una impresa, perché tale è stata, soprattutto grazie a giovani donne (studentesse e mamme).

Non vedo assonanza con il caso in discussione, ma ancor di più, non vedo gli elementi che potrebbero connotare un conflitto di interessi. Perché se così fosse, allora, in cinque anni ho sempre sbagliato. A differenza di chi, per visioni politiche diverse, non ha contribuito neppure con la presenza, alla crescita socio-culturale del paese, disertando iniziative, manifestazioni, incontri, progetti, io non ho desistito. Ho fortemente creduto nel rilancio del borgo e, pur senza un euro del bilancio comunale, ho aperto il Vecchio Mercato con l’esposizione dei prodotti locali tipici e dell’artigianato “usufruendo” della generosità delle persone a me care che non hanno disdegnato, senza alcun compenso, di prendere pesi, di pulire, di aprire ogni pomeriggio sino a quando non sono giunti in aiuto i percettori del REI. Così per le attività culturali, il teatro, il cinema per i ragazzi ed ogni altra iniziativa.

Se nella visione di esponenti dell’attuale maggioranza mettersi al servizio del Paese, nel rispetto delle regole e delle norme, che non ho MAI violato, equivale a conflitto d’interessi, allora ribadisco non ho sbagliato una volta, ma per cinque lunghi anni, perché alle carenze della macchina amministrativa ho cercato di far fronte personalmente, alla carenza di operai ho fatto fronte anche con l’aiuto di familiari e amici, alla carenza di mezzi ho fatto fronte con la mia macchina, tutto sempre senza percepire alcuna indennità.

Per questo avrei auspicato più rispetto, consequenziale alle belle parole espresse in pubblico sul mio operato da amministratrice, perché non ho MAI agito per tornaconto, per interessi personali e familiari; a quest’ultimi che non hanno mai mancato di sostenermi e supportarmi, oggi, rivolgo le mie scuse.

                                                                               M. Elisabetta Cannizzaro

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