Caulonia dopo la vittoria di Cagliuso. La riflessione di Domenico Albanese

Caulonia dopo la vittoria di Cagliuso. La riflessione di Domenico Albanese

Di Domenico Albanese

Non molto tempo fa, precisamente subito dopo le elezioni che hanno portato alla vittoria l’attuale maggioranza, avevo tentato un’analisi del voto cauloniese.

Si era appena formata la giunta comunale e la nascita della stessa aveva suscitato clamore per l’ingiustificata esclusione della prima eletta Maria Campisi, operazione condotta con una certa disinvoltura dal sindaco Franco Cagliuso, forse perché benedetta (se non suggerita) dal consigliere regionale Salvatore Cirillo, regista, sin dagli albori, della campagna elettorale.

Nonostante l’evidente forzatura, il futuro della maggioranza che si apprestava a governare si presentava privo di ostacoli significativi.

Ma pur di fronte ad un esecutivo tendenzialmente stabile, perché sostanzialmente monocolore, pronosticavo che lo stesso avrebbe dovuto fronteggiare il potenziale malcontento di chi si era sentito ingiustamente escluso dalla spartizione dei ruoli che contano in un’amministrazione comunale.

Ciò nonostante intravedevo nel duo Cagliuso-Cirillo, un binomio potenzialmente dotato dei mezzi necessari a sedare gli animi più caldi ed a smorzare le eventuali velleità dei più delusi.

A distanza di più di un anno si può tentare, ora, un’analisi dell’azione politico-amministrativa della maggioranza. Intanto, l’attuale clima politico certifica che le decisioni che avevano portato alla formazione della giunta sono state poco lungimiranti.

Leggendo la cronaca di questi giorni è evidente che sarebbe stato meglio allargare la maggioranza, includendo nell’esecutivo membri delle altre formazioni politiche co-vittoriose; circostanza, peraltro, che in vista delle future elezioni regionali sarebbe potuta probabilmente ritornare utile al consigliere regionale.

Compattarsi rafforza. Arroccarsi in una posizione di ottusa sordità precostituita indebolisce, specie se ciò comporta il poter contare, esclusivamente, su una maggioranza risicata che, quantomeno, non garantirà un’amministrazione serena.

Dipende da noi, infatti, pur con tutte le sue intrinseche contraddizioni (non rivendicare pubblicamente e con forza nell’immediato post-elezioni la candidatura ad assessore di Maria Campisi, preferendo proporre altri membri dello stesso gruppo, è stato un errore che ancora riverbera i suoi effetti) e nonostante rincorra ancora una compattezza (lontana) che la renda una formazione affidabile e credibile su cui costruire future alleanze alternative, alza sempre più spesso la voce e si dimostra aperta a dialogare anche con gli esponenti massimamente rappresentativi dell’ex maggioranza, con ciò contribuendo a creare confusione e sconcerto, tra gli stessi simpatizzanti, dando così l’impressione di farsi apripista dell’inestirpabile vecchio che avanza, affacciato alla finestra e pronto a rimettersi in gioco ed a spendersi per il bene del paese, cogliendo al volo l’occasione per operare una nuova restaurazione.

L’eterno ritorno dell’uguale sembra favorito da una giunta comunale che, lungi dal rappresentare un blocco granitico, sconta un’ontologica eterogeneità sopita che, prima o poi, potrebbe tornare a galla, provocando allora una inevitabile crisi.

Una giunta, tra l’altro, che non ha saputo fino ad ora risolvere nemmeno uno dei tanti problemi che affliggono Caulonia e che, a distanza di un anno, non appaiono risolvibili nell’immediato, mancando un disegno programmatico serio che consenta anche solo di affrontarli.

Non ci si aspettavamo l’agenda Draghi, ma che almeno, i cinque anni di opposizione di Officina delle Idee – passati ad attaccare la precedente amministrazione per le sue presunte incapacità – fossero serviti ad individuare le criticità del nostro Comune e soprattutto i rimedi esperibili.

Così purtroppo non è stato.

In ordine rigorosamente sparso, la problematica di Maietta, dopo un avvio promettente, si è incagliata tra errori progettuali e cavilli burocratici di cui si fatica a intravedere una soluzione.

Idem i lavori relativi alle scuole e quelli di adeguamento sismico del municipio.

Stessa cosa per il caso della Sogert, de cui in campagna elettorale era stato recitato il de profundis e che invece è ancora tra di noi.

Senza parlare del risanamento dei conti pubblici, visto che in un anno non sono state avviate serie politiche di contenimento della spesa e di recupero dell’evasione fiscale. La mancanza di misure incisive in materia fa sì che un secondo dissesto entro questa consigliatura incombe come una spada di Damocle.

Una riflessione a parte merita il ruolo e l’azione politica del consigliere regionale Cirillo, il quale, già sollecitato a prendere una posizione trasparente e pubblica sull’amministrazione da lui stesso creata e in evidentissima crisi, si è negato, mentre sarebbe utile, per il bene del paese che lui, il Sindaco e la sua squadra (nella quale per il momento annovero anche i consiglieri di Dipende da Noi) rivedano pubblicamente le loro posizioni, imboccando la via del dialogo e della trasparenza.

Nell’attesa, in questa estate torrida, non resta che augurarci un KTF che ci faccia sognare e soprattutto distrarre, anche se, tutto considerato…, potrebbe essere dura.

Buona e serena estate a tutti.

CATEGORIES
TAGS
Share This