Il sindaco di Roccella sulla questione migranti: “La soluzione Albania è propaganda”

Il sindaco di Roccella sulla questione migranti: “La soluzione Albania è propaganda”

Ogni progetto che si vuole mettere in campo deve poter essere tecnicamente fattibile, economicamente sostenibile, giuridicamente ed amministrativamente realizzabile. Tanto più devono esserlo i progetti annunciati da chi governa una comunità o un Paese.

Progetti non fattibili, non sostenibili o non realizzabili sono propaganda. E nella gestione del fenomeno migratorio di propaganda ce ne abbiamo avuta tanta, troppa.

E’ stata propaganda il blocco navale, i porti chiusi, l’assurda discussione sulla differenza tra profughi e naufraghi, il blocco delle navi delle ONG, l’accordo con la Tunisia. Lo è, e ce ne accorgeremo presto, l’enfasi sui nuovi CPR.

In Albania i migranti dovrebbe portarli la Capitaneria o la Marina a seguito di salvataggi.Con quali navi? Probabilmente con la Diciotti o la Dattilo, che quindi non sarebbero più centrali nei salvataggi, atteso che i tempi di navigazione per l’Albania sono assolutamente incompatibili con questa attività. Quindi si riprenderà a dare piena operatività alle navi ONG?

Dopo l’identificazione i migranti potranno essere ospitati in Albania per 18 mesi. La capienza massima dei centri è di 3.000 posti. Le navi della Capitaneria ne trasportano 800. Significa che tutto questo gestira’ 5 o 6 sbarchi per anno. Nulla in confronto ai numeri di quest’anno. Meno del 2% dei migranti che sbarcano in Italia.

Quanto costa tutto questo? L’allestimento del campo sembra più di 10 milioni di euro, il ristoro all’Albania non si sa. E quanto costeranno le missioni della Polizia, della Capitaneria, della GdF, dei funzionari ministeriali e delle Commissioni di Valutazione sulle richieste d’asilo, del personale medico? E quanto il supporto logistico alle operazioni da svolgere in Albania?

Rispondere a queste domande significa ammettere subito che, come i porti chiusi, i blocchi navali, i respingimenti in mare dei profughi perché non naufraghi, anche il Cpr in Albania non è tecnicamente fattibile ed è economicamente insostenibile. Prima che essere giuridicamente non realizzabile.

Per questo il CPR in Albania non si farà. E spero solo non lo si faccia proprio. Ma temo che si costruisca, si tagli un nastro, si portino 1000 migranti prima delle europee per poi chiuderlo.

Continuo a chiedermi quando si deciderà di affrontare questo problema epocale con la razionalita’ e la serietà che merita.

Vittorio Zito – Sindaco di Roccella

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